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Npl, Padoan: perplessità su nuove norme Bce

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Npl, Padoan: perplessità su nuove norme Bce

«Ho delle perplessità sui modi e sui contenuti della comunicazione emessa dal supervisore unico bancario». Lo ha detto ai giornalisti il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, entrando alla riunione dell’Eurogruppo a Lussemburgo, commentando le nuove regole sulla copertura degli Npl (Non performing loans) poste in consultazione da parte della Banca centrale europea. Padoan ha aggiunto come «in Italia ci sia problema di riduzione delle sofferenze, ma è anche chiaro che un processo di riduzione è cominciato e sta andando nella direzione giusta e con una velocità crescente e di questo e siamo soddisfatti, ne discuteremo nelle prossime settimane». Commentando la crisi della Catalogna, Padoan ha parlato di «crisi grave», un ulteriore segno che «c'è bisogno di ulteriore slancio dell'Unione europea e se invece si va nella direzione opposta si hanno danni per i Paesi che ne sono coinvolti quindi anche per i cittadini».

Fronte ampio contro la proposta della Bce sugli Npl
Contro la proposta della vigilanza di Francoforte, che dovrebbe entrare in vigore a gennaio e che potrebbe, secondo alcune prime stime, costare 1,3 miliardi di euro l'anno e aumentare il costo del credito, si sta formando un vasto schieramento che va dal presidente dell’Abi Antonio Patuelli, a Confindustria ai sindacati bancari, a esponenti dell’accademia fino a vasti settori della politica fra cui l’ex premier e segretario del Pd Matteo Renzi.

Calenda: rischio stretta su Pmi, faremo battaglia in Ue
A loro si è aggiunto oggi anche il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, per il quale, con le nuove regole della Bce sugli Npl «si rischia eccome, si rischia in particolare di colpire le Pmi». Lo ha detto annunciando «una battaglia in Europa». «È un paradosso - ha spiegato - perché mentre da
una parte la Bce sta facendo una manovra di immissione massiccia di liquidità, dall'altro le regole sul credito si restringono».

Margini di dicrezionalità ridotti
La proposta, contenuta in un documento di consultazione e quindi passibile di modifiche, prevede piani di ammortamento obbligatori sulle sofferenze bancarie. Nei fatti il documento pubblicato assottiglia il margine di discrezionalità a disposizione delle banche per gestire i crediti deteriorati, e dal primo gennaio 2018 le svalutazioni diventeranno automatiche: dopo sette anni, un credito deteriorato “secured” andrà azzerato nonostante la presenza di garanzie. Per le sofferenze “unsecured”, invece, basteranno due soli anni di permanenza alla voce Npl per richiedere accantonamenti integrali. «Il trattamento sarà richiesto per «i soli crediti deteriorati (sofferenze e incagli) che matureranno a partire dal 2018», ha specificato la responsabile della task force Bce, tuttavia imporrà una revisione delle politiche sugli accantonamenti già nel breve periodo, visto che da subito le coperture andranno accelerate onde arrivare al 100% al traguardo dei 2 o 7 anni.

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