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Per Brunello Cucinelli look sofisticati e mix di culture

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Per Brunello Cucinelli look sofisticati e mix di culture

Vuole parlare della collezione, ma anche di altro, Brunello Cucinelli. Perché ogni collezione nasconde un labirinto di ispirazioni e suggestioni. «Un ufficio stile autoreferenziale, che tenga le porte fisiche e mentali chiuse agli stimoli esterni può creare forse qualcosa di tecnicamente perfetto, ma senz’anima – racconta l’imprenditore umbro –. Non solo: se manca questa ricchezza intangibile, fatta di qualità e sensibilità, non ci sono motivi per acquistare un nuovo maglione». Specie di un brand come Brunello Cucinelli, posizionato nel segmento che definiamo lusso.

«Capisco la necessità di posizionare un marchio, non amo però particolarmente la parola lusso. Non credo esprima al meglio lo spirito del mio lavoro e di quello delle persone che lavorano a Solomeo, nella mia bellissima Umbria, e in giro per il mondo nei negozi e showroom – aggiunge Cucinelli –. Non ho l’ambizione di soddisfare i bisogni o i gusti di tutti, ma a chi si avvicina al nostro marchio vorrei offrire qualcosa di più, un antidoto alla dilagante cultura dell’impazienza, alla velocità dei consumi».

Le parole del fondatore dell’azienda umbra hanno risvolti molto pratici, come deve essere per un’azienda quotata a Piazza Affari che ha chiuso il primo semestre con ricavi in crescita del 10,7% a 243,3 milioni: «Mi rivolgo e rifugio sempre di più nei testi di grandi autori del passato, ma quando mi oppongo alla cultura dell’impazienza non faccio un mero esercizio filosofico, una battaglia contro lo spirito del tempo. Sono i nostri clienti a chiederci di avere un’oasi di qualità ed esclusività per sentirsi al riparo dal rumore di fondo di quest’epoca iperdigitale».

La collezione donna per la primavera-estate 2018 presentata ieri a Milano è «la più completa di sempre», aggiunge Cucinelli. E quasi certamente raggiungerà un record di vendite: la campagna è finita e il pensiero va già alla stagione successiva e a quella dopo ancora. «Vorrei chiarire: credo che internet sia un’invenzione eccezionale. Non mi piace però la frenesia tecnologica – conclude Cucinelli –. E mi fa molta paura l’aumento di divisioni e barriere in tanti Paesi. La moda qualcosa può fare, abbattendo i confini che ha al suo interno. La collezione si chiama Anima mundi: è versatile, ogni look può essere usato per diverse occasioni, dal mattino alla sera e raccoglie suggestioni e stili da culture ed epoche diverse. Parlo spesso di artigiani umanisti della rete: la tecnologia può avere un’anima, proprio come la moda».

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