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Fisco, Boschi: in manovra allo studio estensione fattura elettronica e…

lotta all’evasione

Fisco, Boschi: in manovra allo studio estensione fattura elettronica e split payment. Dalla lotta all’evasione 20 miliardi

Maria Elena Boschi - Ansa
Maria Elena Boschi - Ansa

«Nella legge di bilancio di quest'anno insisteremo su alcune misure come sulla fattura elettronica e stiamo valutando l'opportunità di estendere lo split payment». Ad affermarlo è il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, intervenendo al convegno «A Cesare quel che è di Cesare», organizzato a Milano dall'Università europea di Roma.

Boschi ha parlato anche delle misure da mettere in campo in uno scenario un più ampio per il contrasto all'evasione.

«Dobbiamo porci il problema di come incentivare l'utilizzo della moneta elettronica in Italia. Valutare leggi fiscali che possano aumentare in una prima fase l'utilizzo della moneta elettronica. E dobbiamo porci il problema di come aggredire il contante che è presente nelle case: utilizzare il contante senza consentire operazioni di pulizia di chi ha ottenuto quel denaro in modo illecito». L'obiettivo deve essere perseguito in modo semplice: «Bisogna cercare di avere risposte semplici, anche nella prossima legislatura, in modo di andare verso una maggiore chiarezza del sistema fiscale».

Le politiche degli ultimi Governi
«Il contrasto all'evasione fiscale - ha ricordato Boschi - è una sfida per qualsiasi Governo e Paese. Lo è ancor più per il nostro. Noi sappiamo quanto l'evasione fisale rappresenti una perdita di opportunità per cittadini e imprese e un'alterazione della concorrenza. I Governi Renzi e Gentiloni hanno cercato di aggredire l'evasione fiscale ma cambiare l'impostazione della politica fiscale: affrontare il tema della politica fiscale vuol dire anche agire sul tema della riforma della Pa e su una politica di spending review, ma significa anche agire sulla riduzione della pressione fiscale. Il Governo Renzi è stato il primo esecutivo di sinistra a porre il tema della riduzione fiscale come tema di politica economica. Diverse misure dall'Imu e Tasi sulla prima casa al sostegno degli investimenti con super e iperammortamento ma anche sostegno al Mezzogiorno. Dall'altro lato siamo intervenuti anche nella quotidianità: l'introduzione della precompilata e della fattura elettronica ci hanno consentito di migliorare il rapporto con il contribuente. Sul fronte antievasione modifiche normative importanti, a cominciare dall'Iva: split payment, reverse charge».

Lotta all'evasione fiscale, ecco cosa cambia con la fattura elettronica tra privati

Lotta all’evasione verso i 20 miliardinel 2017
«Abbiamo attuato provvedimenti mirati - ha poi precisato Boschi su Facebook -alla trasparenza da parte delle amministrazioni e alla semplificazione dei procedimenti: dalla dichiarazione dei redditi precompilata, alla fatturazione elettronica, dalla soppressione di Equitalia all’implementazione dei servizi online per i contribuenti. Il recupero da evasione è aumentato in questi anni (11 miliardi ai tempi del Governo Monti per poi salire ai 15 miliardi nel 2015, ai 19 miliardi nel 2016 fino a superare i 20, come stima, nel 2017) e al tempo stesso abbiamo diminuito le tasse».

Il lavoro di squadra
Il sottosegretario ha poi insistito sul tema della collaborazione su fisco e contribuenti. «Abbiamo fatto un lavoro serio che si è basato sulla necessità di rivedere il rapporto tra Fisco e contribuente anche attraverso una collaborazione preventiva. Nuovi strumenti che hanno consentito di incrociare le informazioni. E poi scelte come la rottamazione e la voluntary disclosure, che sono state rese possibile in uno scenario più ampio di lotta all'evasione e di collaborazione tra diversi soggetti istituzionali. Il lavoro di squadra è particolarmente importante perché consente di recuperare risorse, di contrastare fenomeni di illegalità e in alcuni casi di criminalità e di evitare un approccio vessatorio nei confronto dei contribuenti».

Ruffini: obiettivo precompilata per tutti
Dal canto suo, il neodirettore delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha tracciato la rotta per la semplificazione: «Prendere degli adempimenti (ad esempio la fatturazione), trasformarli (ad esempio fatturazione elettronica) e coniugarli con servizi (ad esempio la tenuta della contabilità Iva) significa spostare indietro il momento del controllo e quindi rendere più sicuro monitoraggio dei flussi e acquisizione delle entrate. Il tutto, se possibile, preferendo meccanismi incentivanti a meccanismi obbligatori, sistemi premiali e non sanzionatori (Indici sintetici di affidabilità fiscale, Isa), semplificazione e non moltiplicazione degli adempimenti, flessibilità e non rigidità degli strumenti informatici, giacché, altrimenti, si perde il concetto di servizio e si torna a quello di imposizione. In sintesi, l'informatizzazione del fisco deve essere il pretesto per ripensare e “re-ingegnerizzare” le procedure impositive, rivedendone l'algoritmo, e non può tradursi in un mero rivestimento di quelle cartacee esistenti, conservandone inalterate le fasi o, addirittura, moltiplicandole».
Il punto di partenza è l'interoperabilità delle banche dati ma
«l'obiettivo finale di questo sistema - ha spiegato Ruffini - dovrebbe essere la dichiarazione precompilata per tutti i contribuenti e quindi, di fatto, la “sublimazione”, la scomparsa dell'idea stessa di dichiarazione, trasformata nella somma di raccolta dei dati, calcolo dell'imposta, comunicazione al contribuente e prelievo alla fonte, come si propone di fare il fisco britannico».

Greco: far pagare le imposte ai big della digital economy
Il procuratore capo di Milano, Francesco Greco, ha posto l'accento sulla tassazione dei profitti della digital economy: tema all'ordine del giorno nell'ultimo Ecofin di Tallinn in cui si è discusso del progetto di web tax europea. Per Greco si pongono tre punti:
1) necessità di rivedere l'Antitrust, l'unica difesa per gli Stati rispetto a monopoli che sono mondiali;
2) redistribuire i profitti;
3) tutela della privacy, perché le banchi dati dei grandi gruppi fanno impallidire quelle degli Stati e questi dati sono reddito che si possono tassare.
Altra questione sottolineata da Greco è quella di fare un tagliando ai decreti attuativi della delega fiscale per capire se le misure adottate, come ad esempio la disciplina dell'abuso del diritto, hanno funzionato o meno. E ritornando sul punto anticipato da Maria Elena Boschi, Greco ha sollecitato una riflessione su un intervento per sanare il contante in circolazione citando anche alcune delle possibili proposte già circolate negli ultimi mesi.

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