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Dossier Kia scommette sui «compatti»

    Dossier | N. 34 articoliAuto, tutte le novità in arrivo nei prossimi mesi

    Kia scommette sui «compatti»

    La percezione del marchio Kia, prima di fare riferimento alla qualità del prodotto, si è evoluta grazie al design. Che da “coreano” è diventato europeo. Una caratterizzazione fortemente distintiva, che ha permesso al brand di Seoul di performare risultati importanti sul mercato, sia nostro ma soprattutto europeo. A conferma di quanto asserito, ci sono i numeri dell’associazione europea dei Costruttori, l’Acea. Il dato riguarda la prima metà dell’anno, per arrivare sino alla fine di agosto. Un periodo in cui Kia è cresciuta dell’8,7 % rispetto allo stesso lasso di tempo del 2016. Tradotto in numeri significa che il volume di vetture è passato dalle 285.343 unità dell’anno scorso, alle 310.127 del 2017. Scontato dire che il risultato sia assolutamente importante, merito ovviamente di una gamma studiata a puntino per il cliente del Vecchio Continente. Che in passato aveva in Kia Sportage l’unico vero cavallo di battaglia e che nel breve potrebbe ritrovare in Stonic un valido sostituto.

    Semplicemente perché la nuova vettura coreana risponde alle esigenze di un pubblico che sta cambiando idea sul mondo dei suv. Pur rimanendo forte e trainante il segmento di Sportage, sono quelli di taglia più compatta che oggi fanno la differenza. Proprio la categoria di cui Kia Stonic fa parte.

    Una scelta tattica azzeccata in un momento di forte crescita. La vettura a marchio Kia trae origine dalla stessa piattaforma di Hyundai Kona. Ecco perché le dimensioni sono simili, anche se la Stonic è leggermente più piccola. Di fatto siamo sempre poco sopra i quattro metri, con una lunghezza di 4140 mm. A cui fanno seguito una larghezza di 1760 mm e un’altezza di 1520 mm. Sufficientemente grande per assurgere al ruolo di prima auto di famiglia e abbastanza compatta per i trasporti urbani. La capacità del bagagliaio è di 352 litri.

    A differenza di Kona, la Kia Stonic rimane fedele all’impostazione tipica del segmento B dei suv/crossover: fare affidamento soltanto alla trazione anteriore e mettere a disposizione dei propri avventori una gamma di personalizzazioni degna di nota. Il padiglione rappresenta la base ideale per applicare la soluzione bicolore, disponibile in 20 combinazioni con 5 diverse colorazioni per il tetto. La parte meno creativa è rappresentata dalle motorizzazioni. Una serie di unità che da tempo solcano il mondo Kia. Il fronte benzina si divide tra aspirazione naturale e sovralimentazione. La prima sezione è demandata al 1.2 da 84 cavalli e al 1.4 da 100. La seconda sezione invece è riservata al 1.0 T-Gdi tre cilindri da 120 cavalli. Per quanto riguarda i propulsori diesel, tutto è nelle mani del 1.6 Crdi da 110 cavalli.

    Prossimamente ci saranno un paio di passaggi tecnici decisamente importanti a corredo di Kia Stonic. Il primo riguarda la trasmissione, perché arriverà sulla coreana il cambio doppia frizione a 7 marce denominato appunto 7Dct. E poi perché nel proseguo sarà la volta della rete di bordo a 48 volt, che di fatto classificherà la Stonic come mid-hybrid quando dotata di questa tecnologia. Nel mirino ci sono soprattutto Renault Captur e Fiat 500X .

    Da un futuro che si fa presente, ad uno più volitivo che ci racconta cosa ci attende. Così l’immediatezza di Stonic si contrappone alla concept Proceed. Una vettura lontana anni luce dal modello attuale (che anche nel nome ha una grafia differente), che rivela il nuovo corso stilistico coreano. Una corrente fortemente influenzata dalla più recente Stinger. Ecco perché sposa ancora una volta le forme di coupé coniugate a quelle di berlina. Una shooting-brake per non fare torti a nessuno, che a bordo si configura con quattro sedili singoli rivestiti con un particolare tessuto nero con la superficie ondulata. Mentre pannelli in seta lucida dipinta a mano rivestono le fiancate e il pavimento. Sulla plancia presenziano le modanature dei vari comandi realizzate in alluminio con la superficie lavorata.

    Non avrà lo stesso appeal della concept Proceed, ma anche un semplice allestimento può cambiare le carte in tavola. È quello che è successo alla Kia Picanto che, da semplice citycar, ha intrapreso la strada dei suv/Crossover. Non si tratta di un vero e proprio cambio d’abito, ma più semplicemente di un “costume” realizzato ad hoc. Infatti la citycar si arricchisce della nuova versione X-Line. Versione che porta in gamma il 1.0 T-Gdi. In questo caso il turbo benzina tre cilindri ha in dote 100 cv. Cavalli che devono accompagnare una vettura 15 mm più alta rispetto alle normali Kia Picanto. E che fa del contrasto tra i colori uno degli elementi distintivi. Prossimamente il 1.0 T-Gdi sarà disponibile pure sulle versioni GT-Line.

    Tanto per non perdere la rotta, facendosi distrarre da prototipi ed affini, la concretezza in Casa Kia si misura grazie anche al restyling di Sorento. Il suv di taglia maxi ringiovanisce sotto i ferri coreani. Ma a fare la differenza sono le tecnologie che lo contornano. In primis il nuovo cambio automatico a 8 rapporti sviluppato direttamente dal Gruppo Hyundai. E poi migliorie che riguardano gli equipaggiamenti di sicurezza e i sistemi di bordo fra i quali il nuovo schermo touch da 8 pollici del sistema di infotainment. Un ventaglio di novità a cui si aggiunge l’introduzione dell’allestimento GT-Line dal taglio più sportivo.

    Un tema decisamente nelle corde di Stinger che si appresta al debutto sul mercato. Trazione integrale per i moderati oppure posteriore per gli appassionati. E due motorizzazioni per consumare poco oppure divertirsi e basta: un 2.2 turbodiesel e un V6 biturbo a benzina da 370 cavalli.

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