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Doppio sì al Senato, 164 voti al Def. Ipotesi revisione…

ok senato e camera a scostamento bilancio

Doppio sì al Senato, 164 voti al Def. Ipotesi revisione superticket sulla sanità

Il ministro dell'Economia e il sottosegretario all'Economia nell'aula del Senato
Il ministro dell'Economia e il sottosegretario all'Economia nell'aula del Senato

Via libera di Senato e Camera allo scostamento dal pareggio di bilancio e alla nota di aggioranemento al Def. In mattinata a palazzo Madama è passata con un’ampia maggioranza la risoluzione di maggioranza alla Nadef: i sì sono stati 164, 108 i voti contrari e un solo astenuto. Poco dopo l’Aula del Senato ha approvato con 181 sì e 107 no l’autorizzazione al Governo allo scostamento dal pareggio di bilancio, fissando l’aggiustamento strutturale per il 2018 allo 0,3%, come previsto dalla Nota di aggiornamento al Def. Numeri di rilievo, dunque, per la maggioranza per il doppio sì a Palazzo Madama (dove i numeri erano più in bilico), nonostante le polemiche alla vigilia del voto. I 16 senatori di Mdp hanno votato a favore dello scostamento di bilancio ma non hanno partecipato al voto sulla nota di aggioramento al Def. «Il Senato approva il quadro economico-finanziario della prossima legge di bilancio. Un voto all'insegna di responsabilità e stabilità» è stato il commento soddisfatto via Twitter del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha parlato di «voto responsabile» sull’aggiornamento del Def.

A seguire il via libera della Camera allo
scostamento di bilancio con 358 e 133 i contrari (era richiesta la maggioranza assoluta di 316 voti). E poi
l’ok alla risoluzione di maggioranza alla nota di aggiornamento al Def. In questo caso i sì sono stati 318 e 135 i voti contrari. Anche a Montecitorio, così come a palazzo Madama i deputati Mdp hanno votato a favore dello scostamento di bilancio, ma non hanno azionato il meccanismo di voto sulla nota di variazione al Def : le luci relative ai loro banchi sul tabellone elettronico sono rimaste spente.

Def, Renzi: maggioranza e governo solidi
«Se guardiamo i dati e i numeri vediamo che la maggioranza è molto solida, lo scostamento ha visto più di 180 voti favorevoli e anche la risoluzione al Def, che Mdp non ha votato, ha avuto una maggioranza amplissima». Così Matteo Renzi, a Studio Aperto, definendo il governo «solido» e invitando «nel merito a portare a casa i risultati, continuando ad abbassare le tasse, ad aumentare i posti di
lavoro dopo i 978mila già raggiunti, a dare una mano a chi non ce la fa»

Speranza: non faremo cadere governo, ha aiutini..
«Non faremo cadere il governo. Tra l’altro non cade perché ci sono soccorsi che arrivano quotidianamente come oggi quello di Verdini» ha dichiarato Roberto
Speranza, coordinatore di Mdp, a CorriereLive. E ha aggiunto: «Chiediamo una svolta, c'è da parte nostra un elemento di responsabilità nei confronti del Paese. Gentiloni è un elemento di discontinuità nel tono rispetto a Renzi ma il tono non basta: abbiamo bisogno di una discontinuità di merito a partire dalla sanità pubblica».

I numeri al Senato
In assenza di Mdp, i voti di Ala e dei 6 che guardano a Giuliano Pisapia rischiano di essere determinanti per la maggioranza a Palazzo Madama. Nella prima votazione di oggi al Senato, quella sullo scostamento di bilancio, a 181 preferenze ci si è arrivati con 98 del Pd (il presidente Grasso non vota), 24 di Ap, 16 di Mdp, 12 di Ala (il gruppo è di 14), 3 di Gal (che sono D'Onghia, Naccarato, Villari), 12 del Misto e 16 del gruppo Autonomie. Nella seconda, invece, quella di 164 voti, a questo risultato ci si è arrivati con 98 Pd, 24 Ap, sempre 12 di Ala, 10 del Misto (in questa seconda votazione non hanno votato De Poli e Conti
che invece risultano nella prima), 16 del gruppo Autonomie, 3 di Gal (stavolta però al posto di Villari compare Zizza) e l’outsider Nicola Morra del M5S che spiega di «aver commesso però un errore materiale votando insieme alla maggioranza».

Rivedere gradualmente meccanismo del superticket
Rivedere gradualmente il meccanismo del cosiddetto superticket al fine di contenere i costi per gli assistiti che si rivolgono al sistema pubblico. È uno degli impegni che la maggioranza chiede al governo nella risoluzione sulla Nota di aggiornamento al Def. Nel triennio 2018-2020 la risoluzione spinge per un «complesso di interventi in materia sanitaria», compreso un incremento delle risorse in conto capitale per gli investimenti in sanità. E Padoan lascia per ora aperta la porta. «Il sistema sanitario è sicuramente un ambito in cui andranno valutate misure di miglioramento ed efficientamento», dice il ministro dell'Economia nell'Aula del Senato al termine della discussione generale.

Assegni per i figli e cedolare secca
Nel documento la maggioranza auspica di proseguire la politica di sostegno alle famiglie e «di contrasto alla prolungata tendenza al calo demografico», valutando la possibilità di potenziare il sistema degli assegni per i figli a carico con la necessaria razionalizzazione degli attuali istituti. Un’ulteriore ipotesi vista con favore sarebbe la proroga della riduzione al 10 per cento della cedolare secca sugli affitti abitativi. Ed «eventualmente estendere il sistema della tassazione sostitutiva anche sui redditi derivanti dagli affitti di immobili ad uso non residenziale».

Nota al Def 2017, ampio sì del Senato

Stop clausole, occupazione, rinnovo contratto Pa
L’esecutivo viene poi impegnato a completare la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia sulle imposte indirette per l'anno 2018; a sostenere gli investimenti, incentivando quelli privati in beni strumentali e immateriali, allocando maggiori risorse per gli investimenti pubblici delle amministrazioni centrali e locali, anche attraverso, un maggiore utilizzo degli avanzi di amministrazione di ciascun ente. Sono quindi sollecitate la promozione dell'aumento dell'occupazione, in particolare a tempo indeterminato per i giovani, mediante nuovi interventi di decontribuzione del lavoro, insieme al potenziamento degli strumenti di lotta alla povertà e all'esclusione sociale, incrementando le risorse destinate a finanziare il reddito di inclusione. Richiesto anche il rifinanziamento legato al rinnovo contrattuale del pubblico impiego.

Padoan: crescita continuerà, i rischi si allontanano
«È un dato di fatto e credo che nessuno lo possa negare che, in base a molteplici indicatori, l'economia italiana sta decisamente migliorando in modo visibile e sensibile ed è ragionevole e non ottimistico pensare che continuerà a farlo». La discussione generale sulla Nota di aggiornamento al Def si era chiusa con le parole di Padoan. «Dal punto di vista della crescita, dell'occupazione, i numeri sono chiari così, come lo sono la qualità del lavoro e anche dal punto di vista della finanza pubblica» e il miglioramento «si sta gradualmente consolidando». Inoltre «la crescita si rafforza in quantità ed estensione, per settori e Regioni e i rischi finanziari si allontanano dal punto di vista della gestione del debito pubblico e da quello della riparazione profonda avvenuta, e che continua ad avvenire nel sistema bancario».

Tra vincoli di bilancio e paletti europei caccia alle risorse per la crescita

Gentiloni: non dilapidare i risultati raggiunti
Nel saluto alla nazione tenuto ad Assisi in occasione della celebrazione della festa di San Francesco, dopo aver sottolineato il miglioramento del quadro macroeconomico e della situazione occupazionale, il premier lancia un messaggio alla politica. «Questo Governo e il Parlamento hanno una responsabilità: non dilapidare i risultati raggiunti» e «collaborare anche da punti di vista diversi per il bene comune». Una «responsabilità» a cui la politica non si può sottrarre, per Gentiloni. «L'esperienza di San Francesco e della festa del Patrono d'Italia porta fiducia e speranza. E chiedo a tutti voi un impegno di pace e solidarietà» è stato il messaggio scritto dal presidente del Consiglio sul libro delle presenze della Basilica di Assisi.

Guerra (Mdp): disponibilità su superticket non basta La disponibilità nella risoluzione di maggioranza «non basta se non c'è una vera disponibilità del governo, disponibilità su cui non sono ancora arrivati segnali veri». La capogruppo Articolo 1-Mdp Cecilia Guerra aveva confermato così nell'Aula del Senato il voto contrario sulla risoluzione legata alla Nota di aggiornamento al Def. Ribadito invece il voto a favore dello scostamento dal rientro del deficit e del pareggio di bilancio, una decisione motivata dalla necessità di non provocare la conferma delle clausole di salvaguardia.

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