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Boccia: «Potenziare la competitività dell’industria…

convention ppe a Fiuggi

Boccia: «Potenziare la competitività dell’industria europea»

Il presidente di Confindustria  Vincenzo Boccia
Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia

Un'Europa «pragmatica», che riesca a creare «campioni europei», con regole che «possano difendere la Ue rispetto al mondo esterno» e non un'Unione europea dove prevalgano i nazionalismi. Mettendo al centro la questione industriale: «occorre potenziare la competitività dell'industria europea». Sono i messaggi che il presidente di ConfindustriaVincenzo Boccia ha sottolineato parlando al convegno organizzato da Ppe, a Fiuggi, dal titolo “L'Italia e l'Europa che vogliamo”.

Le sfide vanno di pari passo, in Italia e in Europa. E il presidente di Confindustria, parlando alla tavola rotonda “Europa, crescita, società digitale e industria 4.0, moderata dal direttore del Sole 24 Ore Guido Gentili, ha ripreso alcuni passaggi degli interventi del presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani e del Commissario europeo per l'economia e la società digitale: Mariya Gabriel: «è importante – ha detto Boccia - che il Ppe ponga il tema della produzione, dell'occupazione e dei giovani. Ascoltare Tajani che affronta questioni economiche insieme al commissario Gabriel mi fa percepire che si indica una via riformatrice alla politica, vicina alla produzione e all'industria».

Boccia ha ripercorso alcune azioni importanti che Tajani, già dagli anni passati, ha realizzato a Bruxelles a favore dell'industria in qualità di Commissario: la direttiva late payment, che riguarda i pagamenti della Pubblica amministrazione, il focus su Europa e ruolo del Mediterraneo «geo-economico e geo-politico» e infine, oggi, la posizione del Parlamento europeo sulla concessione del ruolo di economia di mercato alla Cina. «Dobbiamo capire se davanti a questa nuova via della seta vogliamo realizzarla in modo unidirezionale, con la Cina che vende in Europa, mercato più ricco del mondo, o se vogliamo essere anche noi a vendere alla Cina», ha detto Boccia.

Occorre una nuova governance europea «una grande identità europea, mentre oggi abbiamo identità nazionali che si sommano», con l'Italia che insieme a Francia e Germania abbia un ruolo da protagonista. E soprattutto il presidente di Confindustria ha sollecitato «coerenza» nelle azioni: «non si può essere europeisti e poi fare il nazionalista a casa propria>, ha detto Boccia riferendosi al caso Fincantieri-Stx e alla Francia. Per l'Europa è una sfida, così come lo è il lavoro, dei giovani in particolare.

Il Commissario Gabriel ha affermato che l'innovazione digitale distruggerà posti di lavoro, ma sarà anche l'occasione per crearne di nuovi. Boccia ha rilanciato il piano di inclusione per i giovani.

Ci vuole «Europa e consapevolezza» anche per il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti «dobbiamo decidere se vogliamo il protezionismo o abbracciare le sfide della globalizzazione, che Confagricoltura vuole fare proprie».

E che l'innovazione digitale rende ancora più determinanti, come ha sottolineato Gina Nieri, consigliere di amministrazione Mediaset: «occorre più Europa, oggi ci sono asimmetrie normative, occorre invece uniformità di regole per poter competere ad armi pari».

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