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Inchiesta Consip: Woodcock indagato per falso

nuova accusa

Inchiesta Consip: Woodcock indagato per falso

Nuova imputazione per il pm di Napoli Henry John Woodcock. La Procura di Roma lo ha iscritto con l'accusa di falso: avrebbe indotto l'investigatore del Noe, Gianpaolo Scafarto, a predisporre un capitolo dell'informativa Consip, pur essendo al corrente che fosse non veritiero. La nuova iscrizione del magistrato partenopeo - primo pm ad aprire l'indagine sulla Centrale acquisti della Pa - fa riferimento al verbale d'interrogatorio di Scafarto, ascoltato a maggio scorso.

L'interrogatorio di Scafarto
Il militare è stato ascoltato dal procuratore capo Giuseppe Pignatone, dall'aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Mario Palazzi, in merito ai fatti contestati. Le domande hanno riguardato soprattutto il capitolo 17 della maxi informativa Consip, che tratta proprio il coinvolgimento dei servizi segreti. Gli accertamenti dei carabinieri di Roma, però, hanno escluso questo particolare. A questo si aggiunga che Scafarto avrebbe omesso alcune indagini con lo scopo di suffragare l'accusa di un coinvolgimento dei servizi, gettando così un'ombra sul Governo.

Woodcock e “il capitolo specifico”
«La necessità di compilare un capitolo specifico, inerente al coinvolgimento di personaggi legati ai servizi segreti fu a me rappresentata come utile direttamente dal dottor Henry John Woodcock, che mi disse testualmente: al posto vostro farei capitolo autonomo su tali vicende, che io condivisi». È il verbale d'interrogatorio del capitano dei carabinieri del Noe, Gianpaolo Scafarto, indagato dalla Procura della Repubblica di Roma con l'accusa di aver falsificato gli atti dell'inchiesta Consip per «incastrare» Tiziano Renzi. Verso la richiesta di archiviazione, invece, l'accusa di rivelazione del segreto commessa in concorso con la giornalista Federica Sciarelli in favore del vicedirettore del Fatto Quotidiano, Marco Lillo.

Verbale al Csm getta nuove ombre su Scafarto e De Caprio
Intanto la Prima commissione del Consiglio superiore della magistratura ha inviato alla Procura di Roma il verbale del procuratore capo di Modena Lucia Mussi, la quale getta una ulteriore ombra sia sullo stesso Scafarto sia sull'allora comandante del Noe, il colonnello Sergio De Caprio alias Ultimo, l'investigatore che ha arrestato Totò Riina. Stando alla Mussi -che ora sarà ascoltata dalla Procura - sul caso Consip seppe da Scafarto che “scoppierà un casino, arriviamo a Renzi”. La questione, però, si complica: nel verbale della Mussi c'è un aspetto tutto da chiarire, circa un comportamento che avrebbe avuto “Ultimo”.

L'inquirente, all'epoca dei fatti al comando del Nucleo tutela ambiente, nel corso di un incontro con il procuratore Mussi, avrebbe fatto espresso riferimento all'informativa del caso Cpl Concordia - in cui erano presenti le telefonate intercettate tra il generale della Guardia di finanza Michele Adinolfi e Matteo Renzi, poi pubblicate sul Fatto Quotidiano - dicendo che “lei ha una bomba in mano, se vuole la può far esplodere”.

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