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Fiducia sul Rosatellum, Gentiloni deve rinunciare alla sua neutralità

Il pd teme se stesso

Fiducia sul Rosatellum, Gentiloni deve rinunciare alla sua neutralità

(Fotogramma)
(Fotogramma)

La decisione del Governo di mettere la fiducia sulla legge elettorale porta a 2 conclusioni. La prima è che il Pd, il principale partito della maggioranza nonché sponsor del Rosatellum (dal nome del suo capogruppo Ettore Rosato) , teme anzitutto se stesso; la seconda è che alla fine Paolo Gentiloni ha dovuto rinunciare alla neutralità sulla legge elettorale, annunciata dal premier fin dal momento del suo insediamento e piegarsi alle esigenze politiche del suo partito.

Il timore del Pd è infatti che nonostante i 140 e passa voti di cui la maggioranza pro-Rosatellum dispone, il plotone dei franchi tiratori possa affossare nel voto segreto l'ultimo estremo tentativo di riforma elettorale, come già avvenne a giugno sulla precedente proposta (il cosiddetto Tedeschellum). E poichè il Pd da solo dispone di 283 voti (la maggioranza assoluta è 316),è evidente che a preoccupare è anzitutto la tenuta dei dem , a cui ovviamente si sommano anche i malumori degli altri gruppi a partire da Fi e Ap .

La fiducia era dunque l'unico modo per consentire al Rosatellum di usciere dalle forche caudine del voto segreto e dei franchi tiratori. Tant'è che proprio dai sottoscrittori del patto a 4, Lega compresa, già ieri era arrivato il via libera. «Mettete la fiducia altrimenti non ne usciamo», il ragionamento esposto ai dem dagli “alleati”.

E fiducia dunque sarà. Certo pensare che le regole del gioco arrivino a fine legislatura e per di più con un voto di fiducia non è molto edificante. Ma altrettanto riprorevole è il venir meno a un patto nascondendosi nel segreto del voto e per ragioni in gran parte legate esclusivamente al proprio personale destino(il timore di essere fatti fuori). Del resto l'ombra del tradimento è il segno di questa legislatura: dall'elezione del Capo dello Stato - con i 101 franchitiratori contro Prodi e la successiva rielezione di Napolitano per manifesta incapacità a trovare un'alternativa - alle decine e decine di cambi di casacca di partito ma anche di approdi opposti (da opposizione a maggioranza e viceversa).

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