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Legge elettorale, tensioni per il voto finale a scrutinio segreto

approvati tutti gli articoli del rosatellum bis

Legge elettorale, tensioni per il voto finale a scrutinio segreto

La Camera ha approvato in tarda serata il Rosatellum 2.0 con 375 sì 215 no. La legge elettorale va ora in Senato. Ieri il via libera ai primi due articoli con voto di fiducia. Oggi l'ok al terzo articolo, sempre con la fiducia, e agli ultimi due articoli senza fiducia. In serata il voto finale sulla legge, a scrutinio segreto dopo l'esame degli 88 ordini del giorno. Il governo temeva imboscate dei franchi tiratori nelle file della maggioranza. Sulla carta le forze favorevoli al Rosatellum bis potevano contare su circa 440 voti: Pd (283 - ma vanno tolti i tre voti di Bindi, Meloni e Giorgis, che hanno annunciato che non voteranno la legge), Ap (22), Lega (19), Civici ed innovatori (14), Forza Italia (58) Minoranze Linguistiche (6), Psi (4), Udc (6), Direzione Italia (11), Scelta Civica-Ala (15), Centro Democratico (12). Il “Fronte del No” contava invece su circa 164 voti :Mdp (43), Fdi (11), M5s (88), Si (17), Alternativa libera (5). Tra assenze e franchi tirtatori alle forze schiera.

Il via libera alla terza fiducia
In mattinata nell’aula della Camera era passata anche la terza fiducia posta dal Governo sulla nuova legge elettorale. I sì sono stati 309, i no 87 e gli astenuti 6. A seguire, l’assemblea ha approvato gli articoli 4 e 5 del provvedimento sui quali il governo non ha messo la fiducia. Per tutta la giornata ha aleggiato l’incognita dello scrutinio segreto. Il governo temeva imboscate. C’era il timore di franchi tiratori nelle file della maggioranza.

Gentiloni: ogni sforzo conclusione ordinata legislatura
Nessun riferimento ufficiale del premier Gentiloni alla decisione di mettere la fiducia sulla legge elettorale. «Non è il tempo dell'irresponsabilità, al di la di ogni comprensibile tensione politica dobbiamo mettere al primo posto l'Italia, è nostro dovere ed è l'impegno che io prendo davanti ai sindaci italiani. Per quanto riguarda il governo si farà ogni sforzo per giungere ad una conclusione ordinata della legislatura», si è limitato a dire il premier all'assemblea annuale dell'Anci a Vicenza.

Continua la protesta dei Cinque Stelle
Ieri il primo tempo della partita: le prime due fiducie, mentre M5s e Mdp protestavano in piazza. Protesta che continua oggi, con nuove iniziative dei Cinque Stelle: presente anche Grillo. Prende corpo l’ipotesi di ricorrere alla fiducia anche nel secondo passaggio parlamentare in Senato.

Prime due fiducie senza patemi
La terza votazione di fiducia sull’articolo tre ha riguardato la delega al Governo per la determinazione dei collegi uninominali e dei collegi plurinominali. Le due votazioni di ieri, che non hanno registrato particolari patemi - 307 sì nel primo caso, uno in più nel secondo -, sono state sugli articoli uno e due delle nuove regole per votare. Il primo articolo delinea il sistema di elezione della Camera: al netto dei seggi assegnati nelle circoscrizioni estere, un mix di collegi uninominali maggioritari (231) e di proporzionale in collegi plurinominali con liste bloccate (386), ossia senza preferenze, per la ripartizione dei seggi. L’articolo due del Rosatellum prevede invece l’analogo sistema di voto per il Senato.

Cosa prevedono gli articoli 4 e 5
L’articolo 4 ha avuto il via libera con 381 voti favorevoli, 152 contrari, un solo astenuto. L'articolo 4, su cui, a differenza dei primi tre non è stata posta la questione di fiducia, riguarda il tema della trasparenza del voto. E contiene l’elenco dei documenti da depositare in nome della trasparenza: il contrassegno depositato, lo statuto, il programma elettorale con il nome e cognome della persona indicata come capo della forza politica. La Camera ha approvato anche il quinto e ultimo articolo del Rosatellum 2.0. I si sono stati 372, i no 149 e gli astenuti 6. La norma prevede invece le disposizioni transitorie per l’entrata in vigore della legge, con particolare riferimento alle circoscrizioni estere.

La norma “salva Verdini”
In particolare ha suscitato polemiche la norma, già approvata in commissione, che consente ai residenti Italia di candidarsi nella circoscrizione estero: una norma che per qualcuno sembra fatta apposta per ricandidare Denis Verdini (Ala). I cinque stelle la definiscono «una vergogna», per il capogruppo Pd Rosato Verdini non c’entra niente.

Sì emendamento denominato “salva - Bueno”
La Camera ha approvato invece oggi un emendamento all’articolo 5 del Rosatellum 2.0 che modifica una norma introdotta in Commissione. Quest’ultima stabiliva l’ineleggibilità nelle Circoscrizioni Estere dei cittadini che negli ultimi dieci anni avessero ricoperto cariche elettive o di governo, nelle forze armate e nella magistratura dei Paesi di residenza. L’emendamento diminuisce a cinque anni tale periodo. È stato denominato “emendamento salva Bueno” perché permette la ricandidatura della deputata italo-brasiliana Renata Bueno, che fino a sette anni fa era stata consigliere comunale in Brasile.

Orlando: fare passo per approvare Rosatellum bis
I vertici del Pd sono stati per l’occasione compatti. Gianni Cuperlo, uno dei leader dell’opposizione interna, non ha votato la fiducia ma ha assicurato l’ok alla legge. Favorevole all’approvazione anche il Guardasigilli Andrea Orlando, che ha detto: «Credo sia importante fare un passo nella direzione della approvazione». Il problema è la tenuta dei parlamentari, preoccupati per la perdita del seggio con il nuovo sistema elettorale.

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