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Pensioni, sindacati chiedono sconto fino a tre anni per lavoratrici madri

poletti: confronto dopo il def

Pensioni, sindacati chiedono sconto fino a tre anni per lavoratrici madri

Cgil Cisl e Uil, in vista della legge di bilancio, chiedono il riconoscimento di un anticipo per l'accesso alla pensione di vecchiaia per tutte le lavoratrici che abbiano avuto o adottato dei figli (e non solo per l'accesso all’Ape social): uno sconto di 1 anno per ogni figlio fino ad un massimo di 3 anni. La proposta è contenuta nel documento unitario presentato al governo sui temi della previdenza, nel quale si chiede anche il riconoscimento di “un bonus contributivo” per i lavori di cura. Oltre al blocco dell'adeguamento all'aspettativa di vita, previsto per il 2019 (a 67 anni). Per accedere all'Ape sociale in caso di lavori gravosi si propone di ridurre il requisito contributivo da 36 a 30 anni. Non solo. Per Cgil, Cisl e Uil l’importo “soglia” per i giovani (con il meccanismo di calcolo totalmente contributivo) per ottenere la pensione di vecchiaia a 66 anni e sette mesi con 20 anni di contributi dovrebbe scendere da 1,5 volte l'assegno sociale a livello dell'assegno sociale stesso (ora a 448 euro).

Poletti: confronto con sindacati dopo il Def
«Lo avevamo preventivato, avevamo convenuto che le organizzazioni sindacali avrebbero messo a punto la loro posizione e ce l'avrebbero comunicato. Il
documento è arrivato oggi, lo valuteremo in tutti i punti. In buona parte sono le stesse cose che abbiamo già discusso nei confronti precedenti. Quando avremo valutato anche la dimensione economica degli impatti di queste misure, dopo l'approvazione del Def, avremo occasione di confrontarci». Così il ministro del Lavoro Giuliano Poletti a margine di un convegno organizzato dalla Cisl nazionale alla vigilia del G7. Restano le distanze tra governo e sindacati. «I numeri che arrivano dall'Inps sono piuttosto severi e dicono che lo spazio per manovra sulle pensioni è molto ridotto» ha detto il ministro dei trasporti Graziano Delrio a Radio Capital a proposito dell'ipotesi che vengano inserite misure sulle pensioni nella prossima Legge di bilancio. Sarà la nota di aggiornamento al Def (che sarà approvata venerdì dal Consiglio dei ministri) l’occasione per verificare i margini a disposizione. Se risorse ulteriori dovessero essere reperite dal governo, dovrebbero essere concentrate per i lavori gravosi.

Il confronto in corso con il governo sulla cosiddetta 'fase due' sulla previdenza, «pur avendo fatto registrare alcuni, parziali, elementi di avanzamento, al momento sta evidenziando significative distanze, anche su elementi particolarmente rilevanti. Distanze che il proseguimento del negoziato ci auguriamo possa far superare» scrivono Cgil, Cisl e Uil nel documento unitario presentato alla presidenza del Consiglio dei ministri e al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Sindacati: sconto fino a 3 anni per madri
«È necessario porre fine alle disparità di genere che ancora penalizzano le donne nel nostro Paese. Un intervento sul solo meccanismo dell'Ape sociale è
riduttivo, occorre una misura più ampia con il riconoscimento di un anno di anticipo per ogni figlio, fino a un massimo di tre, e il riconoscimento di un bonus contributivo per i lavori di cura, al fine di migliorare le pensioni delle donne», sostengono Cgil Cisl e Uil. I sindacati propongono il riconoscimento, nel sistema misto e contributivo, di «un anticipo pensionistico (un anno ogni 5 anni, fino un massimo di 4 anni, rapportato a ratei annuali) ai soggetti che assistono il coniuge, unito civilmente o un parente di primo e secondo grado convivente con handicap grave». Inoltre, sostengono la revisione dell'attuale sistema di contribuzione per chi svolge lavoro domestico prevedendo versamenti contributivi pieni, anche oltre le prime 24 ore settimanali lavorate e rapportati alle retribuzioni corrisposte effettivamente, se superiori a quelle convenzionali.

Documento sindacati: bloccare aumento età
Nella proposta unitaria che Cgil, Cisl e Uil hanno inviato al Governo per «superare le attuali rigidità e favorire il turn over generazionale per rendere più equo l'attuale sistema previdenziale» i sindacati chiedono anche il blocco dell'adeguamento all'aspettativa di vita, previsto per il 2019 (a 67 anni) e che al contempo «si avvii un tavolo di studio per individuare un nuovo criterio che rispetti le diversità e le peculiarità di tutti i lavori».

30 anni contributi Ape sociale gravosi
Non solo. Per accedere all'Ape sociale in caso di lavori gravosi Cgil, Cisl e Uil chiedono di ridurre il requisito contributivo da 36 a 30 anni. I sindacati chiedono anche l'ampliamento delle categorie di lavoratori che svolgono attività gravose. bI sindacati chiedono anche di «ridurre significativamente» l'importo di pensione necessario in caso di pensionamento anticipato nel sistema contributivo a 63 anni e sette mesi con 20 anni di contributi (adesso fissato a 2,8 volte l'assegno sociale).

Prossimo round a inizio ottobre
La partita Governo-sindacati sulle pensioni si chiuderà solo dopo il varo della Nota di aggiornamento del Def. Il prossimo round sarà probabilmente fissato per l'inizio d'ottobre (a ruota del G7 sul lavoro).

La proposta del governo
Per consentire un maggiore utilizzo dell'Anticipo pensionistico sociale alle lavoratrici che rientrano tra le categorie che beneficano di questo ammortizzatore, nell'ultima riunione il governo aveva proposto di introdurre uno “sconto” contributivo di sei mesi per ogni figlio fino a un massimo di 2 anni. Questo potrebbe consentire di utilizzare il prestito ponte alle donne con almeno 63 anni di età e 28 anni di contribuzione (invece di 30 anni come previsto attualmente in caso di disoccupazione) e 34 anni di contributi per le lavoratrici impegnate in attività gravose (invece di 36). Per i sindacati bisogna fare di più. Il governo che invece appare fermo su un'altra richiesta dei sindacati che premono per congelare l'adeguamento automatico dell'età pensionabile all'aumento dell'aspettativa di vita, destinato a salire a 67 anni nel 2019 (dagli attuali 66 anni e 7 mesi). Il governo attende di conoscere i dati Istat previsti per metà ottobre, ma non sembrano esserci margini di manovra dopo che la Ragioneria generale dello Stato e l'Inps hanno bocciato l'ipotesi di rinvio.

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