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Visco, il lavoro tema centrale. Subito misure per creare nuovi posti

ad assisi

Visco, il lavoro tema centrale. Subito misure per creare nuovi posti

«L'economia italiana, in graduale rafforzamento da oltre un triennio, ha nettamente accelerato nell'ultimo anno. Nel complesso del 2017 la crescita dovrebbe essere vicina all'1,5 per cento, per poi proseguire su ritmi simili nel prossimo anno». Parole del governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco nell'intervento alla manifestazione “Il cortile di Francesco” ad Assisi. Per Visco l’occupazione resta il tema centrale dell’agenda politica e «vanno subito introdotte misure per creare nuovi posti di lavoro». L'Italia, inoltre ha sottolineato Visco, deve approfittare « del consolidamento della ripresa per accelerare il consolidamento strutturale dei conti pubblici». Perché avverte «non dobbiamo illuderci che l'espansione del disavanzo pubblico possa sostenere stabilmente l'attivita' economica». Tenendo sempre a mente che «l'elevato debito è un fattore di vulnerabilità grave, che condiziona la vita economica del Paese».

In questa cornice, tuttavia fa notare Visco «restano ampi spazi di razionalizzazione nell'allocazione delle risorse pubbliche che vanno indirizzate verso obiettivi di medio-lungo periodo. Deve tornare a crescere - continua il Governatore - la spesa per gli investimenti pubblici, in particolare in nuove infrastrutture che contribuiscano a innalzare il potenziale produttivo: in calo dal 2010, la sua incidenza sul prodotto era appena superiore al 2% nel 2016, circa un punto in meno che negli anni precedenti la crisi e tra i valori più bassi nell'area dell'euro».

Servizi e costruzioni in ripresa

«Il miglioramento ciclico si sta diffondendo alla maggior parte dei settori industriali - ha spiegato il governatore - segnali positivi stanno emergendo anche nei servizi, dove è stata forte la crescita del turismo di provenienza sia nazionale sia estera, e nelle costruzioni, dove le attività di ristrutturazione del patrimonio esistente beneficiano degli incentivi fiscali e dei bassi tassi di interesse» ha detto il numero uno di Palazzo Koch.

Subito misure per creare nuova occupazione

Ma è il lavoro la questione prioritaria del Paese. «La questione del lavoro - ha spiegato Visco - tanto difficile da creare, mantenere, trasformare, resta la questione centrale dei nostri giorni non solo sul piano dell'economia; essa riguarda l'integrazione sociale e la stessa identità personale di chi vive nel nostro Paese». Un tema che si lega a quello delle riforme avviate da questo e dal precedente governo. «Il percorso delle riforme - ha detto Visco - dopo l'intensa stagione degli ultimi cinque anni deve proseguire e l'implementazione va monitorata». Perché «è un processo complesso che, se può non dare benefici immediati, va accompagnato con interventi che favoriscano da subito la creazione duratura di posti di lavoro» .

Sullo sfondo la crescita dell'occupazione in ripresa, nota Visco, ma non sifficiente. «Nonostante il venir meno degli incentivi alle nuove assunzioni a tempo indeterminato - nei primi sei mesi dell'anno il numero degli occupati e' salito di 130.000 unità». La ripresa, osserva Visco, «coinvolge anche i più giovani, particolarmente colpiti dalla lunga recessione. Tra quelli con meno di 30 anni la percentuale di coloro che non hanno un lavoro nè sono impegnati in un percorso formativo è diminuita di circa due punti tra il 2014 e il 2016 e ha continuato a ridursi nel 2017. Attualmente si colloca poco al di sopra del 23 per cento, un livello ancora lontano da quelli di gran parte degli altri paesi europei».

Crescita non solo effetto della congiuntura

«La ripresa è ancora in buona parte di natura congiunturale» ha precisato il governatore «ma vi sono anche elementi natura strutturale che vanno sottolineati». Visco ha citato come spinte della congiuntura «il miglioramento della domanda internazionale, la politica monetaria e i tassi bassi». Sono stati fatti, ha spiegato Visco «passi importanti su lungo sentiero» ed «è indispensabile proseguire» con una serie di riforme.

Visco,per Italia 10 anni crisi peggiore in tempo pace
Il governatore ha ricordato inoltre che ci siamo lasciati alle spalle il peggiore decennio della storia economica italiana post unitaria. «Sono stati i 10 anni peggiori della storia economica d'Italia in tempi di pace, più gravi della depressione degli anni 30» ha osservato Visco ricordando come nel 2007-2013 ci sia stato un calo del 9% del Pil, del 25% della produzione industriale 25% e un tasso di disoccupazione che si è raddoppiato finendo con un tasso di disoccupazione al 13% nel 2014».

Visco, soluzione dissesti ha ridotto rischi sistema bancario
«La soluzione delle situazioni aziendali dissestate e la ripresa economica hanno ridotto in misura marcata i rischi per la tenuta del sistema» bancario assicura ad Assisi il governatore. «Il giudizio dei mercati sulle prospettive delle banche italiane è nettamente migliorato, riflettendosi in una robusta ripresa dei prezzi delle azioni». Per il governatore ora «le banche devono concentrare gli sforzi
sull'attuazione di misure che consentano di generare utili adeguati a sostenere i livelli di patrimonializzazione richiesti dalle regole a tutela della stabilità finanziaria».

Visco, giustizia operi con rigore e rapidità su frodi banche
«Di fronte a comportamenti fraudolenti» in alcune banche «occorre che la giustizia operi con rapidità e con rigore» chiede il governatore secondo cui «le situazioni di crisi maturate presso alcune banche hanno sortito un pesante effetto di sfiducia nei confronti della finanza», «ma questa percezione negativa non deve portare a una reazione eccessiva e priva di discernimento» ha aggiunto come «bisogna essere cauti» nel reagire e che la finanza, come il microcredito o il venture capital «ha molti esempi positivi».

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