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La Corte dei conti: con arretramento sulle pensioni conti pubblici a…

«SU LOTTA ALL’EVASIONE MISURE NON STRUTTURALI»

La Corte dei conti: con arretramento sulle pensioni conti pubblici a rischio

La Corte dei conti chiude a ogni ipotesi di modifica delle regole sulle pensioni previste dalla riforma Fornero. «Ogni arretramento» sul fronte pensioni «esporrebbe il comparto e quindi la finanza pubblica in generale a rischi di sostenibilità», ha sottolineato il presidente della Corte dei Conti, Arturo Martucci, in audizione sulla Nota di aggiornamento al Def di fronte alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Pochi minuti prima anche il vice direttore generale della Banca d’Italia Luigi Federico Signorini, anche lui audito sulla Nota di aggiornamento, aveva lanciato un altolà contro eventuali interventi sulle pensioni: «Le ultime proiezioni sulla spesa pensionistica - aveva sottolineato - mettono in evidenza l’importanza di garantire la piena attuazione delle riforme approvate in passato, senza tornare indietro».

Martucci ha messo in evidenza altri punti deboli: il percorso di risanamento non consente cedimenti o rallentamenti, l’azione di spending review portata avanti dal governo in questi anni è stata dettata dalla crisi sulla base di esigenze di breve periodo. Quanto alla lotta all’evasione, presenta «per sua natura esiti incerti già nel breve periodo» e si basa su misure non strutturali.

Def: Upb, forti rischi di deviazione sui conti pubblici
Un allarme sui conti pubblici è giunto anche dall’Ufficio parlamentare di bilancio. Intervenuto anche lui in audizione sul Def, il presidente Giuseppe Pisauro ha detto che l’Upb intravede «forti rischi» di deviazione dagli obiettivi di finanza pubblica per il 2017, ma esprime dubbi anche per gli anni successivi.

Martucci (Corte conti): chance straordinaria per correggere il debito
«Quella che si sta aprendo - ha detto Martucci, nel suo intervento di questa mattina - sarà una fase straordinariamente favorevole per la correzione del debito nonostante la risalita dei tassi incorporata nelle previsioni. È una occasione che non può essere persa».

Vanno confermati i caratteri strutturali della riforma Fornero
Per quanto riguarda le pensioni, dunque, la Corte ha invitato a «confermare i caratteri strutturali» della riforma Fornero, «a partire dai meccanismi di adeguamento automatico di alcuni parametri (come i requisiti anagrafici di accesso alla evoluzione della speranza di vita e la revisione dei coefficienti di trasformazione)».

Esiti incerti della lotta all’evasione nel breve periodo
Martucci ha ricordato che la lotta all’evasione presenta «per sua natura esiti incerti già nel breve periodo». Inoltre, ha aggiunto, «gli anticipi di imposta possono incidere sulla tenuta del gettito in un orizzonte temporale che si estenda oltre quello dell’urgenzadel risanamento». Secondo il presidente della Corte dei conti «non va sottovalutata una tendenza che, concentrata sulla ricerca di risultati immediati e quindi su interventi non strutturali, potrebbe generare effetti distorsivi sull’assetto del nostro sistema fiscale, che, al contrario, sollecita riforme in grado di recuperare i principi di fondo cui dovrebbe ispirarsi».

Spending review dettata dall’urgenza della crisi
Secondo la Corte dei conti, l’azione di spending review portata avanti dal governo in questi anni è stata condizionata dall’«urgenza impressa dalla crisi, e dunque dalle esigenze di breve periodo». Ciò, ha aggiunto Martucci, ha comportato «il sacrificio di interi comparti (basti pensare al pesante declino dell’attività di investimento nelle infrastrutture pubbliche) e le difficoltà crescenti nell’offerta dei servizi alla collettività che, in alcuni settori, mostrano una riduzione significativa della qualità delle prestazioni».

Upb: a rischio il rispetto della regola sul saldo strutturale e quella sulla spesa
Di «forti rischi» di deviazione dagli obiettivi di finanza pubblica per il 2017 ha parlato invece Pisauro, il presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio. «Il rispetto delle regole di bilancio nell’anno in corso e nel prossimo dipenderà dall’evoluzione, presumibilmente più flessibile, della loro interpretazione a livello Ue - ha detto Pisauro -. Infatti, applicando rigidamente gli obiettivi richiesti dalla cosiddetta matrice, il rispetto della regola sul saldo strutturale e quella sulla spesa appaiono a forte rischio di deviazione significativa nel 2017. Infine - ha concluso - il sentiero programmatico del debito in rapporto al Pil, nonostante la riduzione a partire da quest’anno, non sarebbe sufficiente ad assicurare il rispetto della relativa regola numerica entro il 2020».

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