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Sicilia, i disoccupati abbondano ma i candidati se ne stanno in silenzio

VERSO LE ELEZIONI

Sicilia, i disoccupati abbondano ma i candidati se ne stanno in silenzio

Ultima. O quasi. Tranne rare eccezioni. Almeno secondo gli indici e le statistiche europee. La Sicilia alle prese con la campagna elettorale per le elezioni regionali del 5 novembre ha l’aspetto esanime di chi non riesce più a produrre linfa vitale. Basta scorrere l’indice di competitività regionale elaborato dalla Commissione europea che viene pubblicato ogni tre anni ed è aggiornato al 2016: l’isola è al 237° posto fra le 263 regioni dell’Unione. Con indici parecchio bassi in fatto di infrastrutture, efficienza del mercato del lavoro, maturità tecnologica e infrastrutture, qualità delle istituzioni. E non va certo meglio sul fronte dell’istruzione superiore e formazione permanente. 

Non c’è dunque poi da meravigliarsi se vince la sfiducia, soprattutto tra i giovani, visto che (dati Eurostat) l’isola “brilla” per percentuale di Neet (giovani fra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano): in Sicilia sono il 41,4% a fronte di un 26% della media Paese e di un 15,2% della media Ue. Per non parlare, a proposito di mercato del lavoro, dei tassi di disoccupazione: secondo i dati Istat diffusi ad agosto nell’isola al 22,1% (con un 23,1% per le donne e un 21,4% per gli uomini) a fronte di una media italiana del 10,2% e di una media europea del 9,1 per cento ( i dati Ue sono della fine di luglio).

C’è bisogno di una ricetta seria, credibile, di medio-lungo termine. Che siamo andati a cercare nei programmi elettorali dei quattro maggiori candidati alla presidenza della Regione scandagliando i siti internet. In qualche caso abbiamo trovato risposte, in altri nemmeno i programmi. Va così: sia Fabrizio Micari (centrosinistra) che Nello Musumeci (centrodestra) non hanno pubblicato il programma elettorale (in quest’ultimo caso ci sono pillole di programma del movimento Diventeràbellissima); Claudio Fava (Sinistra) e Giancarlo Cancelleri (Cinque Stelle) invece hanno pubblicato un programma articolato di proposte che solo in parte provano a dare risposte.

Prendiamo ad esempio i Neet: in Sicilia, secondo gli ultimi dati Istat, appartengono a questa fascia di età 883.188 persone e di questi poco più di 365mila coloro che non studiano e non lavorano. Un triste primato per la Sicilia. Micari, che è ancora il rettore (in aspettativa) dell’Ateneo palermitano, ha puntato fin qui molto sul suo rapporto con i ragazzi (si vedano le foto diffuse dal suo staff) ma l’unica pagina sul suo sito internet in cui c’è un riferimento è quella della “Mission” ma manca il come, il dove, con quali mezzi. Insomma solo propaganda. Così come rischia di apparire una mera iniziativa elettorale, che prova a colmare un vuoto programmatico la conferenza stampa dell’assessore in carica (ma anche designato da Micari) Alessandro Baccei che ieri ha fatto il punto sul lavoro fatto sin qui e ha presentato i disegni di legge sul Bilancio della Regione per il 2018 e la legge finanziaria: un po’ prestino a 25 giorni dalle elezioni per il rinnovo del Parlamento che ne dovrà discutere. La Finanziaria, per dire, prevede 40 milioni di euro destinati a finanziare gli aumenti contrattuali di una platea di circa 40mila persone, tra dipendenti della Regione, enti regionali e i 22mila forestali per i quali è previsto un aumento contrattuale di 80 euro mentre agli altri di euro ne andranno 85 in più al mese.

Per tornare ai Neet, nessun riferimento al tema, almeno sul web, da parte di Musumeci. Mentre Fava vi dedica più di un passaggio del programma proponendo un piano straordinario di inserimento dei giovani e l’approvazione di una legge sul diritto allo studio. E Cancelleri, nelle sue pillole di programma, propone una struttura amministrativa dedicata ai giovani e all’innovazione, stage rivolti ai neo laureati siciliani all’interno dell’amministrazione regionale e l’innovazione digitale della Pubblica amministrazione. C’è poi un capitolo, sempre in pillole, sulle infrastrutture con la proposta, tra le altre, di collaborazione con soggetti pubblici o privati per l’avvio di piani di investimento e l’avvio dell’iter per il riconoscimento del principio di continuità territoriale garantendo tariffe uniche e ridotte ai residenti. Mentre Musumeci parla di «potenziare le strutture aeroportuali e ferroviarie con un piano regionale che sostenga il diritto alla mobilità». E Fava di «piano straordinario di messa in sicurezza di territorio e delle infrastrutture». Micari, in un intervento pubblico, ha rilanciato il Ponte sullo Stretto.

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