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Ilva, Governo e Am si avvicinano

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Ilva, Governo e Am si avvicinano

  • –Matteo Meneghello

MILANO

Il giorno dopo la falsa partenza del tavolo sindacale per Ilva, le parti si sono immediatamente messe al lavoro per un riavvicinamento. Nessuno vuole una rottura definitiva: l’obiettivo è, una volta riallineate le posizioni, raggiungere con una trattativa un risultato in grado di soddisfare tutte le esigenze in campo.

La reazione dell’azionista, sollecitata lunedì dal Governo, c’è stata. Ieri Aditya Mittal, cfo di ArcelorMittal e figlio del fondatore - è socio di maggioranza con l’85% di Am Investco Italy, il 15% è del gruppo Marcegaglia - ha sottolineato, a margine del forum sul trasporto di Cernobbio, la volontà di «trovare una soluzione insieme a Governo, istituzioni locali e sindacati per un futuro sostenibile di Ilva». Mittal ha espresso formalmente l’auspicio di «potere proseguire con le discussioni e trovare un punto d’accordo».

Fonti vicine al Governo confermano che la volontà per risedersi intorno al tavolo e trattare c’è tutta: la decisione di lunedì è stata necessaria e imprescindibile - questo in sintesi quanto emerge - proprio per chiarire le posizioni reciproche e impostare un vero tavolo di trattativa. Il viceministro allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova, ieri ha parlato della necessità di «tornare al tavolo con il piede giusto, praticare l’intelligenza e lo spazio di trattativa fino in fondo. Lo spazio esiste - ha detto -, a tutti noi la capacità di articolarlo». Le diplomazie sono al lavoro per allargare questo spazio: tutte le parti coinvolte, fin da lunedì sera, si sono già messe in moto per cercare e creare le condizioni per aprire il tavolo e riavviare la trattativa. Tecnicamente non è necessario nessun passaggio formale, fa ancora fede la lettera di avvio della procedura di venerdì scorso (anche se contestata nei contenuti dal Mise).

Anche i commissari di Ilva sono coinvolti attivamente: fonti vicine alla procedura confermano che c’è la volontà di trovare un equilibrio complessivo, che non ci sono pregiudiziali negative sul numero di persone da assumere e che bisogna ricucire il tavolo velocemente. D’altra parte alternative immediatamente percorribili non ce ne sono, visto che l’offerta concorrente, quella di AcciaItalia, è a oggi scaduta. Altre ipotesi (come per esempio un coinvolgimento della Cdp) sono complesse e con esito non certo.

Anche il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ieri è tornato a sollecitare il dialogo tra le parti. «Occorre aprire quanto prima il tavolo di confronto per capire il merito delle questioni e non aprire conflitti prima ancora di confrontarsi» ha detto. «L’Ilva è un asset importante, è strategico per il Paese - ha aggiunto -. Occorre metterla nelle condizioni di essere competitiva, mi sembra che questa sia la direzione degli investitori, che non vogliono rendite di posizione ma vogliono costruire un’Ilva competitiva. Questo significa affrontare le cose realisticamente». Non è ancora chiaro quando e in che modalità riprenderà l’interlocuzione sindacale. Al momento non ci sono date in calendario: il tavolo potrebbe essere riconvocato in tempi brevi, anche se è lecito ipotizzare che la ripresa della trattativa vera e propria sia preceduta da una serie di colloqui informali tra il Governo e Am Investco.

Ieri Aditya Mittal ha come detto scelto di esternare pubblicamente la volontà degli azionisti di proseguire nell’interlocuzione sindacale. «L’industria dell’acciaio è colma di sfide e Ilva non fa eccezione - ha detto -: si tratta di gestire gli stakeholder, i dipendenti, il business». Mittal si è detto consapevole del fatto che la filiera dell’acciaio «ha un forte impatto anche sui posti di lavoro, da un punto di vista economico-strategico riveste una importanza di rilievo e noi ci prendiamo questa responsabilità seriamente. È qualcosa che noi sappiamo che dobbiamo gestire su base quotidiana e in cui dobbiamo eccellere su base quotidiana». L’Ilva, ha ribadito Aditya «ha sofferto molto nel corso degli ultimi anni, si è visto soffrire i dipendenti per via delle incertezze del suo futuro. È una sfida non facile - ha concluso -, ma sono giovane e sono qui per rimanere nel lungo termine e per portare avanti tutto questo con successo».

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