Italia

Def, Istat: prospettive crescita Italia favorevoli

l’audizione

Def, Istat: prospettive crescita Italia favorevoli

Le prospettive di crescita per i prossimi mesi appaiono in Italia «favorevoli». Lo ha affermato il presidente dell'Istat, Giorgio Alleva, in audizione in Commissione Bilancio di Camera e Senato sulla Nota di aggiornamento al Def. Alleva ha parlato di «segnali di miglioramento dell’economia», trainata anche dalla domanda di investimenti in macchine e attrezzature, «attesa crescere ad un ritmo superiore a quello osservato nel secondo trimestre dell'anno».

Istat: su lavoro donne e giovani servono interventi mirati
Alleva però ha anche sottolineato che nonostante gli ottimi risultati degli ultimi mesi, «il gap dell’occupazione femminile rispetto alla media europea rimane ancora molto forte». Gli interventi devono perciò «andare nella direzione di agevolare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro». E così pure per i giovani «il tasso di disoccupazione, nonostante la riduzione, resta assai elevato». Ecco perché «le politiche mirate in questo senso sono centrali». Dei 375mila occupati in piu' negli ultimi 12 mesi, 167mila sono sotto i 35 anni.

Istat rivede Pil, in I trimestre a +0,5%, in II +0,3%
È di oggi la notizia della revisione al rialzo del Pil dell’Italia nel primo trimestre, con il dato congiunturale che è passato da +0,4% a +0,5%, mentre il secondo trimestre è stato corretto al ribasso, da +0,4% a +0,3%. Gli aggiustamenti «si compensano», tanto che la crescita acquista per il 2017 resta la stessa (+1,2%). Il tutto mentre cala la propensione al risparmio delle famiglie, ovvero il rapporto tra quanto viene messo da parte e reddito lordo disponibile. Nel secondo trimestre del 2017 è stata pari al 7,5%, con una diminuzione di 0,2 punti sul trimestre precedente e di 1,5 punti su base annua: il livello più basso dalla fine del 2012. Mentre il potere d'acquisto delle famiglie, ovvero il reddito reale, nel secondo trimestre del 2017 è rimasto fermo rispetto al trimestre precedente, ed è sceso dello 0,3% su base annua. Lo ha rilevato sempre l’Istat, spiegando come il dato risenta della «risalita dell'inflazione».

Istat: sommerso è freno, lotta evasione strategica
Tornando all’audizione di Alleva, il presidente dell’Istat ha sottolineato che permane «un'elevata propensione all'evasione fiscale e contributiva in ampi settori dell’economia: in media nel 2012-2014 si osserva un gap di 107,7 miliardi, di cui 97 di mancate entrate tributarie e 10,7 di contributi. Dal 2012 al 2014 l'aumento delle mancate entrate tributarie ammonta a 4,6 miliardi, mentre le stime 2015 mostrano qualche segnale di miglioramento». L'economia sommersa rappresenta per Alleva «un freno strutturale allo sviluppo del Paese. In questo contesto, le politiche di contrasto all'evasione assumono una valenza strategica anche per aumentare il potenziale di crescita e la competitività del sistema produttivo».

© Riproduzione riservata