Italia

Arrivano le quote di genere ma dal 2005 Parlamento più «rosa»

LE NUOVE REGOLE DI VOTO

Arrivano le quote di genere ma dal 2005 Parlamento più «rosa»

La legge elettorale approvata ieri alla Camera e passata alle cure del Senato, porta con sé novità per la rappresentazione di genere. Nei collegi plurinominali uomini e donne devono comparire, nella lista dei candidati, secondo un ordine alternato; limitazioni anche per la posizione di capolista: in ciascuna lista a livello nazionale nessuno dei due generi può essere rappresentato sopra il 60%. I partiti dovranno rispettare questa proporzione, nel complesso, pure per la scelta dei candidati nei collegi uninomali.

Se il Rosatellum 2.0 arriverà in porto, per la prima volta si andrà a votare per eleggere il Parlamento con un meccanismo di “quote rosa”. Regole che non erano previste nei procedenti sistemi di voto, mentre erano state introdotte dall’Italicum che però non è mai stato utilizzato e, a questo punto, si può prevedere che non lo sarà mai. Nonostante l’assenza di regole scritte, le forze politiche hanno dimostrato negli ultimi anni una maggiore sensibilità sul tema. Il risultato si vede guardando alla posizione dell’Italia nella classifica dei Paesi Ue fatta in base alla presenza femminile in Parlamento: il nostro Paese è decimo, secondo quanto rilevato dal’edizione 2017 del “Gender eqaulity index”, la ricerca elaborata dallo “European institute for gender equality” che misura la disparità di genere in tutti i settori della società.

La graduatoria calcolata sul tasso di eguaglianza nelle aule parlamentari è guidata dalla Norvegia (quasi la metà dei membri è donna). L’Italia, pur lontana dal podio, si fa notare per il notevole balzo in avanti nel decennio 2005-2015: a Roma si è passati da un misero 12% al 30% del 2015. «Molti dei miglioramenti registrati dal 2005 nei Paesi membri - si legge nel rapporto - si spiegano con l’introduzione di leggi sulle quote di genere o con libere scelte dei partiti». Questo secondo è il caso dell’Italia dove nel periodo preso in considerazione i parlamenti sono stati scelti con leggi elettorali (il Mattarellum prima, il Porcellum in seguito) che non davano indicazioni sul rapporto uomo/donna nelle liste. Arrivano ora con il Rosatellum 2.0.

LE PARI OPPORTUNITÀ NELLE CAMERE
La presenza delle donne nei Parlamenti degli Stati Ue. Dati in percentuale (Fonte: Gender quality index 2017)

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