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La Champions League a Radio24. Cafu e Chivu: «È il trofeo dei…

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La Champions League a Radio24. Cafu e Chivu: «È il trofeo dei sogni, e presto lo vincerà un’italiana»

Champions League, la coppa alzata da Isco e Arbeloa, del Real Madrid, nel 2014 (Ap)
Champions League, la coppa alzata da Isco e Arbeloa, del Real Madrid, nel 2014 (Ap)

Tintinna, quando Carlo Genta la sfiora appena con una penna, suscitando l’ira e la preoccupazione dei bodyguard. E risplende, tanto che ti ci puoi rimirare dentro. Ma quello che più t’affascina e ti colpisce sono proprio i manici, quelle Grandi Orecchie che solo che la solleva al cielo da trionfatore riesce a domare. Un’ospite d’eccezione, venerdi, negli studi di Radio24: la Champions League, che ha iniziato il suo tour italiano targato Unicredit (#ucltrophytour) proprio dalla nostra sede, accompagnata dagli ‘ambassadors’ Christian Chivu (vincitore con l’Inter nel 2010) e Marcos Cafu (che l’’ha sollevata al cielo col Milan nel 2007), ospiti della redazione sportiva in una puntata speciale di ‘Tutti Convocati’, dedicata proprio alla Coppa dalle Grandi Orecchie.

Testimonial d’eccezione – la Chiacchierata fila via veloce, un’ora e mezza che vola tra ricordi, sms, telefonate degli ascoltatori, lo sguardo proiettato verso presente e futuro del calcio italiano e della Champions. Cafu:” Chi vincerà quest’anno? Impossibile dirlo, il Paris Saint Germain ha fatto un grande mercato, ma non è ancora una squadra, le altre big sono pronte a giocarsi le loro carte”; idea condivisa dall’ex interista:”Ci sono dieci possibili vincitrici, è ancora presto per fare pronostici. La formula del prossimo anno, che tutela le grandi leghe? Penso sia importante dare possibilità anche ai club degli altri Paesi, perché la Champions garantisce risorse decisive per i bilanci”. Ma quando tornerà in Italia (ultima a vincerla l’Inter nel 2010 ,ndr)? “Presto, molto presto”, concordano i due grandi ex.

Ricordi – Inevitabile rivivere le emozioni delle notti magiche delle vittorie. “Cosa ho fatto subito dopo il fischio finale a Madrid, appena avevamo sconfitto il Bayern? Ve lo confesso: sono andato nello spogliatoio a fumarmi una sigaretta per rilassarmi!”, dichiara divertito Chivu; “Quando ho capito di aver vinto ad Atene contro il Liverpool? Solo dopo il secondo gol di Inzaghi!!”, ricorda Cafu, che ha vinto pure la Coppa Libertadores e quella del mondo col Brasile:”Ma la Champions è la Champions!”, sorride il brasiliano

Il tour italiano –Sabato e domenica a Milano, poi Torino, Verona, Bologna, Bari, Palermo, Napoli e Roma. Fino al 22 ottobre la Coppa dalle Grandi Orecchie attraverserà l’Italia, come già avvenuto in occasione del Trophy Tour Unicredit del 2012, e dopo aver già attraversato 16 Paesi dell’Europa centro-orientale, coinvolgendo oltre 650mila spettatori. Anche per le altre tappe italiane, come a Milano, la possibilità di incontrare celebri ‘ambasciatori’ che hanno legato la loro carriera al sacro Graal del calcio mondiale: a Torino ci sarà Gianluca Vialli, a Napoli Gianfranco Zola, e per la conclusiva tappa romana si sta lavorando a uno ‘special guest’ che ha da pochissimo appeso gli scarpini al chiodo…

Miniera d’oro – Per un calciatore è il trofeo che può dare senso a una carriera intera; per i club che vi partecipano, la Champions è un pozzo di liquidità. Basti pensare che le 32 partecipanti all’edizione di quest’anno (finale a Kiev il prossimo 26 maggio) si spartiranno 1,3 miliardi di euro. 12 milioni sono garantiti dalla partecipazione alla fase a gironi, poi 1,5 milioni per ogni vittoria e 500mila euro per ogni pareggio. Negli ultimi 5 anni la Juventus è la squadra che ha incassato di più: 383 milioni (109 la scorsa stagione), grazie alla ripartizione dei diritti tv sul mercato interno, viste le eliminazioni ai preliminari di Roma e Napoli, quest’anno invece entrate fra le elette. E dal prossimo anno si cambia, con una Champions ‘formato-Superlega’, con gare il martedi e il mercoledi alle 19 e alle 21, 4 posti garantiti per i campionati maggiori (tra cui l’Italia) e un business complessivo dal valore superiore ai 2 miliardi di euro. 

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