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Decontribuzione al 100% per i Neet

Politica economica

Decontribuzione al 100% per i Neet

(Agf)
(Agf)

ROMA - Il dimezzamento dei contributi per le assunzioni stabili di giovani potrebbe salire, per il primo anno, al 100% per i «Neet», vale a dire quei ragazzi sotto i 29 anni che non studiano e non lavorano, agganciati al programma europeo Youth Guarantee.

L’ipotesi è allo studio del governo per rafforzare, in vista dell’imminente legge di bilancio, l’impatto del nuovo sgravio per rilanciare l’occupazione giovanile. Il disegno dei tecnici dell’esecutivo sarebbe questo: per chi assume i giovani stabilmente da Milano a Palermo scatterebbe, dal 1° gennaio, la riduzione al 50% dei contributi per tre anni. Ma per gli under29 «Neet», attraverso la proroga per il 2018 dell’attuale bonus occupazione, il primo anno di contratto a tempo indeterminato porterebbe in dote all’impresa il 100% di esonero contributivo (al 50% “nazionale” si sommerebbe la proroga del bonus Occupazione di Youth Guarantee). I successivi due anni resterebbero esonerati al 50 per cento.

Anche per gli under29 meridionali l’incentivo salirebbe al 100% per un solo anno (il 2018) grazie alla proroga del bonus Sud (per gli altri due anni lo sgravio resterebbe al 50%). Mentre per i disoccupati meridionali senior (il bonus Sud intercetta anche i disoccupati da almeno sei mesi, a prescindere dall’età) l’incentivo sarà al 100% per un anno (fino a 8.060 euro).

Secondo gli ultimi dati Inps-Anpal, da gennaio a luglio, l’incentivo per l’assunzione di «Neet» ha portato alla firma di 32.983 contratti. Per la sua proroga anche nel 2018 sarebbero necessari, in base alle primissime stime, circa 50 milioni di euro (la metà del tiraggio di quest’anno).

Per la proroga del bonus Sud sarebbe invece necessaria una cifra intorno ai 500 milioni. Qui la misura sta funzionando piuttosto bene: ad agosto, secondo l’ultimo monitoraggio Anpal, sono arrivate 124.446 domande di decontribuzione; di queste sono state confermate 82.651 (+12% rispetto al mese precedente), impegnando 356,6 milioni (la misura ha una dote complessiva 2017 di 530 milioni). I fondi sarebbero già esauriti nelle tre regioni “in transizione” (Abruzzo, Molise e Sardegna); mentre negli altri territori (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) si stima che il plafond terminerà (o quasi) entro dicembre. Le risorse per confermare nel 2018 bonus Sud e incentivo ad hoc per i «Neet» dovranno arrivare da fondi Ue (non peseranno quindi sulla finanza pubblica).«La proroga di entrambe le misure è opportuna - ha detto il numero uno di Anpal, Maurizio Del Conte -. L’incentivo per i Neet, in particolare, ha avuto una funzione di stimolo per una categoria particolarmente svantaggiata del mercato del lavoro»

C’è inoltre l'idea di “anticipare”, nelle crisi aziendali, il percorso di formazione e riqualificazione dei lavoratori “in esubero”: qui la novità allo studio è che le misure di politica attiva scatterebbero subito, non più dopo il licenziamento, ma fin dal primo giorno di Cigs. Si aprirebbe, quindi, a una sorta di “ricollocazione anticipata”. Il percorso potrebbe durare 12 mesi. Se gli interessati firmeranno poi un contratto a tempo indeterminato con un'altra azienda si vedranno liquidato, come una tantum, il residuo trattamento di Cigs (probabilmente, non per intero, forse al 50 per cento). È allo studio pure l'ipotesi di firmare, con chi esce dall’impresa, un “accordo conciliativo” per chiudere tutto il pregresso.

Infine, sul versante produttività, il viceministro dello Sviluppo economico, Teresa Bellanova, ha annunciato che potrebbero essere rivisti al rialzo gli incentivi fiscali: «Stiamo continuando a riflettere sul legame tra salario e produttività e sui meccanismi per incentivarlo - ha detto-. Quindi più formazione tecnica, aziendale e manageriale e maggiore riconoscimento salariale degli incrementi di produttività».