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Dossier Gli strumenti a disposizioni degli eredi

    Dossier | N. 14 articoliWealth Management

    Gli strumenti a disposizioni degli eredi

    Per gestire con lungimiranza ed efficacia il passaggio generazionale si può optare per diversi strumenti a seconda delle diverse esigenze. Certo, per trasferire i propri beni o la propria azienda dopo la morte si può fare un testamento, che però può essere impugnato e può scatenare liti tra gli eredi, danneggiando anche il patrimonio. Per questo motivo, per il passaggio generazionale vengono normalmente utilizzati strumenti che anticipano il trasferimento del patrimonio quando il proprietario è ancora in vita, per evitare problemi futuri. Uno degli strumenti più usati è il trust, un istituto giuridico che consente che i beni di un soggetto, detto disponente, vengano messi in un patrimonio separato (il trust, appunto) sotto il controllo e la gestione di un altro soggetto, il trustee, nell’interesse dei beneficiari. Questo strumento è adatto sia nel caso di pianificazione successoria di patrimoni immobiliari sia nel passaggio generazionale di aziende e offre diversi vantaggi, tra cui la segregazione del patrimonio, che così non può essere aggredito dai creditori. Se l’azienda viene messa in un trust, in caso di morte del disponente è possibile tutelare la società da eredi che possono non essere momentaneamente pronti a gestirla, per esempio stabilendo delle condizioni per cui il trustee amministra la società finché gli eredi non sono pronti ad assumerne il controllo. Uno strumento analogo è la fondazione, che come il trust è adatto per trasferimenti particolarmente complessi, per esempio in assenza di eredi diretti, e permette di destinare il patrimonio a conseguimento di un obiettivo di pubblica utilità.

    Quando c’è di mezzo un’azienda spesso di ricorre al patto di famiglia, un contratto stipulato tra tutti quelli che sarebbero i legittimari al momento della stipula, con cui l’imprenditore trasferisce l’azienda o delle partecipazioni societarie per garantire la continuità gestionale dell’impresa, assegnando la gestione ad alcuni e liquidando gli altri, per evitare eventuali dispute legali tra gli eredi. Al patto di famiglia non si applica la collazione, con cui gli eredi devono conferire nella massa ereditaria i beni ricevuti dal disponente quando era in vita in modo che la divisione avvenga rispettando le quote di legittima, né alla riduzione, nel caso in cui un legittimario ritenga lesi i suoi diritti e chieda di reintegrare la sua quota. Il patto può essere impugnato solo per vizio del consenso (errore, violenza o dolo, oppure nel caso in cui i legittimati non abbiano ricevuto la somma loro spettante in base al patto. In questo senso, risulta più conveniente della donazione con cui il proprietario dell'azienda la passa ai propri famigliari in anticipo per evitare le incertezze della successione, che così come il testamento è soggetta a collazione e riduzione. Un’ulteriore alternativa interessante può essere il trasferimento delle quote della società di famiglia in una holding di cui siano soci i coeredi, con cui si possono fissare regole chiare sulle quote e sulla governance. O gli strumenti assicurativi: le polizze Vita in particolare possono essere molto utili per il trasferimento di asset finanziari e quote societarie, ma possono però essere dichiarati inefficaci in caso di lesione della legittima.

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