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Dossier Addio alla California: ecco Ferrari Portofino

    Dossier | N. 34 articoliAuto, tutte le novità in arrivo nei prossimi mesi

    Addio alla California: ecco Ferrari Portofino

    Festeggiati come si conviene i 70 anni del brand, alla Ferrari è sempre di attualità l’ampliamento della gamma. Ormai non è più un segreto che la Casa di Maranello stia iniziando a tracciare le prime idee per un modello diverso dalle GT e dalle sportive a motore centrale di oggi: l’utility vehicle di cui si parla insistentemente non è più solo un sogno e anche la descrizione dei connotati del futuro modello appare molto precisa. Si tratterà di un inedito concetto di vettura non ancora presente sul mercato, ma la “nuova” Ferrari non sarà una suv simile ai tanti che già oggi sono sul mercato, perché la sportività non è la priorità di nessuno di loro. A Maranello, piuttosto, pensano ad una Ferrari più versatile, anche se ad oggi non c’è niente di pronto e neppure di approvato. Invece, sì all’ibrido e un no fermo all’elettrico. Con i vincoli imposti dall’alimentazione a batteria la possibilità di realizzare una sportiva “vera” a zero emissioni, non trova d’accordo i tecnici Ferrari. Ci vorranno tempo e innovazioni per ottenere non solo le stesse performance dei motori tradizionali, ma anche lo stesso piacere di guida. Ecco perchè l’unica strada praticabile è quella dell’ibridizzazione. Identica valutazione sull’automazione della guida. Via libera ai sistemi di assistenza al servizio delle prestazioni, ma nessun progetto di raggiungere anche soltanto il livello 3.

    Non c’è fretta, però, di pensare al futuro visto che le vendite e i profitti delle “rosse” vanno a gonfie vele. Del resto nei primi sei mesi del 2017 il numero di vetture consegnate è cresciuto del 6%, con la domanda trainata dai modelli a 12 cilindri, mentre i ricavi netti si sono attestati a 920 milioni di euro. Merito del costante rinnovo della gamma che nel 2018 vedrà il debutto dell’affascinante Portofino. E’ l’erede della California T, ma la nuova Ferrari ribattezzata Portofino appare più slanciata, in particolare nella vista laterale. La coda rimane alta per contenere il tetto quando è ripiegato, ma ora è più filante e meglio integrata nelle fiancate. La nuova Portofino dà poi l’impressione di essere un vero coupé a tetto chiuso. Per segnare un’ulteriore svolta col precedente modello lanciato nel 2008 alla Ferrari hanno deciso di cambiarne il nome, anche se la nuova “rossa” conserva la stessa impostazione di base: motore V8 anteriore, carrozzeria coupé spider e un abitacolo 2+2 comodo anche per i lunghi viaggi come si addice ad una vera gran turismo. Non mancano dei dati record: con i suoi 600 cv e accelerazioni da 0 a 100 km/h in soli 3,5 secondi e una velocità di punta è da autentica superar, 320 km/h, la Ferrari Portofino è, infatti, la più potente “scoperta” in circolazione ad offrire il tetto rigido retrattile, ma anche un bagagliaio capiente e una grande abitabilità a cui si aggiungono due posti posteriori da usare sia pure per brevi percorrenze. Sotto al cofano della Portofino c’è sempre il noto V8 biturbo che ora è stato riveduto e corretto per aggiungere più cavalli, 40 come detto e soprattutto un “sound” più coinvolgente. Per la prima volta su questa categoria di Ferrari troviamo il differenziale posteriore elettronico che, integrato col controllo della trazione, migliora la tenuta dell’auto anche in condizioni limite. Lo sterzo beneficia di una risposta più diretta, grazie alla riduzione del rapporto del 7%, merito dell’adozione del servosterzo elettrico, altra primizia per una Ferrari granturismo. Le sospensioni magnetoreologiche fanno il “miracolo” di ridurre il rollio oltre che di assicurare un buon assorbimento delle asperità stradali, aumentando il confort a bordo. Visto poi che la Portofino finirà in mano a fortunati acquirenti va detto che la capote si apre anche in movimento e che all’interno c’è uno schermo “touch screen” da 10,2”, oltre ad essere disponibile un nuovo climatizzatore studiato per funzionare con capote aperta e che i sedili sono a regolazione elettrica e che un “wind deflector” riduce del 30% il flusso d’aria nell’abitacolo oltre a limitarne pure la rumorosità aerodinamica. Infine dettaglio non trascurabile, il prezzo che per il mercato italiano è di circa 200mila euro.

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