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Le tentazioni nascoste dei franchi tiratori

L'Analisi|legge elettorale

Le tentazioni nascoste dei franchi tiratori

L'attenzione è tutta rivolta al voto finale che si terrà questa sera o al massimo domani mattina. È lì che si verificherà la tenuta del patto a 4 sul Rosatellum. Perché quel voto sarà l'unico a scrutinio segreto. Sulla carta Pd, Fi, Lega e i centristi di Alternativa popolare più altri gruppi minori rappresentano oltre due terzi dell'intera assemblea. Per far naufragare anche questa legge elettorale sarebbero necessari oltre 130 franchi tiratori. Tantissimi. Eppure ieri alla Camera nessuno dava per scontato il risultato. Il malessere all'interno dei gruppi è palpabile.

Non pochi, soprattutto nel Pd e in Fi ma anche tra i centristi di Ap, preferirebbero tenersi il Consultellum. I parlamentari di Fi eletti al Sud temono che il ritorno dei collegi uninominali li penalizzerà, sia perché non possono contare su un alleato forte come al Nord dove c'è la Lega, sia perché per tentare di battere il Pd o il M5s saranno costretti a scendere a patti e quindi a concedere posti ai partitini, buona parte dei quali è composto da ex azzurri usciti sbattendo la porta . Ma i malumori ci sono anche nel Pd. La rottura con i bersaniandalemiani di Mdp, che ha già detto presenterà in ogni collegio un suo candidato, mette fortemente a rischio la conquista di quei seggi in bilico, in particolare al Nord dove l'alleanza Lega-Fi potrebbe avere quasi ovunque la meglio. Ma anche in una Regione come il Lazio, nella quale la sinistra-sinistra ha storicamente un peso superiore alla soglia di sbarramento del 3%, il Pd rischierebbe di arrivare secondo rispetto al M5s. Del resto il primo riscontro arriverà già tra poche settimane dal voto in Sicilia, dove il centrosinistra parte, secondo tutti i sondaggi, già battuto proprio perché diviso, presentandosi all'appuntamento con 2 candidati governatori (Micari e Fava). Con il Consultellum invece la partita delle alleanze si giocherebbe tutta dopo il voto poiché l'attribuzione dei seggi avviene esclusivamente su base proporzionale, dando per scontato che nessuno riuscirà a ottenere il premio di maggioranza attribuito solo qualora venga raggiunto il 40%.

C'è poi il tema (decisivo) della composizione delle liste. È vero che anche nel Consultellum la scelta sarà nelle mani dei leader e che gli unici “garantiti” saranno i 100 capilista bloccati della Camera, che non sono stati toccati dalla sentenza della Corte costituzionale sull'Italicum. Ma chi ritiene di avere in mano un pacchetto significativo di voti potrebbe scommettere sulla preferenza unica sopravvissuta al Senato dopo il verdetto della Consulta sul Porcellum. Sono questi gli interrogativi che serpeggiano tra i gruppi in queste ore. Dal numero dei franchi tiratori questa sera arriverà la risposta su qual è l'opzione – Consultellum o Rosatellum – migliore.

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