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Manovra, Boccia: «Giusta attenzione al debito, evitare…

49' Giornata del Credito

Manovra, Boccia: «Giusta attenzione al debito, evitare errori»

Vincenzo Boccia
Vincenzo Boccia

Sulla manovra «non avevamo grandi aspettative ed è confermato: le risorse non sono alte», mentre la Nota al Def «è sulla linea della prudenza e non svuota le riforme passate», con « un'attenzione giusta e doverosa al debito del Paese». Alla 49' Giornata del Credito, in corso a Roma, il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia ha parlato di Nota al Def e legge di Bilancio 2018, temi centrali della settimana parlamentare e ha benedetto la linea del “sentiero stretto” e degli obiettivi mirati promossi dal premier Gentiloni e dal ministro dell'Economia Padoan: «Continuiamo per questa strada, facciamo il possibile: con risorse non elevate evitiamo di fare errori».

I timori per la campagna elettorale alle porte
Si tratta di fare di necessità virtù, insomma, «anche in funzione di una campagna elettorale in cui siamo preoccupati di una deriva su una politica solo di domanda e non di potenziamento della competitività delle imprese». «Il sentiero è stretto» - ha detto il presidente di Confindustria citando il mantra degli ultimi mesi del Mef, «e il debito deve scendere in rapporto ad un modo di interloquire con l'Unione europea» Quindi, conclude, «continuiamo su questa strada ed evitiamo errori: l'importante è andare avanti: il sentiment dell'economia è positivo sia per l'export sia per la crescita».

Valutare in concreto le misure per i giovani
Quanto alle risorse per favorire l’occupazione giovanile, una delle priorità indicate da Confindustria, il leader degli industriali ha rimandato ogni valutazione alla presentazione delle misure concrete: «Non abbiamo visto molto dal dato numerico. Adesso cerchiamo di capire qual è la proposta del governo. L'idea nostra era quella di una misura choc per l'inclusione dei giovani, vediamo che cosa il governo indicherà al di là della quantità delle risorse, perché ci sono anche possibilità non convenzionali per aiutare i giovani ad entrare nel mondo del lavoro».

«Serve patto legislatura. Pensioni questione da affrontare, ma non oggi »
«Nel nostro Paese occorre un patto di legislatura di medio termine per affrontare le questioni» più importanti, come la crescita e la competitività, ha aggiunto il presidente di Confindustria a margine del convegno sulla cybersecurity alla Luiss. E ha spiegato: «La situazione economica in termini oggettivi ci dà ragione, abbiamo degli elementi positivi. Dobbiamo evitare di fare errori ». A una domanda sullo stato dell’arte del “patto della fabbrica”, il dialogo in corso tra imprese e sindacati sulle relazioni industriali, Boccia si è detto «ottimista», spiegando che «ci sono ancora alcune riunioni dei tavoli tecnici e a breve ci si confronterà sulla linea politica». Quella delle pensioni, invece, è stata definita dal numero uno di viale dell’Astronomia «una questione da affrontare, ma non oggi, perché non ci sono le risorse per farlo e se le usassimo aumenterebbe il debito pubblico, cosa che non ci possiamo permettere».

Padoan: su banche Paese ha fatto sistema per risolvere le crisi
Delle riforme fatte e degli effetti sulle banche italiane ha parlato invece il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, che ha incentrato il suo indirizzo di saluto alla “Giornata” sulla solidità del mondo del credito, uno dei passaggio chiave della sua audizione di ieri su Nadef e manovra davanti alle commissioni Bilancio al Senato. Nel percorso di risanamento delle crisi bancarie, spiega il ministro nel messaggio trasmesso agli organizzatori, «Il Paese ha saputo fare sistema» e gli interventi del Governo «sono stati accompagnati dall’azione coesa e volontaria del settore privato». Padon ha rivendicato in particolare l’avvio di riforme strutturali grazie e gli interventi puntuali a sostegno di particolari istituti», grazie ai quali «sono stati affrontati e in parte risolti i problemi del settore bancario». La riforma, ha detto il ministro, «ha reso il sistema bancario meno frammentato, più solido e resiliente, in grado di finanziare in modo efficace l’economia reale in un quadro profondamente mutato dall'introduzione dell’Unione Bancaria Europea».


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