Italia

Per l’industria i prezzi dell’elettricità restano il 20%…

LA RELAZIONE DELL’AUTORITÀ

Per l’industria i prezzi dell’elettricità restano il 20% sopra la media Ue

Sul fronte dei prezzi dell’elettricità le famiglie con consumi medio-bassi pagano meno della media dell’Ue mentre per i clienti industriali, pur con una tendenza al ribasso, i prezzi restano il 20% sopra la media Ue. Nella Relazione annuale che oggi il presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas Guido Bortoni ha presentato in Parlamento viene messo in evidenza che sono ancora troppe le distorsioni dei prezzi per i consumatori finali. Negli ultimi sette anni, ha spiegato Bortoni, l’Autorità «ha cercato di migliorare la qualità dei segnali di prezzo, per aiutare anche il piccolo consumatore a compiere scelte consapevoli». Tuttavia, ha aggiunto, «non si può omettere di riscontrare in alcune politiche pubbliche, talvolta eccessive, visibili distorsioni».

Gap rilevante tra i prezzi nel settore elettrico
Bortoni ha fatto riferimento in particolare al settore elettrico, dove «si è generato un gap rilevante tra i prezzi pagati dai consumatori finali nei mercati al dettaglio ed i corsi delle relative commodity sui mercati all’ingrosso. Segno preoccupante - ha aggiunto - di veri e propri mercati a due velocità. Questo fenomeno - non solo italiano - confina l’effetto della regolazione pro-concorrenziale (per l’Italia) soltanto ad una parte intorno al 50% del prezzo finale pagato da cittadini ed imprese».

Mattarella alla Relazione dell'Autorità per l'energia elettrica il gas e idrico

Oltre 3,7 milioni di clienti hanno cambiato fornitore nel 2016
Nel 2016 - si legge nel report - la domanda di energia elettrica è diminuita del 2,1% , attestandosi a poco più di 250 TWh. Il calo dei consumi di elettricità ha riguardato sia il settore domestico (-3,5%), sia il settore non domestico (-1,7%). Il 65,6% dei clienti domestici (corrispondenti al 61,4%% in termini di volumi) è sul mercato tutelato, con il 34,4% dei clienti domestici che quindi hanno scelto il mercato libero. Il 2016 è stato anche caratterizzato da un intenso movimento di clienti che hanno cambiato fornitore. Complessivamente, oltre 3,7 milioni di clienti (184 mila in più del 2015), il 10,1% del totale, hanno cambiato fornitore almeno una volta nel corso del 2016.

Cresce il numero dei venditori nel mercato libero
Nel 2016, sottolinea la Relazione annuale, è cresciuto ancora il numero di venditori nel mercato libero. Le imprese che hanno dichiarato all’Autorita' di svolgere l’attività di vendita nel mercato libero sono 542, di queste 48 hanno comunicato di essere rimaste inattive nel corso dell’anno. Il numero di venditori nel 2016 è quindi cresciuto di 61 unità. Un trend di espansione continuo dal 2008. L'operatore dominante in termini di quantità vendute dell’intero mercato elettrico italiano resta il gruppo Enel, quest’anno con una quota in risalita al 35,3% (33,4% nel 2015), sempre distanziata dal secondo gruppo, Edison, per il quale nel 2016 si è registrata una quota in calo del 2% rispetto al 2015, fermandosi al 4,7%. Terzo il gruppo Eni con il 4,3% (all'incirca la stessa percentuale dello scorso anno).

Il 37% dell’energia prodotta viene dalle rinnovabili
Le fonti rinnovabili hanno assicurato nel 2016 il 37% della produzione totale con poco meno di 108 TWh (era il 39% nel 2015 e il 43% nel 2014). È in crescita l’eolico (+19%), mentre risultano in discesa rispetto al 2015 sia l’idroelettrico (-7,2%) sia il fotovoltaico (-3,7%). La quantità di energia elettrica da rinnovabili incentivata ha superato i 66 TWh (65 TWh nel 2015), per un costo nel 2016 di circa 13,6 miliardi di euro (12,5 nel 2015), coperti tramite la componente A3 della bolletta.

© Riproduzione riservata