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    Dossier | N. 16 articoliPartecipate: i piani di dismissione dei Comuni

    Umbria a due velocità: riassetto soft a Perugia, mano pesante a Terni

    (Marka)
    (Marka)

    Umbria a due velocità. Procede con la mano leggera il comune di Perugia, che non tocca i pezzi più rilevanti del suo parco di società: le due controllate, nei settori del trasporto pubblico e in quello idrico. I servizi pubblici locali, quindi, in questo caso restano fuori dal riordino scaturito dal Testo unico sulle partecipate. La scelta del capoluogo umbro è ricaduta su un riassetto molto soft delle partecipazioni: attualmente sono nove, più una che è già in liquidazione. Il piano prevede di passare a otto, per effetto di una cessione. Dal punto di vista numerico, quindi, la geografia resta sostanzialmente invariata e l'impatto della manovra sarà minimo.

    A Terni potatura delle partecipate
    Ben più incisiva l'azione di Terni. Attualmente qui ci sono undici partecipazioni dirette: tre di queste sono di controllo. L'operazione più rilevante, approvata con delibera dello scorso 20 settembre, senza considerare le quote detenute indirettamente, è l'alienazione del 100% di FarmaciaTerni, una srl che aveva in pancia alcune farmacie municipali. Ma non è l'unica: il comune ha deciso di procedere a una potatura delle partecipate. Erano otto ma, nel giro di qualche settimana, diventeranno appena tre.

    Operazione pesante che sta generando polemiche
    È l'effetto di un fallimento, una cessione (quella della partecipazione nell'Interporto Centro Italia) e di tre liquidazioni. In questo quadro va segnalata anche la cessione di una partecipazione indiretta: quella detenuta in Umbria Energy, tramite la controllata Asm. È un'operazione pesante, sia per le polemiche che sta generando a livello locale che per il suo impatto su un settore, quello dei servizi locali, poco toccato dalla riforma Madia in questa fase.

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