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    Dossier | N. 16 articoliPartecipate: i piani di dismissione dei Comuni

    L’Aquila in testa ai piani di riorganizzazione, nessun intervento a Pescara

    (Agf)
    (Agf)

    Pochi movimenti fuori dall'Aquila. In testa ai piani di riorganizzazione abruzzesi c'è, infatti, proprio il Comune capoluogo, che sarà l'unica amministrazione a procedere a diverse operazioni di rilievo. Qui, alla vigilia della revisione imposta dalla riforma Madia, c'erano due partecipate e cinque controllate. La manovra in arrivo prevede la riduzione della quota di controllo in Asm (rifiuti): si passa dal 100 al 90 per cento. L'azienda della mobilità Ama sarà coinvolta dal movimento più pesante: viene fusa in Tua, la società unica abruzzese di trasporto. Infine, il 5% di Aquila sviluppo viene liquidato. Restano nella pancia del Comune al 100% Ctgs (impianti sciistici Gran Sasso), Gsa (ciclo idrico) e Sed (servizio elaborazione dati).

    Nessun intervento a Pescara
    Di segno opposto l'azione in cantiere a Pescara. Qui le partecipate sono cinque e non saranno toccate da nessun intervento. Stesso discorso per le controllate: sono tre, attive nei rifiuti, nell'illuminazione pubblica e nei parcheggi a pagamento. E resteranno tutte e tre nei bilanci del Comune.

    A Chieti tagliata solo una delle 4 partecipazioni
    Minimi ritocchi a Chieti, dove le partecipazioni sono sei, considerando tutto. Le due controllate (Asm Chieti solidale, che detiene le farmacie municipali, e Teateservizi, che si occupa di riscossione tributi) non saranno fuse, cedute o liquidate. Restano come sono. Sarà tagliata solo una delle partecipazioni, che scendono così da quattro a tre.

    A Teramo sul Consorzio Punto Europa decide la Corte dei conti
    Tutto invariato, infine, anche a Teramo. Non sarà toccato il 51% della Farmacia comunale, unica quota di controllo. Sul 49% detenuto in Teramo Ambiente e sull'11,35% detenuto nella Ruzzo Reti l'amministrazione ha ritenuto di non dovere agire. Mentre sul Consorzio Punto Europa, specializzato in progettazione europea, si è registrata una spaccatura. Per questo motivo, sarà la Corte dei conti a decidere un'eventuale cessione. Per adesso, ancora una volta, resta tutto com'è.

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