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Dossier Nel Lazio più che dimezzate le partecipate dei 5 comuni capoluogo

    Dossier | N. 16 articoliPartecipate: i piani di dismissione dei Comuni

    Nel Lazio più che dimezzate le partecipate dei 5 comuni capoluogo

    (Afp)
    (Afp)

    Sulle 65 società partecipate dei cinque comuni capoluogo di provincia del Lazio, alla fine di tutti i giochi dovrebbero restarne 29. Ma se a Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo il decreto Madia non incide affatto su una razionalizzazione cominciata anni addietro a suon di liquidazioni e fallimenti, tanto che tre comuni su quattro si sono limitati ad approvare in Giunta una semplice delibera di ricognizione dell'esistente (con Rieti che si è invece avvalsa della proroga di un anno concessa alle aree terremotate), è a Roma che il riordino dovrebbe produrre i suoi frutti.

    Il beneficio stimato dal Campidoglio per le dismissioni è di 80 milioni
    La Capitale gioca la parte del leone, con la sua galassia malandata di 38 partecipazioni (31 società e aziende speciali, 5 Fondazioni e 2 Istituzioni): le undici principali società, quelle che dovrebbero sopravvivere, hanno un debito di oltre 2 miliardi, in gran parte ascrivibile ad Atac, la grande malata del trasporto pubblico locale avviata al concordato preventivo in continuità, e ad Ama, la municipalizzata dei rifiuti con 7.800 lavoratori. Il piano presentato dall'assessore uscente alle Partecipate Massimo Colomban e approvato dall'assemblea capitolina a maggioranza M5S giovedì scorso prevede 18 operazioni tra cessioni e liquidazioni sulle 31 società che rientrano nel perimetro della legge Madia. Tra le controllate, tre saranno liquidate (Roma Energia, Roma Patrimonio Srl, Acclr) e una ceduta (Centrale del Latte). Per Fondazioni e Istituzioni il Comune ha assicurato un piano in un secondo tempo. Il beneficio stimato dal Campidoglio sarà subito di circa 90 milioni (80 una tantum da dismissioni e 10 l'anno da risparmi gestionali). Ma l'allarme sui conti resta alto: i revisori del Comune hanno appena bocciato il primo bilancio consolidato proprio per la riconciliazione incompleta dei saldi, che causa un disallineamento delle reciproche partite creditorie-debitorie tra Comune, Atac e Ama da 293 milioni di euro.

    A Latina resta solo il 100% di Acqualatina Spa
    Il quadro degli altri municipi del Lazio è decisamente più semplice, al netto di liquidazioni e fallimenti: a Latina resterà soltanto il 100% di Acqualatina Spa, pur investita dalle polemiche per l'emergenza idrica che ha travolto il Sud Pontino, e la partecipazione minoritaria nel Consorzio per lo sviluppo industriale Roma&Latina. A Frosinone rimangono le partecipazioni minoritarie in Saf Spa (rifiuti) e Consorzio Asi (promozione delle attività produttive); a Viterbo, dopo la cessione di Interporto, vengono confermate Francigena (Tpl, parcheggi e farmacie, 100%), Talete Spa per il servizio idrico (21,48%) e Siit Srl (48%) per adduzione e vendita dell'acqua fuori ambito. A Rieti, infine, ci sono Asm (60%, ambiente, salute e mobilità), Sogea Spa (51%) e partecipazioni minoritarie nel Polo Universitario Rieti Sabina Universitas e nel Consorzio Sviluppo Industriale Provincia di Rieti.

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