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Ius soli, Pisapia: non più procrastinabile una soluzione

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Ius soli, Pisapia: non più procrastinabile una soluzione

«Bisogna fare tutto il possibile, e ripeto tutto il possibile, per procedere con l'approvazione dello ius soli». Giuliano Pisapia scrive così nel messaggio inviato all'iniziativa di Andrea Orlando per un «nuovo centro-sinistra per unire l'Italia». Una posizione sul più sdrucciolevole dei terreni politici, al momento, fondata su motivi di eguaglianza per l’ex sindaco di Milano e leader di Campo progressista. «È in gioco la fiducia di migliaia di bambini e ragazzi nelle istituzioni del Paese in cui sono nati e vivono. Persone che ancora oggi vedono negati diritti fondamentali. Si tratta di una grave e inaccettabile frattura nella società, la cui soluzione non può essere più procrastinabile».

Le resistenze di Angelino Alfano
Ancora ieri Angelino Alfano alla festa nazionale dell'Unità mostrava tutta la sua contrarietà a dar corso al contestato provvedimento di acquisizione “allargata” della cittadinanza. Oggi, tornando sul punto, parla di «una cosa giusta fatta al momento sbagliato» e che per questo «diventa essa stessa sbagliata». Nel ragionamento del leader di Alternativa popolare non è proprio il caso di fare alla Lega il «regalo» di un potenziale grande argomento di campagna elettorale che metterebbe di conseguenza in ombra i risultati del governo. Nonostante spirino i venti in direzione opposta, nell’esecutivo non si dà però la questione per definitivamente chiusa. «Personalmente che sia uno degli obiettivi da portare a casa entro la fine della legislatura» dice il ministro dello Sport Luca Lotti, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla scelta del rinvio del voto in Senato della legge per estendere in Italia i diritti di cittadinanza ai minori.

Orfini: unico modo è la fiducia al Senato
Assicurazioni sul fatto che la legge alla fine si farà sono giunte negli ultimi giorni da esponenti di primo piano del governo, come Marco Minniti, Graziano Delrio e Roberta Pinotti. Assicurazioni che fanno intendere come la strategia non riguardi solo la ricerca di numeri in Senato, ma anche la volontà dei ministri dem di convincere i colleghi riluttanti di Ap. La strada indicata dal presidente del Pd Matteo Orfini rimane quella della questione di fiducia a Palazzo Madama («altrimenti ci sarebbe un assalto delle opposizioni e se passasse un emendamento saremmo da capo»). «Totalmente d'accordo» con Romano Prodi, sullo ius soli, si dice intanto Enrico Letta («credo che la rinuncia sia stato un atto di paura, crudele e miope»). Secondo l’ex premier «il nostro Paese ha alzato bandiera bianca perché davanti ai discorsi di Salvini e Di Maio non siamo stati in grado di contrapporre una logica di buonsenso. Un atto di viltà, un campanello d'allarme gravissimo».

L’ex sindaco a Orlando, «serve campo largo»
Su ogni altro tema, in vista delle elezioni, svettano le alleanze da costruire nel lato di sinistra dello schieramento. «Anche noi stiamo lavorando a un nuovo campo largo e inclusivo e tengo a dirvi che le porte di questo progetto politico sono spalancate a tutti coloro che hanno a cuore la ricostruzione del campo democratico e progressista. Mentre molti dividono ed escludono, continuo a pensare che si possa uscire dalle difficoltà soltanto insieme, mai da soli». Prende posizione Giuliano Pisapia rivolgendosi ad Andrea Orlando. Per questo Campo Progressista «da mesi, ha iniziato una faticosa avventura per chiedere discontinuità nel campo del centrosinistra. Non per velleità di personalismi ma per il Paese. Perché ancora oggi crediamo, e credo, che ci sia bisogno di cambiare e di unire. E non solo e non tanto le forze politiche. Cambiare le politiche e unire le persone. Cioè coloro che la crisi ha separato e reso fragili. Le diseguaglianze e le sacche di povertà estrema sono sotto i nostri occhi. Non basta la retorica dell'autosufficienza né un leader solo al comando a convincere gli italiani che tutto va bene».

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