Italia

Rimini, nubi sulla kermesse Cinque Stelle. Fico estromesso, timori…

La tre giorni Italia 5 stelle

Rimini, nubi sulla kermesse Cinque Stelle. Fico estromesso, timori di scissione

Italia 5 stelle a Rimini
Italia 5 stelle a Rimini

RIMINI. Il clima è “nerissimo”. A Rimini si apre la kermesse Italia 5 Stelle e l'orizzonte è pieno di nubi. Roberto Fico, il deputato più critico con la deriva pragmatica del Movimento e quello che più incarna lo spirito “ortodosso” delle origini, non parlerà dal palco. Né stasera, quando si discuterà di Rai e informazione (è il presidente della Commissione ei vigilanza) né probabilmente domani, quando avrebbe dovuto illustrare il suo impegno sulla piattaforma Rousseau. Con i vertici, Beppe Grillo e Davide Casaleggio, è gelo. Fallito ogni tentativo di mediazione sul punto che aveva aperto la frattura più grande: l'incoronazione del candidato premier (Luigi Di Maio, certamente, anche se il nome sarà rivelato domani) come “capo politico” del M5S. Ruolo che oggi è rivestito da Grillo.

È stato il senatore Nicola Morra, anche lui assente dalla scaletta degli interventi, stamattina a chiarire in un lungo post su Fb tutto il malessere degli ortodossi. E a ricordare la frase di Seneca citata proprio da Casaleggio jr a Ivrea: “Non c'è vento a favore per il marinaio che non sa dove andare”. “Bene - scrive Morra -, a Ivrea, nella città di Adriano Olivetti, si sa in che direzione procedere, eccome che si sa, anche se qualcuno dovesse soffrire di amnesie. Amnesie che non si potranno ripetere”. Poi l'elenco dei princìpi (ex?) del Movimento: comunità, condivisione, trasparenza “come antidoto all'errore del singolo”, democrazia senza partiti, persone da anteporre al profitto, solidarietà verso gli ultimi, attenzione all'ambiente.

A Rimini Morra c'è, Fico non si sa neppure se si farà vedere. E con lui altri potrebbero disertare. I vertici non volevano che la festa per Di Maio e l'unità del M5S fosse scalfita da interventi polemici, ma sarà rovinata ugualmente. Perché lo spettro che si agita è quello della scissione. Un addio che sarebbe clamoroso, perché a rompere sarebbe l'ala “di sinistra” del Movimento. Certificandone la metamorfosi in partito, ma anche il rischio di abbandonare temi e battaglie, dall'acqua pubblica alla lotta all'abusivismo (già ammorbidita), sui quali i Cinque Stelle hanno in parte costruito la loro fortuna.

© Riproduzione riservata