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Prodi: alle diseguaglianze l’opinione pubblica non reagisce

alla camera il “manifesto” di nens

Prodi: alle diseguaglianze l’opinione pubblica non reagisce

«Siamo ancora nell'idea che il fisco è cattivo in ogni modo: chi ne parla perde le elezioni. Allora hai sempre la promessa elettorale di diminuire le tasse, poi non la rispetti ma comunque non le aumenti. E se il dibattito accademico si è aperto il dibattito politico no e, soprattutto, non ha preso quanti avrebbero giovamento dalle proposte in favore di maggiore uguaglianza. La maggioranza assoluta della popolazione, che non ha preso atto di questo. E il risveglio, che pure c'è, non si è fatto maggioranza politica». Romano Prodi prende parte alla presentazione del Manifesto contro la disuguaglianza predisposto da Nens e Etica ed Economia, sottolineando comunque di non voler certo invitare alla rinuncia al riformismo. Fatto sta che anche di fronte a grandi differenze di salario all'interno delle stesse aziende e mega bonus dei vertici, «l'opinione pubblica non reagisce più nemmeno nei casi plateali: l'iniquità - dice ancora Prodi - deriva dall'iniquità
del nostro cervello».

Boldrini: le diseguaglianze «male oscuro»
Le diseguaglianze «sono un male oscuro che alimenta i populismi e dare una risposta rappresenta una priorità. Ed è la politica e non il mercato che deve occuparsene e se non la fa si crea un problema politico. Le classi dirigenti devono prenderne atto: il processo non è stato governato ma affidato al mercato, che ha aumentato le diseguaglianze», dice la presidente della Camera Laura Boldrini anch’ella intervenuta alla presentazione del Manifesto assieme a Vincenzo Visco, presidente do Nens, e Maurizio Franzini, presidente di Etica ed Economia. «C'è addirittura chi sostiene che le diseguaglianze fanno bene ma proprio il Manifesto utilizza varie ricerche e dati per mostrare che le diseguaglianze sono un freno inaccettabile perché sono un problema etico ma anche economico, rappresentando un'ipoteca sulla crescita. Oggi di questo c'è più consapevolezza ma ora è necessario passare ai fatti. Le diseguaglianze da anni - conclude la presidente - bloccano la possibilità di andare avanti e usare quell'ascensore che dovrebbe funzionare in democrazia e fa sì che la Costituzione non sia rispettata».

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