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Lotta alle mafie, Governale alla Dia e Angelosanto ai Ros

Cambio della guardia

Lotta alle mafie, Governale alla Dia e Angelosanto ai Ros

Giuseppe Governale (Fotogramma) e Pasquale Angelosanto (Fotogramma)
Giuseppe Governale (Fotogramma) e Pasquale Angelosanto (Fotogramma)

Cambio della guardia ai vertici del Ros, il Raggruppamento speciale operativo dei Carabinieri, e della Direzione investigativa antimafia.
Il generale di brigata dei Carabinieri, Giuseppe Governale, da lunedì 2 ottobre sarà il nuovo direttore della Dia al posto del generale della Guardia di Finanza, Nunzio Antonio Ferla. Ferla, che ha appena terminato il saluto ai suoi uomini e donne alla presenza del capo della Polizia Franco Gabrielli, andrà momentaneamente al comitato permanente di avanzamento della Guardia di finanza. Il posto di Governale sarà preso invece dal generale Pasquale Angelosanto, già vice comandante del Ros dal 30 luglio 2012 al 29 luglio 2014.

I nuovi vertici suggeriscono una linea all'insegna di una lotta ancora più marcata, se possibile, alla ‘ndrangheta, tra le principali mafie mondiali con base a Reggio Calabria e radici profondissime in ogni continente.

Governale, nato a Palermo nel 1959, lauree in Giurisprudenza e Scienze politiche, è stato comandante provinciale dei carabinieri a Catania per tre anni e poi comandante regionale in Sicilia per due anni prima di spiccare il volo verso il Ros dove ha lottato senza soluzione di continuità, con i suoi uomini, contro le nuove forme di criminalità organizzata.

La lotta alla ‘ndrangheta è stata la sua priorità. Il 15 luglio 2016, a Reggio Calabria, accanto al capo della Procura di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho, che con il pm Guseppe Lombardo aveva appena terminato la conferenza stampa sull'indagine Mammasantissima, dirà: «Questa indagine è uno spartiacque e chiunque voglia affrontare seriamente la lotta alla criminalità organizzata, da domani dovrà partire da qui». Anche alla Dia ripartirà da lì e dalla ‘ndrangheta.

Al Ros un ritorno molto importante, quello di Pasquale Angelosanto, nato il 25 luglio 1958 a S. Elia Fiumerapido (Frosinone). È laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza interna ed esterna ed è abilitato all'esercizio della professione forense.
Dal 1979 al 1983 ha frequentato l'Accademia Militare di Modena e la Scuola Ufficiali dell'Arma di Roma. Nel 1983, per due anni, è stato comandante di Plotone presso la Scuola Allievi Carabinieri di Benevento. Nel marzo del 1985, gli è stato affidato il comando della Tenenza di Santo Stefano di Camastra, in provincia di Messina, che ha retto sino al novembre del 1987. Dal 16 novembre 1987 sino al 27 ottobre 1992 è stato comandante del Nucleo operativo del Gruppo Napoli II di stanza a Castello di Cisterna (Napoli), con competenza sull'hinterland napoletano, svolgendo indagini sulla camorra dell'area vesuviana, conseguendo – tra gli altri risultati operativi – l'arresto del latitante Carmine Alfieri, capo della camorra napoletana (11 settembre 1992).
Con il grado di capitano ha comandato la sezione “catturandi” e la 3a Sezione del Reparto criminalità organizzata del Ros di Roma e, dal 1994 al 1995, ha frequentato il corso d'Istituto per capitani dell'Arma e successivamente è stato nominato comandante della Sezione anticrimine di Roma, che ha retto – con i gradi di Maggiore e di Tenente Colonnello – sino al 2002, interessandosi di eversione e terrorismo interni e di criminalità organizzata nel Lazio, seguendo le indagini sugli omicidi del professor Massimo d'Antona e del professor Marco Biagi, uccisi dalle Brigate Rosse, e sulle attività della cosca della ‘ndrangheta Ruga – Gallace – Novella, operante tra Anzio e Nettuno (Roma).
Dal 2002 al 2007 è stato direttore del Raggruppamento operativo centrale del Sisde (ora Aisi), occupandosi di terrorismo interno (Brigate Rosse – II Posizione) e internazionale.
Promosso Colonnello il 1° gennaio 2005, dal 2007 al 2009, è stato comandante del Reparto indagini tecniche del Ros Centrale, dove ha seguito importanti progetti tecnico-operativi, in raccordo con le più avanzate polizie e gendarmerie europee, e indagini tecniche in supporto ai reparti territoriali dell'Arma.
Dal 21 settembre 2009 al 29 luglio 2012 è stato comandante provinciale di Reggio Calabria, ove ha conseguito importanti risultati operativi nel contrasto alla ‘ndrangheta e alle sue proiezioni nazionali e internazionali.
Dal mese di luglio 2014 fino allo stesso mese del 2015 è stato Comandante del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (Racis). Dal 3 agosto 2015 è Comandante del III Reparto “Telematica” dello Stato Maggiore all'interno del Comando generale dell'Arma dei Carabinieri.

«La forza della ‘ndrangheta non sta solo nella sua struttura militare, nelle sue collusioni esterne e nella sua capacità economica ma anche nelle regole che la governano e nella modalità di trasmissione verbale di esse» scrive nel libro “Il canone e le proiezioni internazionali della ‘ndrangheta”.
Anche lui continuerà la lotta alle forme più evolute di ogni crimine organizzato, a partire da quelle della ‘ndrangheta.

r.galullo@ilsole24ore.com

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