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Bufale in rete, ci «casca» più della metà di chi va sul…

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Bufale in rete, ci «casca» più della metà di chi va sul web

Per la maggior parte degli italiani (il 60,6%) i telegiornali sono ancora la prima fonte d'informazione, ma al secondo posto c'è Facebook (35%, ma tra gli under 30 si arriva al 48,8%). E più della metà degli utenti di internet è capitato di dare credito a notizie false (le cosiddette fake news) circolate in rete: è successo spesso al 7,4%, qualche volta al 45,3 per cento. Sono i dati contenuti nel 14esimo Rapporto Censis sulla comunicazione «I media e il nuovo immaginario collettivo», presentato oggi.

Le fonti d’informazione
Dopo tg e Facebook, tra i mezzi utilizzati dai giovani per informarsi ci sono i motori di ricerca come Google (25,7%) e YouTube (20,7%). Diplomati e laureati, secondo il Censis, restano affezionati ai tg generalisti (62,1%), ai giornali radio (25,3%) e alle tv all news (23,7%), ma danno comunque molta importanza a Facebook (41,1%). I quotidiani vengono al sesto posto nella classifica generale: li usa regolarmente per informarsi il 14,2% della popolazione, il 15,1% delle persone più istruite, ma solo il 5,6% dei giovani.

Fake news considerate «pericolose»
Secondo il rapporto la percentuale di quanti credono alle fake news scende di poco tra le persone più istruite (51,9%), ma sale fino al 58,8% tra i giovani under 30, che dichiarano di aver creduto spesso alle bufale in rete nel 12,3% dei casi. Quali sono i giudizi espressi sulle fake news? Per tre quarti degli italiani (77,8%) si tratta di un fenomeno pericoloso, soprattutto per i diplomati e laureati (80,8%). Proprio i più istruiti ritengono, con valori superiori alla media della popolazione, che le bufale sul web vengono create ad arte per inquinare il dibattito pubblico (74,1%) e che favoriscono il populismo (69,4%). I giovani invece danno meno peso a queste valutazioni.

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