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Codice antimafia, Boccia: equipara imprenditori a delinquenti

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Codice antimafia, Boccia: equipara imprenditori a delinquenti

(Imagoeconomica)
(Imagoeconomica)

Il nuovo codice antimafia, appena approvato, che equipara le logiche da adottare nella lotta alla mafia alla corruzione, rischia di arrecare gravi danni all'economia. E ancora: «Un imprenditore vive di reputazione, la cultura del sospetto può rovinarlo al punto da non poter più recuperare», così ha commentato il nuovo codice il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. «Si ravvedono difetti di costituzionalità - ha aggiunto - Conviene andare avanti per verificare se ne sussistono. Bisogna superare questo dogma».

Il presidente di Confindustria è intervenuto alla XXI edizione di EuroMed convention, promossa dal gruppo Grimaldi. L'appuntamento annuale, che si è svolto a Santa Teresa di Gallura (Valle dell'Erica) alla presenza del gotha del settore, quest'anno è stato dedicato alla riflessione sui temi dello sviluppo di modalità di trasporto via mare sempre più ecosostenibili, attraverso la decarburazione e la conseguente digitalizzazione delle navi.
Entrando nel vivo del tema all'ordine del giorno, Boccia ha puntualizzato che «la logistica è un anello importante dell'industria in senso ampio e che, se l'una acquista competitività, a cascata, ne conquista tutta l'industria e più in generale il Paese».

Centralità economica e geografica
«Dobbiamo far valere la centralità geografica - ha aggiunto Vincenzo Boccia - che finora non è stata ben colta. Anzi, ci siamo sentiti Sud d'Europa. L'Italia invece ha una grande opportunità: la sua posizione geografica, non siamo in periferia. Chiaramente bisogna lavorare per valorizzare questa posizione con infrastrutture, incentivi, investimenti».

Crescita del Paese
«Il caso Sardegna e Santa Teresa di Gallura - ha aggiunto il leader degli industriali - è significativo: quando la politica economica individua le priorità, a esempio lo sviluppo del turismo, e si fanno investimenti, il pil cresce e aumenta l'occupazione. Quindi è fondamentale per il Paese la questione industriale, di cui la logistica è parte».
Poi ha aggiunto: «La logistica, i trasporti, ci consentono di vendere come Europa e come Italia i nostri prodotti. Ma occorre un intervento organico di politica economica che guardi a una società inclusiva e che sia deideologizzato. In un recente passato abbiamo avuto una politica economica che ha penalizzato porti e nautica. Di conseguenza operatori e turisti sono andati altrove e il settore in Italia si è impoverito. Ora stiamo recuperando e quest'anno, per il primo anno, la nautica italiana ha ripreso ossigeno».


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