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Scuola: 3.500 studenti in ospedale, parte anno al Bambin Gesù

inaugurazione con la ministra fedeli

Scuola: 3.500 studenti in ospedale, parte anno al Bambin Gesù

  • – di Redazione online

Quasi 3.500 studenti in corsia, 52 docenti di organico in 'prestito' dai licei romani, un nuovo corso di alfabetizzazione rivolto tanto ai piccoli pazienti quanto ai loro genitori e una nuova App gratuita per smartphone e tablet - Presente!- che consente di prenotare le lezioni e segnalare ai professori esigenze formative particolari. Parte anche quest'anno, a 42 anni dal primo progetto del genere, la scuola in ospedale dell'istituto pediatrico Bambino Gesù, dove stamane la ministra dell'Istruzione, Valeria Fedeli, ha inaugurato il nuovo anno scolastico. « Quest'anno abbiamo aggiunto un milione a sostegno delle scuole in ospedale ma certo non basta, serve più impegno», ha detto la ministra.

Su Twitter l'intervento della ministra al Bambin Gesù

Anche esami di fine anno in corsia
L'ospedale pediatrico della Santa Sede può essere considerato un vero istituto scolastico, dove bambini e ragazzi ricoverati possono effettuare regolari esami di fine anno grazie alla presenza di insegnanti di ogni ordine e grado. Nel 2015 il Bambino Gesù ha ottenuto il riconoscimento di "Academic medical center" dal principale ente di accreditamento a livello internazionale in ambito sanitario, la Joint Commission international, per l'articolata attività di formazione medica e clinica. In Convenzione con 12 università italiane, al Bambino Gesù afferiscono 25 diverse scuole di specializzazione. «I risultati più importanti sono quelli dei ragazzi che hanno ottenuto grandi successi anche all'estero - ha detto la presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc - ma i grandi successi sono stati anche quelli di ragazzi che hanno trovato nella scuola il coraggio e la forza di affrontare meglio il loro percorso di malattia».

Fedeli: Bambin Gesù «orgoglio italiano»
L'eccellenza della scuola del Bambino Gesù è stata sottolineata da Fedeli, che ha riconosciuto come l'ospedale con questa sua particolare attività sia «un orgoglio italiano». La ministra ha comunque ammesso che serve più impegno per la didattica in ospedale e a domicilio: «Già a giugno - ha detto - nell'incontro con la rappresentanza nazionale delle docenti che fanno scuola in ospedale mi ero presa l'impegno di fare molta più attenzione dal punto di vista del ministero alla complessità e alle condizioni non sempre facili della scuola in ospedale. Ciò vuol dire anche maggiore investimento». «Quest'anno abbiamo aggiunto un milione a sostegno delle scuole in ospedale ma certo non basta - ha aggiunto - credo anche che dobbiamo ragionare sul personale e sull'esercizio didattico, ci sono nuovi strumenti digitali che lo consentono».

(Al. Tr.)

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