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Minniti: «Contro il terrorismo il “modello Italia”…

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Minniti: «Contro il terrorismo il “modello Italia” funziona, serve procura Ue»

  • – di Redazione Online

Tenere a bada il terrorismo estremista è possibile, soprattutto se si adotta la strategia di contrasto messa in campo dal nostro Paese, il “modello Italia”, come lo chiama il ministro dell'Interno, «che affonda le sue radici nella lotta all'eversione interna e alla mafia stragista». La presentazione, oggi alla Camera, del libro di Andrea Manciulli “Sconfiggere il terrorismo. L'evoluzione della minaccia jihadista e gli strumenti legislativi di contrasto”, diventa per Marco Minniti l'occasione per esaltare le tecniche e le competenze antiterrorismo delle nostre forze dell'ordine, che possono contare su «uno straordinario background» e di «organismi che funzionano e potrebbero essere utili anche in Europa». Ad esempio, unico caso in Europa, Minniti cita il Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa), «che riunisce allo stesso tavolo uomini dell'intelligence e delle forze di polizia e la Procura antiterrorismo: c'è bisogno di una visione comune su questi temi».

L’importanza del controllo del territorio e dei rimpatri di sicurezza
L’asso nella manica che rende l'Italia un modello contro il terrorismo “a prevedibilità zero”, spiega Minniti, è in particolare il «controllo del territorio», fronte su cui l'Italia «ha un know how» specifico, come dimostrato con la vicenda dell'attentatore del mercatino di Natale di Berlin, Anis Amri, individuato ed ucciso da una pattuglia nei pressi della stazione di Sesto San Giovanni, in provincia di Milano». La presenza capillare delle Forze dell'ordine non deve però andare a scapito della vocazione turistica del Paese: «In questi mesi - ricorda il ministro - c'è stato un boom di visitatori in Italia, in un clima di sicurezza, senza blindature». Gli altri strumento fondamentali per il contrasto al terrorismo a disposizione delle forze di Polizia sono il rimpatrio per motivi di sicurezza, «che consente di intervenire un attimo prima che la radicalizzazione passi all'operatività», e il Patto per l'Islam italiano, «una delle cose più importanti fatte sul terreno della prevenzione».

«Sì a servizi segreti Ue ma solo se arriviamo a Stati Uniti d'Europa»
Italia per una volta paese modello per il resto dell'Europa, dunque, e forse pronta a cedere parte della sovranità a vantaggio della sicurezza comune, come avverrebbe se si realizzasse il progetto di istituire un servizio segreto Ue. «Io - spiega Minniti - sarei anche d'accordo, perché sono un convinto europeista, ma questo chiama in causa la costruzione degli Stati Uniti d'Europa, perché l'intelligence è il cuore di ogni singolo Stato nazionale e il servizio segreto europeo deve rispondere all'autorità politica». Parlando delle priorità dell'antiterrorismo europeo che saranno al centro della riunione dei ministri dell'Interno del G7 in programma a Ischia il 19 e 20 ottobre prossimi, Minniti ricorda «il rapporto delle democrazie con i grandi provider». Su questo fronte, conclude, «bisogna fare passi avanti: la legge per me è l'ultima ratio, la via migliore è una cooperazione effettiva».

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