Moda24

Le cravatte di Marinella in esposizione al MoMa

mostre

Le cravatte di Marinella in esposizione al MoMa

«Un’emozione difficile da descrivere a parole. Un’emozione forse ancora più grande di quella provata per altri riconoscimenti. Anche perché a New York ho portato mio figlio Alessandro, quarta generazione della nostra azienda».

Maurizio Marinella introduce così la sua trasferta a Manhattan per celebrare l’inaugurazione della mostra Items: Is Fashion Modern? che si è aperta domenica 1° ottobre al MoMa (Museum of Modern art) e resterà allestita fino al 28 gennaio 2018. Tra i 111 “items” (letteralmente, oggetti, nel senso più generale della parola) e scelti dalle curatrici Paola Antonelli e Michelle Millar Fisher del dipartimento di architettura e design del MoMa, ci sono anche quattro fantasie iconiche delle cravatte “made in Naples” di Marinella.

«Quando ci hanno contattati, ci hanno spiegato che la mostra sarebbe stata dedicata al rapporto tra il vestiario e la sua funzionalità tra il 20° e il 21° secolo – spiega Maurizio Marinella –. Fin dall’apertura del primo, storico, negozio, nel 1914, le nostre cravatte sono state scelte da uomini italiani e stranieri appassionati di questo accessorio, ma anche da capi di stato e di governo, artisti, intellettuali. Quindi il tema ci è sembrato perfetto, ma siamo soprattutto orgogliosi della creatività che il MoMa ci riconosce, strettamente legata al gusto e allo stile italiano e napoletano in particolare».

Il negozio Marinella sulla Riviera di Chiaia fu voluto da Eugenio Marinella, nonno di Maurizio, che passò poi le redini al figlio Luigi. «Non avrei mai costretto mio figlio a seguire le mie orme, se avesse dimostrato altri interessi – aggiunge Maurizio Marinella –. E la sua formazione è stata diversa dalla mia, che ho iniziato a stare dietro al banco fin da quando andavo ancora a scuola. Alessandro ha fatto l’università e ha già avuto altre esperienze lavorative, ma sono felicissimo che abbia deciso di entrare in azienda».

Il 2017 è stato un anno di investimenti e il fatturato aumenterà a doppia cifra rispetto ai 15 milioni (20 comprese le royalty) del 2016: «Di crescita però si può anche morire – conclude Marinella con quel tocco di drammaticità che ogni napoletano sa alternare alla solarità e all’ottimismo –. Noi dobbiamo e vogliamo diventare più grandi, ma senza modificare il modello di business. Mio figlio sta lavorando sulla parte digitale e presto avremo persino l’e-commerce. Però ogni cravatta, foulard, accessorio, compresi quelli da donna, devono continuare ad avere lo stesso stile e qualità. Credo sia per questo che il MoMa ci ha scelti ed è per questo che siamo diventati sempre conosciuti grazie al passaparola».

© Riproduzione riservata