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Bonus giovani, coperture, lotta alla povertà. Manovra da 20…

i numeri di padoan

Bonus giovani, coperture, lotta alla povertà. Manovra da 20 miliardi ai nastri partenza

  • – di Redazione Online

Giorni di superlavoro per il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, impegnato su due tavoli: la Nota di Aggiornamento al Def 2017, oggi alla prova dell'Aula sia alla Camera che al Senato, e la legge di Bilancio 2018 ormai in rampa di lancio (dovrà essere presentata entro il 20 ottobre). I due dossier, come noto, sono strettamente correlati. Il primo in qualche modo spiega e condiziona il secondo, perché le scelte programmatiche e lo “spazio di manovra” permesso dalla crescita (e dal debito) incidono sulle misure della principale legge di spesa dello Stato. Per questo, l'audizione del ministro davanti alle commissioni parlamentari Bilancio ha fatto emergere sia aspetti nuovi della Nota al Def (merito degli “elementi integrativi” scritti forniti dal Mef su richiesta del presidente della V commissione di palazzo Madama Tonini) sia gli assi portanti della manovra in cantiere.

Manovra da 20 mld: l'1,1% del Pil
Il primo pilastro, come sempre, riguarda il valore della legge di Bilancio: quasi 20 miliardi di euro (19,58), circa l'1,1% del Pil, coperta per 10,9 miliardi in deficit e per 8,62 miliardi da nuove entrate, tra cui potrebbe figurare anche la web tax - su cui il Governo, dopo il primo passo fatto con la “manovrina” di aprile, sta «riflettendo» in linea con le conclusioni del vertice Ue di Tallin - e tagli di spesa. Fedela alla linea del “sentiero stretto” che è ormai il marchio di fabbrica delle misure sulla spesa Padoan spiega alle commissioni che le «risorse limitate» che resteranno una volta sterilizzati gli aumenti di Iva e accise (15,7 miliardi nel 2018 e 11,4 nel 2019) andranno a incentivare la crescita. Nella tabella sono indicati impieghi, cioè nuove norme, per 3,8 miliardi. «Risorse limitate», che Padoan userà come “dote” per «misure selettive di impulso alla crescita, agli investimenti pubblici e privati, di promozione sociale e per i giovani». Insomma «misure espansive», assicura il ministro, che avranno un «impatto significativo sulla crescita» pari allo 0,3% del Pil, che è comunque una «valutazione prudenziale».

Manovra di Finanza pubblica 2018-2020 e impatti sul Pil reale

2,7 miliardi in tre anni per la lotta alla povertà
Nel documento integrativo consegnato dal ministro dell'Economia alle commissioni si parla anche di coesione sociale, che il premier Paolo Gentiloni ha più volte richiamato come una delle aree prioritarie di intervento della prossima legge di Bilancio. Per questa voce verranno stanziati 600 milioni di euro nel 2018 «che comprendono fra le altre misure maggiori risorse per il reddito di inclusione», seguiti da altri 900 milioni nel 2019 e 1,2 miliardi nel 2020: in tutto 2,7 miliardi destinati soprattutto alla lotta alla povertà. La tabella inserita nel documento indica anche lo stanziamento di 2,6 miliardi per le “politiche invariate” (3 miliardi rispettivamente per il 2019 e per il 2020). «Tra tali risorse - si precisa nel documento - rientrano quelle «da destinare al rinnovo contrattuale del pubblico impiego» con gli aumenti medi di 85 euro al mese.

Bonus giovani: per le assunzioni 338 mln nel 2018
Tra i risultati dell'azione di governo degli ultimi anni, Padoan sottolinea in particolare alle commissioni Bilancio i passi in avanti dell'occupazione, ovvero il «la fase di significativo miglioramento del mercato del lavoro», che «persiste», al punto da prospettare «un ulteriore progressivo aumento dell'occupazione nei prossimi mesi e anni». Per rafforzare il trend che ha permesso secondo il ministro di attivare in quattro anni un milione di posti in più rispetto «al punto minimo» raggiunto nel settembre del 2013, la prossima legge di Bilancio punterà su nuovi incentivi alle assunzioni, per i quali il capitolo “Competitività e innovazione” prevede una dote iniziale di 338 milioni di euro per il 2018, che saliranno a 2,162 miliardi di euro l'anno successivo e quasi 4 miliardi di euro nel 2020. Nel pacchetto vanno inclusi gli incentivi di “Impresa 4.0” alle imprese, da super e iperammortamento al nuovo credito d'imposta per la formazione 4.0, che hanno effetti sui conti a partire dall'anno successivo a quello dell'entrata in vigore delle misure.

Il capitolo investimenti
Uno dei capitoli più attesi, in tempi di ripresa economica ormai persistente ma sicuramente da rafforzare, è quello degli investimenti pubblici. Padoan conferma su questo fronte «politiche per lo sviluppo» con «maggiori risorse per investimenti pubblici, da destinare sia alle amministrazioni centrali sia a quelle locali». A questa voce sono destinati, come si legge nella tabella allegata al documento integrativo, 300 milioni di euro nel 2018, 1,3 miliardi nel 2019 e 1,9 miliardi nel 2020.

Copertura: deficit, tagli di spesa (3,5 mld) e nuove entrate (5,1 mld)
Nei conti illustrati dal ministro la copertura finanziaria sarà garantita, oltre che da un incremento del deficit, anche da 3,5 miliardi di euro di tagli di spesa, come la riduzione di fondi e trasferimenti e la spending review dei ministeri, che da sola dovrà fruttare 1 miliardo di euro l'anno. Altri 5,1 miliardi arriveranno da «nuove misure allo studio che mirano a ridurre l'evasione di alcune imposte, in particolare le indirette».

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