Finanza & Mercati

Arrivano i CoCo Bond per le assicurazioni, un mercato (potenziale)…

caccia ai rendimenti

Arrivano i CoCo Bond per le assicurazioni, un mercato (potenziale) da 50 miliardi

Ora anche le assicurazioni hanno i propri CoCo Bond (Convertible Contingent), le obbligazioni ibride convertibili che in determinate condizioni possono essere trasformate automaticamente in azioni per rafforzare la struttura patrimoniale della società. Ieri la compagnia olandese Asr, la stessa a cui Generali ha ceduto un mese fa le attività nei Paesi Bassi, ha infatti emesso un restricted tier 1 (Rt1) per 300 milioni di euro: un titolo perpetuo (ma richiamabile dopo 10 anni) che può essere trasformato in azioni ordinarie dello stesso emittente se il suo indice Solvency 2 dovesse scendere sotto il 75% o che rischia l’annullamento delle cedole.

SUBORDINATI FINANZIARI
Il mercato europeo dati a fine settembre. In mld di euro. (Fonte: Robeco)

Non è per la verità una novità assoluta per il mercato europeo - dove già esistono tre emissioni di piccolo taglio denominate però in corone danesi, svedesi e norvegesi - ma si tratta pur sempre del primo Rt1 in euro, e per questo potrebbe rappresentare una sorta di testa di ponte per i concorrenti. Finora le assicurazioni hanno del resto pressoché ignorato questo genere di strumenti, a differenza delle banche che invece hanno fatto ricorso a piene mani agli additional tier 1, bond dalla struttura simile ma destinati agli istituti di credito, il cui valore di mercato si aggira sui 125 miliardi di euro.

Il confronto (impossibile) con le banche
Spiegare il ritardo non è in fondo difficile: «Le compagnie non hanno semplicemente bisogno di emettere elevati quantitativi di titoli Rt1 perché il settore è ben capitalizzato», sostiene Jan Willem de Moor, gestore del fondo Financial Institutions Bonds di Robeco. Il motivo principale, insomma, è che la gran parte delle assicurazioni ha già livelli elevati di Solvency 2 e in teoria non ha stringente necessità di ricorrere a bond simili, a differenza delle banche che invece soffrono in misura più rilevante la pressione delle autorithy per migliorare il Core Tier 1.

Fra le pieghe dei regolamenti
Dietro le scelte delle compagnie vi sono però anche ragioni regolamentari e di convenienza: «Se per le banche esiste un ruolo ben definito sia per i bond Tier 2 sia per il debito aggiuntivo Tier 1, le assicurazioni possono invece utilizzare entrambe le tipologie e non vengono necessariamente penalizzate per non aver emesso strumenti Tier 1», spiega de Moor, aggiungendo che in caso di necessità «si preferirà quindi ricorrere a Tier 2, meno complessi e con cedole più basse».

Un mercato (potenziale) da 50 miliardi
In più, per coprire il fabbisogno di capitale Tier 1 le assicurazioni possono contare su strumenti simili emessi prima della crisi finanziaria e che possono in via straordinaria essere ancora utilizzati ai fini del calcolo di Solvency 2. «Se le autorità regolamentari mettessero sotto pressione gli assicuratori europei per sostituire i “vecchi” bond si creerebbe un mercato da 50 miliardi», sottolinea Gordon Shannon di TwentyFour Am. Generali, nota per esempio il gestore, avrebbe una capacità di emissione da 3,4 miliardi «ma con un livello di Solvency 2 al 188% non ritengo che abbia bisogno di un rafforzamento e che quindi possa ricorrere a breve agli Rt1».

L’eterna caccia ai rendimenti
Eppure la domanda per questi strumenti innovativi, destinati a investitori istituzionali visto il taglio minimo da 200mila euro, non sembra mancare. Secondo fonti di mercato le richieste per il titolo di Asr - che garantisce una cedola del 4,625% e si è visto assegnare da S&P un rating «Bb», cioè ben 4 gradini al di sotto del debito senior del gruppo - sono infatti risultate ieri nove superiori all’offerta. «La liquidità nei portafogli è notevole e si cercano prodotti che offrono cedole elevate emessi da società solide», osserva Shannon: la sete di rendimenti colpisce ancora.

© Riproduzione riservata