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Da Adr a Centrale del Latte, il Campidoglio cede 18 partecipazioni

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a roma risparmi da 90 milioni

Da Adr a Centrale del Latte, il Campidoglio cede 18 partecipazioni

Roma Capitale taglia le partecipate con risparmi iniziali di 90 milioni. Lo ha annunciato la sindaca Virginia Raggi. Si passa da 31 a 11 società. Il piano prevede 18 cessioni e liquidazioni. La riorganizzazione proposta passa anche da una convergenza tra le due società che si occupano di gestione delle entrate da tributi locali e dal patrimonio immobiliare (Risorse per Roma e Aequa Roma) e la creazione di un'unica società per la pianificazione dei trasporti e la gestione della mobilità pubblica. Tra le partecipazioni in vendita quella in Adr e nella Centrale del latte. «Taglieremo delle poltrone, le partecipate nascono per erogare servizi», ha spiegato Raggi al fianco dell'assessore uscente alle partecipate Massimo Colomban. Al suo posto arriverà il commercialista Alessandro Gennaro, che già lavora nello staff di Colomban. Al termine del piano Roma Capitale avrà solo 10 partecipazioni dirette e una indiretta. La proposta di delibera licenziata dalla Giunta capitolina deve ora passare all'approvazione dell'Assemblea (il voto è previsto a fine mese). Il piano riguarda le partecipate «che rientrano nel perimetro del decreto Madia» ha aggiunto Raggi ricordando la scadenza del 30 settembre previsto dalla legge.

Roma Capitale cede 18 partecipazioni, anche Adr e Centrale del Latte
Nella sezione cessioni compaiono: Aeroporti di Roma Spa (cessione già avvenuta di una partecipazione di minoranza «con conseguente liberazione di risorse da destinare a investimenti in servizi o opere strategiche, per 48 milioni di euro»);
Centrale del Latte di Roma Spa: («la cessione della quota del 75% è stimata in almeno 28 milioni di euro a titolo transattivo»); Investimenti Spa («cessione della quota del 21,8%»); Alta Roma («cessione a titolo oneroso della quota del
18,64%»); Multiservizi Spa («la partecipazione dovrà essere valorizzata e dismessa una volta costituita la società mista pubblico-privata di cui l'amministrazione intende dotarsi per lo svolgimento di servizi di interesse generale»); partecipazioni di Ama in altre quattro società. Sotto la voce liquidazioni sono incluse: quattro partecipazioni di Roma Capitale (Agenzia Roma Energia, Roma Patrimonio Srl, Azienda speciale Acclr; AtLazio Spa); le
partecipazioni detenute dall'azienda capitolina dei rifiuti in quattro società; aziende già liquidate come Servizi Azionista Roma Srl e Centro Ingrosso Fiori Spa. Quanto al futuro di Farmacap la «decisione ci sarà nei prossimi mesi».

Nascono Poli Entrate-Mobilità, resta Adir
A Roma nasceranno poi il Polo delle Entrate e quello della Mobilità. Si propone, per dar vita al Polo delle Entrate, la convergenza delle funzioni di due società, Aequa Roma e Risorseper Roma per concentrare in un unico soggetto tutte le attività relative alla gestione delle entrate da patrimonio immobiliare e
da tributi locali. Quanto al Polo Mobilità, esso sarà costituito da Roma Servizi per la Mobilità e da Roma Metropolitane (ramo
progettazione). L'ipotesi è quella di creare un'unica società incaricata delle attività di pianificazione dei trasporti, di gestione della mobilità pubblica e privata, progettazione, di regolazione e controllo dei sistemi di trasporto.
Viene, dunque, «mantenuta la partecipazione del 100% di Risorse per Roma quale società autonoma per lo svolgimento delle fondamentali attività di pianificazione, progettazione e trasformazione del territorio. La partecipazione totalitaria in Roma Metropolitane, quale stazione appaltante per la realizzazione della Metro C, viene mantenuta fino al completamento dell'opera», spiega il Campidoglio. Capitolo a parte Assicurazioni di Roma (Adir). L'assessore
alle partecipate Massimo Colomban ha spiegato che “produce degli utili, sta lavorando bene, direi. Ci serve. E' una società estremamente sinergica a Roma Capitale che anche noi (dopo l'ex commissario Francesco Paolo Tronca, ndr) abbiamo valutato di tenere»

Raggi: nessuna intenzione di cedere quote del Comune in Acea
Roma Capitale «non ha nessuna intenzione di cedere quote di Acea», ha poi puntualizzato Raggi, presentando il piano di razionalizzazione delle partecipate. La sindaca ha fatto riferimento ai rumors circolati sui giornali e ha aggiunto che «non è nei nostri piani» cedere la partecipazione in Acea Ato2.

Piano partecipate: da 31 a 11, 90 milioni risparmio
«Oggi presentiamo con molto orgoglio il piano riorganizzazione delle partecipate che consentirà di ottenere un risparmio iniziale di 90 milioni di euro. Ottanta milioni una tantum e 10 ogni anno. Si passa da 31 soggetti a 11. Queste società per anni sono stati una sorta di bancomat della politica erogando servizi non all'altezza. Noi taglieremo poltrone inutili e rami secchi per avere performance di livello. Smettiamo di credere alla logica che solo le aziende private funzionano», ha spiegato la sindaca di Roma.

Raggi: non risparmi su cittadini, servizi migliori
Quando il M5S era all'opposizione «abbiamo votato contro la delibera Marino sulle partecipate perché non era ben definita, era frettolosa. Noi abbiamo fatto
un lavoro estremamente diverso, il nostro non è un lavoro fatto per risparmiare sulla pelle dei cittadini ma per efficientare e rendere migliori i servizi. Dobbiamo abolire gli sprechi ma anche efficientare i servizi, efficientare per dare servizi
migliori» ha aggiunto la sindaca di Roma presentando il piano di riorganizzazione delle società partecipate.

I debiti della galassia romana
Ma i problemi restano malgrado la cura dimagrante in arrivo. La galassia delle dieci principali società (quelle che in prospettiva dovrebbero sopravvivere alla razionalizzazione) ha un debito di oltre 2 miliardi, in gran parte ascrivibile ad Atac (la grande malata, 11.600 dipendenti), e Ama, la municipalizzata dei rifiuti (7.800 lavoratori). Non ha giovato all'economia della città la girandola di nomine che ha funestato il primo anno di amministrazione pentastellata. Quattro assessori al bilancio, due all'Ambiente, due all'Urbanistica, due recentemente nominate, scorporando le deleghe, a Lavori pubblici e Casa. Cinque amministratori che si sono avvicendati al vertice Atac, quattro in Ama. La prima insidia all'orizzonte riguarda il debito pregresso da oltre 12 miliardi che grava sulla Capitale. Ancora più preoccupante la situazione del bilancio consolidato, quello che tiene insieme i risultati del Comune con quelli degli organismi controllati o partecipati. Per legge va approvato entro il 30 settembre.

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