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Stretta su ministeri, acquisti e «sconti»

verso la legge di bilancio

Stretta su ministeri, acquisti e «sconti»

Un capitolo fiscale imperniato sulla lotta all’evasione Iva, con tanto di stretta alle compensazioni, e costruito attorno alla rottamazione bis delle cartelle ex Equitalia, all’obbligo di fatturazione elettronica per i rapporti commerciali tra privati e all’estensione dello split payment alle partecipate. Una “fase 3” della spending review, più robusta di quanto ipotizzato al momento del varo della Nota di aggiornamento del Def (NaDef), che ha come punto fermo il taglio strutturale di un miliardo l’anno ai ministeri, ma che deve ancora trovare una sua fisionomia definitiva.

E proprio perché l’asticella dei risparmi di spesa è salita in poche settimane, con il trascorrere delle ore diventa meno remota l’ipotesi di una prima potatura di tipo “orizzontale” della giungla delle tax expenditures, con un intervento in formato “mini” che garantisca almeno 2-300 milioni (ma con la possibilità di arrivare a quota 500 milioni). Dal serbatoio delle nuove entrate fiscali e delle riduzione di spesa dovranno arrivare risorse pari a 8 miliardi e 620 milioni indicati ieri in audizione dal ministro Pier Carlo Padoan per completare la manovra da 19,6 miliardi, 10,960 dei quali saranno garantiti dagli ulteriori spazi di deficit concordati con Bruxelles.

Davanti alle commissioni Bilancio di Senato e Camera il ministro dell’Economia ha leggermente corretto i “pesi” della prossima manovra rispetto a quanto riportato nella NaDef: il capitolo fiscale dovrà garantire il 60% delle risorse (5,1 miliardi) e non più due terzi indicato due settimane, mentre i tagli alla spesa dovranno garantire il 40% della dote (3,5 miliardi) e non più due terzi delle coperture “autonome”. Un sentiero molto stretto, dunque, come peraltro Padoan ha sempre ripetuto negli ultimi mesi.

La nuova fase di spending review, oltre che sui tagli ai ministeri, dovrebbe snodarsi lungo il solco della centralizzazione degli acquisti Pa. L’ampliamento della spesa per beni e servizi presidiata con il metodo-Consip dovrebbe garantire ulteriori risparmi. Facendo leva sulla riforma del bilancio approvata lo scorso anno dal Parlamento saranno poi rimodulati alcuni trasferimenti a strutture periferiche e altri enti. Ma la quadratura del cerchio non è stata ancora trovata. Una parte dei risparmi saranno utilizzati anche per coprire il finanziamento dei rinnovi contrattuali nel pubblico impiego (1,65 miliardi ai quali si aggiungeranno altri 200 milioni destinati al comparto e in particolare alla dotazione delle forze dell’ordine) e al rifinanziamento delle missioni internazionali. In tutto si tratta di 2,6 miliardi.

Alla lotta alla povertà e in primis al rafforzamento del Rei (Reddito d’inclusione) sono destinati 600 milioni. La spinta a Industria 4.0 (proroga iper-ammortamento e super ammortamento) si avvertirà in termini contabili soprattutto dal 2019 in poi e quindi avrà una ricaduta quasi zero sulle coperture per il 2018. La manovra prevederà poi la proroga in forma rivisitata dell’ecobonus per le ristrutturazioni.

Una delle misure più attese è il taglio del costo del lavoro stabile per gli under 29 per il quale viene prevista una dote iniziale poco superiore ai 300 milioni. La copertura dovrebbe essere garantita da uno degli interventi fiscali in cantiere. Uno dei cardini del capitolo fiscale è la lotta all’evasione Iva con una nuova stretta sulle compensazioni Iva. Allo studio c’è la possibilità di prevedere una norma che consenta all’agenzia delle Entrate di accendere un faro o meglio un alert sulle compensazioni oltre i 2.500 euro. Così dopo il visto sopra i 5.000 euro previsto dalla manovra correttiva della primavera scorsa potrebbero arrivare a fine anno le «compensazioni Iva vigilate».

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