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Ciclismo, nel nuovo direttivo Uci anche l’italiano Renato Di Rocco

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Ciclismo, nel nuovo direttivo Uci anche l’italiano Renato Di Rocco

In occasione dei Campionati del mondo di ciclismo su strada 2017, in corso di svolgimento nella città norvegese di Bergen, si è svolto il 186imo Congresso dell’Unione Ciclistica Internazionale (Uci). I voti dei 45 delegati delle Confederazioni Continentali hanno decretato l’elezione di David Lappartient alla presidenza dell’Uci. Il francese si è assicurato 37 preferenze, battendo la concorrenza del presidente uscente Brian Cookson (solo 8 voti per il britannico, che negli ultimi quattro anni aveva guidato il ciclismo mondiale).

David Lappartient dal 2009 è al comando della Federazione francese di ciclismo, mentre a marzo era stato rieletto (dopo il primo mandato iniziato nel 2013) presidente dell’Unione ciclistica europea (Uec). Proprio a quest’ultima carica Lappartient dovrà rinunciare, con il ticinese Rocco Cattaneo che in attesa del prossimo Congresso Ue (previsto per marzo 2018) è stato chiamato a dirigere a interim il movimento continentale. Nel nuovo direttivo dell’Uci, ci sarà posto anche per l’italiano Renato Di Rocco. Tuttavia, è la Francia a fare la voce grossa nel panorama sportivo internazionale.

A poco più di una settimana dall’ufficializzazione dell’assegnazione a Parigi delle Olimpiadi 2024, arriva un’altra prestigiosa incoronazione per il movimento transalpino. Sempre in Norvegia il Comitato direttivo dell’Uci ha approvato le nuove regole inerenti le competizioni. Tra le novità più importanti, c’è quella che ha portato alla riduzione del numero di ciclisti che potranno prendere parte a una manifestazione ciclistica su strada. Dal 2018 il plotone di una gara Uci potrà essere composto al massimo da 176 corridori. Alle grandi corse a tappe (Giro, Tour e Vuelta) saranno ammessi 8 atleti per squadra, mentre per le altre gare ogni team potrà iscrivere 7 corridori.

In campo femminile, invece, alle corse da un giorno saranno ammesse 6 atlete per squadra (7 per le gare a tappe). La decisione è stata presa per migliorare la sicurezza di atleti, spettatori e addetti ai lavori, con l’obiettivo di ridurre il numero di incidenti.

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