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Maxi-bollette, Antitrust: fenomeno in calo ma «ancora…

pitruzella alla camera

Maxi-bollette, Antitrust: fenomeno in calo ma «ancora attuale»

Il flusso di segnalazioni sul fenomeno delle maxi bollette per energia elettrica, gas e acqua «si è notevolmente ridotto», anche a seguito delle sanzioni comminate nei confronti delle società. E tuttavia «il fenomeno è ancora attuale». L’Antitrust infatti «continua a ricevere segnalazioni da parte dei consumatori in relazione a fatture di conguaglio pluriennali, ben superiori ai due anni, contenenti anche la richiesta di somme prescritte, in particolare per utenze presso le quali è stato cambiato il misuratore gas». Parole del presidente dell’Autorità Giovanni Pitruzzella, dette stamani in audizione davanti alla commissione Attività produttive della Camera che ha all'esame due proposte di legge per arginare questo corso.

Piruzzella ha anche spiegato che «anziché qualificare ex lege come pratica commerciale scorretta l'emissione di fatture pluriennali, sembra più corretto introdurre espressamente nell'ordinamento un termine breve di prescrizione per l'emissione delle fatture» che dovrebbe essere «ipoteticamente biennale» e riguardare anche i rapporti venditori-distributori.

Entro due anni dal consumo
Se non fosse possibile introdurre la prescrizione breve, Pitruzzella suggerisce di definire alcuni principi ai quali venditori e distributori dovrebbero attenersi. Ovvero conguagli solo su base di dati reali, tutte le partite di fatturazione da chiudere entro due anni dall'avvenuto consumo, consentire l'autolettura in ogni caso, obbligo per il venditore di rettificare le letture stimate sulla base delle autoletture consentendo adeguati sistemi per provare l'autolettura comunicata (come la foto del contatore), aumentare il termine di pagamento per i conguagli di importo anomalo, diritto di rateizzare, sospensione del pagamento in caso di
contestazione.

No a riduzione multa sulle maxi-bollette
«Non appare chiara la ratio per la quale la forcella sanzionatoria, fissata in via generale dal codice del consumo tra il minimo editale di 5mila euro e il massimo di 5 milioni di euro, venga ridotta a 2mila e 20mila euro in relazione alle pratiche commerciali scorrette derivanti da maxi-bollette», rileva ancora Giovanni Pitruzzella ascoltato dalla commissione Attività produttive della Camera. Il presidente dell'Autorità garante della concorrenza aggiunge poi che «qualora la ragione dovesse ascriversi alla circostanza che la sanzione prevista da questa disposizione è stabilita per ogni maxi-bolletta emessa, si rileva che l'apertura di un procedimento istruttorio per ogni maxi bolletta emessa da un operatore energetico o idrico produrrebbe notevoli inefficienze sul piano dell'organizzazione amministrativa, creando dei bottleneck nell'attività dell'Autorità».

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