Motori24

Dossier Kona, il mini-suv di Hyundai

    Dossier | N. 34 articoliAuto, tutte le novità in arrivo nei prossimi mesi

    Kona, il mini-suv di Hyundai

    Se i cosiddetti marchi premium navigano verso l’elettrico, i generalisti fanno i conti con la realtà dell’endotermico (pur avendo in gamma a ioni di litio e anche fuel cell). Ecco perché al di là di previsioni future il rinnovamento della gamma Hyundai si presenta decisamente pragmatico e funzionale ad un mercato che da tempo ha scelto su chi puntare: suv e crossover. Ma se in passato l’aspetto delle dimensioni maggiorate era una variabile da tenere in considerazione, oggi è l’aggettivo compatto il termine che descrive meglio la situazione.

    Così, stabilito il segmento su cui puntare e una forma che non superasse di molto i 4 metri di lunghezza, si è deciso di dare vita alla nuova Hyundai Kona. Il suv compatto coreano si inserisce di forza in un segmento tra i più vivaci e profittevoli del mercato. Quello comunemente chiamato B, riferito a vetture che si trovano nell’intorno dei 4 metri di lunghezza. La Kona è infatti lunga 4165 mm e ha larghezza e altezza rispettivamente pari a 1800 mm e 1565 mm. Quote che la rendono fruibile nel quotidiano, quando traffico e parcheggi sono i nemici da sconfiggere. Ma altrettanto funzionali da mettere in gioco temi quali la famiglia e lo spazio a bordo. Tant’è che la capacità del bagagliaio, quando la seconda fila di sedili è in posizione, ha un volume di 361 litri. Un valore che rafforza il potenziale di vettura adatta alle famiglie, con eventuali bagagli al seguito.

    In tema di prestazioni, la gamma motori che correda la Kona dovrebbe essere in grado di assecondare ogni tipo di esigenza. Da chi ama la parsimonia e la tranquillità assoluta, a chi mette in conto le prestazioni anche quando si tratta di suv. La famiglia di motorizzazioni e trasmissioni riprende essenzialmente quanto già promosso da Hyundai. Una serie di soluzioni a cui, in alcuni casi, la nuova Kona somma la disponibilità della trazione integrale. Un’opzione che spesso in questo segmento di mercato non viene presa in considerazione.

    Il motore d’ingresso è rappresentato dal 1.0 Turbo Gdi da 120 cv con cambio manuale a sei marce, mentre il più potente 1.6 T-Gdi da 177 cv è abbinato alla trazione integrale e al cambio automatico doppia frizione a 7 rapporti. Quest’ultima unità non sarà commercializzata nel nostro Paese. Ma ci saranno invece le due varianti del propulsore alimentato a gasolio, meglio noto come 1.6 Crdi: 110 e 136 cv.

    Nel corso del 2018 farà poi il suo debutto la Kona elettrica. Vettura dotata della stessa tecnologia già in uso sulla Ioniq elettrica, e che sul suv coreano dovrebbe assicurare un’autonomia di 390 km. Quanto invece al pianale, la Kona è stata realizzata su di una piattaforma completamente inedita, condivisa naturalmente con la cugina Kia Stonic.

    Il percorso intrapreso da Hyundai, non si limita però solo alla classe dei suv. Così rimette mano alla media per eccellenza, la i30, elaborando due versioni destinate prevalentemente ad un pubblico sportivo. Non solo per una questione di prestazioni, ma pure di stile.

    La prima a prendere la parola è la nuova Hyundai i30 Fastback. La berlina coupé coreana rappresenta una nuova dimensione di i30. Conserva le quattro porte, perché è la coda il punto centrale dell’evoluzione stilistica. Un passaggio di cui sono parte anche i passaruota posteriori. Il tetto è più basso di 25 mm rispetto alle altre i30 (1425 mm totali), mentre la lunghezza della Fastback è aumentata di 115 mm, toccando quota 4455 mm. In tema di differenze, anche l’assetto vanta un ruolo da protagonista. È stato ribassato di 5 mm ed è stato irrigidito del 15%. Sotto al cofano motore le variabili disponibili sono tutte rappresentate da propulsori sovralimentati: 1.0 T-Gdi da 120 cv e 1.4 T-Gdi da 140 cv per il fronte benzina, mentre 1.6 Crdi da 110 e 136 cv per quello a gasolio.

    La nota più sportiva del progresso Hyundai, nonché la più potente della gamma i30, è invece rappresentata dal modello i30N. Il primo di serie realizzato dal reparto N, ossia quello destinato alla progettazione di vetture con il più alto tasso di divertimento. Un’auto che va ad infoltire un segmento di mercato che non fa dei numeri il proprio punto di forza. Semmai punta tutto sul piacere di guida. Così dopo l’avvento di Honda Civic Type R e del restyling di Golf GTI, spetta alla i30 N contendersi il ruolo di trazione anteriore più performante. È spinta da un motore 2.0 T-Gdi quattro cilindri abbinato a un cambio manuale a 6 marce. Due i livelli di potenza disponibili: 250 o 275 cv (con Performance Pack). Entrambe le versioni erogano 353 Nm di coppia motrice e raggiungono i 250 km/h di velocità massima: l’accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in 6,4 secondi per la versione da 250 cv e in 6,1 secondi per la i30 N più potente. In concomitanza con il debutto di i30N, fa il suo esordio anche la versione da corsa, che correrà nel campionato TCR, al cui sviluppo ha partecipato anche il pilota italiano Gabriele Tarquini.

    Una serie di novità che alimentano, in chiave futura, la forza numerica di Casa Hyundai. Una forza garantita da una base “numerica” che certifica un mercato costantemente in crescita per il Costruttore coreano. I dati rilasciati dall’Acea, l’associazione europea che riunisce i maggiori produttori di veicoli, parlano da soli. Da gennaio ad agosto 2017, il volume delle vendite Hyundai è aumentato del 3% rispetto allo stesso periodo del 2016, con 335.918 unità. Un dato che conferma uno sviluppo continuo, frutto anche di un rinnovamento costante che, dopo il design, tocca pure la tecnologia.

    © Riproduzione riservata