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Lo schema Pd: con Pisapia coalizione a 3 o 4 gambe

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Lo schema Pd: con Pisapia coalizione a 3 o 4 gambe

  • –Emilia Patta

Domenica la rottura, a questo punto definitiva,tra Pisapia e i bersaniani di Mdp. Ieri l’imput di Renzi ai suoi deputati a perseguire tutte le strade, fiducia compresa se necessario, per portare a casa il Rosatellum bis. I due fatti sono evidentemente legati. La nuova legge elettorale da oggi al voto dell’Aula alla Camera è infatti il grimaldello per reintrodurre le coalizioni, giocando per di più sul voto utile anti-sinistra autonoma (Mdp si orienta ora a fare una lista unica, alternativa al Pd, con Sinistra italiana e Possibile di Pippo Civati): sotto il nome del candidato nel collegio uninominale ci sono i simboli dei partiti che lo sostengono e, barrando sul simbolo, il voto vale automaticamente anche per la parte proporzionale. Ed è chiaro che la rottura di Pisapia con i bersaniani di Mdp proprio sul tema del dialogo con il Pd («non esiste un centrosinistra senza Pd, e con Renzi bisogna dialogare perché è il leader eletto con le primarie», continua a ripetere l’ex sindaco di Milano) rafforza la speranza dei democratici di attrarlo nell’orbita della coalizione “larga” in costruzione. Coalizione con il Pd al centro, una lista centrista guidata da Carlo Calenda più una europeista con il possibile contributo di Emma Bonino sull’ala destra (le due liste Calenda potrebbero infine unirsi), una lista “arancione” guidata possibilmente da Pisapia. In più il governatore Michele Emiliano, in accordo con Renzi, sta pensando alla presentazione di una lista civica autonoma. Ma tutta l’architettura rischia di saltare se il Rosatellum bis non passerà le forche caudine dei voti segreti. Da qui la blindatura. In accordo naturalmente con il premier Gentiloni, che potrebbe autorizzare la fiducia nel Cdm di stamane.

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