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Dossier In Lombardia 37 dismissioni. Abbandonati i settori stradali e fieristici

    Dossier | N. 16 articoliPartecipate: i piani di dismissione dei Comuni

    In Lombardia 37 dismissioni. Abbandonati i settori stradali e fieristici

    MILANO. Rush finale in Lombardia per il piano di razionalizzazione delle partecipate. In molti Comuni capoluogo la delibera che recepisce le norme nazionali della legge Madia uscita dalla giunta solo pochi giorni fa, e in alcuni casi il passaggio in consiglio comunale arrivato proprio molto vicino al termine, o subito dopo.

    La pi virtuosa Sondrio
    Pochissime invece le citt in cui le partecipate siano state guardate con occhio analitico (e critico) gi da anni, senza ridursi all’ultima chiamata. In questo senso la citt pi virtuosa Sondrio, che gi dal 2015 sta valutando nuovi criteri di gestione, tra cui la preferenza del modello in house per i servizi a rete e il mantenimento delle societ che gestiscono i servizi di rilievo, ma al contempo dismissioni di micropartecipazioni inutili per la comunit locale o non economiche.

    In 37 casi liquidazione o dismissione
    Nelle 12 citt capoluogo gli strumenti pi utilizzati per “abbandonare” le partecipate, dirette o indirette, sono state inaspettatamente la liquidazione o la dismissione, avvenuta in 37 casi. Molto meno praticata la fusione o l'integrazione: 13 i casi totali. Si scelto dunque in molti casi la strada pi definitiva.

    A Mantova chiuse 6 partcipazioni di Tea
    A Mantova, in particolare, ci saranno 8 tra dismissioni e liquidazioni, considerando sia le societ con partecipazioni dirette che indirette. Si tratta di un caso significativo perch verranno chiuse 8 partecipazioni, di cui 6 appartenenti alla multiutility Tea, che evidentemente si era “diramata” inutilmente. Prevista anche la liquidazione della controllata Valdaro (urbanizzazione dei terreni), ma in questo caso il Comune si mantiene aperto uno spiraglio per il recupero, qualora venisse ristrutturato il debito.

    Si abbandonano i settori meno rilevanti
    Generalmente i Comuni tendono ad abbandonare i settori meno rilevanti, mantenendo invece il controllo delle societ legate ai servizi, come l’idrico, i trasporti e i rifiuti. Guardando i dati si pu per scorgere dei comparti che magari un tempo erano ritenuti strategici per gli utili che davano, mentre oggi sono a rischio perdite, e che pertanto non conviene pi conservare. il caso delle societ stradali e di quelle fieristiche.

    Brescia cede le quote di minoranza nel settore autrostradale
    Brescia ceder le quote di minoranza di Autostrade Centro Padane (10,97%), Autostrade lombarde (0,20%), Funivie della Maddalena (1,98%) e Immobiliare Fiera di Brescia (4,235); Lodi liquider la partecipata Lodinnova e la controllata Gis, entrambe del settore fieristico; Cremona intende cedere quote di societ stradali.

    Poche le fusioni
    Le poche fusioni riguardano perlopi le partecipate indirette, spesso riassorbite nella capogruppo (a riprova di una proliferazione inutile nel tempo di partecipate e cda). A Milano ad esempio la Napoli Metro Engineering e Metro Engineering verranno incorporate nella multiutility Metropolitana milanese, controllata al 100% dal Comune di Milano.

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