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Dossier Fca tra suv e guida autonoma

    Dossier | N. 34 articoliAuto, tutte le novità in arrivo nei prossimi mesi

    Fca tra suv e guida autonoma

    Estate calda per Fca, quella appena terminata. Nelle settimane scorse è stata al centro di voci, tutte smentite, che ipotizzavano interesse d’acquisto da parte dei cinesi di Great Wall, nei confronti del brand Jeep, e di Hyundai per tutto il gruppo (per arrivare a costituire il più grande schieramento mondiale del settore automotive). Poi ha fatto parlare di sé per un’importante intesa siglata con il gruppo Bmw, Intel e la sua controllata Mobileye per lo sviluppo di una piattaforma all’avanguardia nella guida autonoma. L’accordo prevede che questa tecnologia abbia un’architettura modulare, possa essere utilizzata da molteplici costruttori automobilistici in tutto il mondo, a fronte della salvaguardia dell’unicità dei propri brand. In altri termini, ciò significa che potrà essere adottata e personalizzata da altri costruttori e che Fca prevede, insieme agli altri partner in virtù di un’intesa da loro sottoscritta nel 2015, di mettere in produzione entro il 2021 veicoli a guida autonoma. Ma non è tutto poiché, di fatto, Fca diventerà anche una fornitrice di tecnologie avanzate a terzi. Insomma, avrà una fonte di guadagno in più.

    Quelli derivanti dall’attività in Europa nei primi otto mesi di quest’anno danno buone notizie. Infatti, il gruppo ha venduto più di 740mila vetture, ovvero il 9,5 in più dello stesso periodo del 2016. Un risultato a cui hanno contribuito le oltre 563mila marchiate Fiat.

    In altri termini, nel vecchio Continente le famiglie delle Panda, 500 e Tipo conquistano sempre più simpatie. Merito anche dell’introduzione di versioni che emanano appeal di tendenza, come le Design arrivate nei ranghi della 500X e della Tipo, oltre che di modelli come la 500L, che è l’auto più venduta del suo settore grazie anche agli effetti del recente aggiornamento. Un’operazione che prossimamente, anche in virtù dell’avvicinarsi del sesto compleanno, riguarderà anche la Panda sebbene più nei contenuti che nella forma. In altri, termini dovrebbe avere equipaggiamenti più ricchi e proporre il sistema d’infotainment Uconnect di ultima generazione. Più in là nel tempo la Panda sarà prodotta in Polonia, proprio nei pressi dell’impianto dove ora si producono i motori Twinair a benzina di 900 cc e i turbodiesel Multijet e dove, fra qualche tempo, approderanno dal Brasile quelli della serie Firefly. Si tratta di unità modulari a benzina, con struttura a 3 cilindri da 1 litro con 77 cv e a quattro cilindri di 1,3 litri con 109 cv, in regola con le normative Euro 6. I Firefly sono realizzati interamente in alluminio, hanno camere di combustione ad altissima efficienza e integrano alternatori intelligenti, per ricaricare la batteria in fase di frenata.

    Al momento i motori Firefly spingono l’Argo. È una berlina lunga 4 metri a cinque porte di passaporto brasiliano, che ha portato alla ribalta l’inedita architettura Mp1 by Fiat e che adotta la stessa rete elettrica ed elettronica della 500X e della Jeep Renegade. In sud America sostituisce la Palio, la Bravo oltre che la Punto e, dunque, è un modello fondamentale per Fca. Ma come è capitato, in passato, con altre Fiat brasiliane (come la famosa Uno CS) non è escluso che possa sbarcare anche in Europa, ovviamente per prendere il posto della Punto. Al momento, però, nulla è deciso.

    Tuttavia, qualche tempo fa, Alfredo Altavilla rispondendo a una precisa domanda de Il Sole 24 Ore che «l’Argo, in effetti, è una bella macchina» ha ispirato molte supposizioni. E anche molte speranze da parte dei tanti che cercano una macchina solida e compatta con un marchio italiano e potrebbero trovare nella Argo la risposta ideale.

    Il positivo trend di Fca in Europa è sostenuto anche dai risultati della Jeep, che sinora ha piazzato in Europa più di 70mila vetture grazie, soprattutto, alle performances della Renegade. Da questo periodo la situazione dovrebbe mutare ancora, grazie all’avvento della Compass. È un suv di taglia media con lineamenti che mettono in risalto la parentela con la Grand Cherokee e con un Dna in cui la tipica personalità del marchio si coniuga con l’indole hi-tech e soluzioni nonché tecnologie sofisticate, che sostengono la sua ambizione d’inserirsi fra le proposte di stampo Premium. Basata sull’evoluzione dell’architettura Small Wide di Fca, con un passo ampliato di 8 cm rispetto a quello della Fiat 500X e della Renegade, la Compass è in vendita a prezzi che vanno da 25mila a 40mila euro.

    È proposta negli allestimenti Sport, Longitude, Opening Edition e Limited (che offre un equipaggiamento ricco e che sconfina nel ricercato) e nelle versioni con motorizzazioni a benzina di 1,4 litri con 140 cv nonché turbodiesel di 1,6 litri con 120 cv - al pari della prima a due ruote motrici - e di 2 litri con potenze che vanno da 140 a 170 cavalli, che di serie s’interfaccia il cambio automatico a 9 marce che, invece, optional per le altre versioni. A livello globale la Compass è una pedina fondamentale, tanto quanto la Renegade, per la Jeep. Infatti, è prodotta in Brasile, in Messico e in India per i mercati con guida a destra.

    Ma lo schieramento della Jeep è pronto ad allargarsi ancora a breve termine. L’anno prossimo è attesa la nuova generazione della Wrangler, la madre di tutte le jeep. Si presenterà con una famiglia che alle versioni a due e quattro porte affiancherà anche un’inedita variante pick-up, oggi fondamentale per il mercato nord-americano.

    Nel 2019, invece, arriveranno la Wagoneer e la Grand Wagoneer, che si porranno al di sopra della Grand Cherokee. Sarà uno schieramento che si contrapporrà sia ai suv più robusti americani sia a quelli di passaporto europeo come la Range Rover lunga, la futura Bmw X7 e la Mercedes Gls.

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