Italia

Ius soli, Minniti: è principio che va oltre maggioranza di governo

al Comitato Schengen

Ius soli, Minniti: è principio che va oltre maggioranza di governo

Della legge sullo ius soli «discuterà il Parlamento, ma io sono convinto che questioni di questo tipo vanno oltre l'adesione o meno ad una maggioranza di Governo, ma hanno a che fare con una questione di principio che interroga i singoli parlamentari». Dice così il ministro dell'Interno Marco Minniti, al Comitato Schengen, auspicando l'approvazione della legge.

Politiche d'integrazione legate alla sicurezza
«Il mio profondo convincimento è che lo ius soli, che più correttamente andrebbe chiamato ius soli e ius culturae perchè prevede la conclusione di un ciclo scolastico, va separato dalle politiche migratorie: non c'entra con le politiche migratorie, ma riguarda persone che sono nate in Italia, figlie di persone che hanno regolare permesso di soggiorno». Secondo il ministro, il provvedimento «va invece collegato alle politiche d'integrazione, perchè nei prossimi quindici anni un pezzo di futuro si giocherà sulla capacità di gestire le politiche di integrazione. È evidente che se guardiamo agli attacchi che l'Europa ha subito negli ultimi anni, li ha subiti da persone che non provengono da Siria ed Iraq, ma sono figli dell'Europa, di una mancata integrazione. Quindi le politiche d'integrazione sono legate a quelle della sicurezza: un Paese che sa integrare costruisce meglio i suoi percorsi di sicurezza».

-25% flussi ma presto dire calo strutturale
L'obiettivo «di governare i flussi migratori è cruciale e, ad oggi, registriamo un calo del 25,7% degli arrivi. Si tratta di un dato importante, ma è ancora presto per poter dire che ci troviamo di fronte ad un dato strutturale». Una quota intorno a 16.500 persone è stata soccorsa quest'anno dalla Guardia costiera libica. Secondo i dati aggiornati il 39% dei Comuni italiani aderisce a progetti d'accoglienza, «un numero non ancora sufficiente e che dovremmo incrementare perchè solo così si può avere il superamento dei grandi centri d'accoglienza che non sono funzionali al processo d'integrazione». Ora si sta lavorando alla conversione in legge del decreto per la creazione dei Centri di permanenza per l'espulsione, «che sono altra cosa rispetto ai Cie: ce ne sarà uno per Regione e già ne sono stati individuati 11 attraverso l'interlocuzione con le Regioni».

«Impetuosa» crescita dei flussi dalla Tunisia
Nelle ultime settimane, spiega ancora il ministro, «si è registrata un'impetuosa crescita dei flussi migratori dalla Tunisia, al momento sono il triplo rispetto all'anno scorso, ma si tratta di numeri abbastanza contenuti». Dall'Algeria «i flussi sono cresciuti il doppio e dalla Turchia del 63%, ma se si valuta il complesso degli arrivi, emerge che il 92% del totale proviene dalla Libia, l'1,7% dalla Tunisia, l'1,3% dalla Turchia, lo 0,8% dall'Algeria ed il 3,3% rintracci a terra. Non si può parlare di rotte alternative se questi rimangono i numeri». Minniti ricorda ancora che «sono stati intensificati i rapporti bilaterali con Tunisia ed Algeria. Nei prossimi giorni ci sarà una riunione del Comitato tecnico della sicurezza tra Italia e Tunisia che porrà al centro due questioni: il rafforzamento della cooperazione per il controllo delle rotte ed il potenziamento dei rimpatri».

Migranti: Gentiloni, vanno adeguate le regole

13.622 ricollocati, +14% rimpatri
Crescono i numeri della relocation, i profughi trasferiti dall'Italia ad altri Paesi europei: a oggi sono 13.622, di cui poco meno di diecimila col trasferimento già
attuato ed il resto con l'istruttoria completata o avviata. L'Italia sta lavorando con i Paesi che hanno dato disponibilità ad accogliere i migranti e sia Germania che Francia hanno incrementato la propria solidarietà passando, rispettivamente, a 750 e 200 migranti accolti al mese. Nel 2017 sono cresciuti sia i rimpatri (+14%) che gli allontanamenti alla frontiera (+19%), così come gli espulsi per motivi di sicurezza (82 da gennaio).

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