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Casa, Ania: cambio strategia per gestire catastrofi

terremoti e rischio idrogeologico

Casa, Ania: cambio strategia per gestire catastrofi

La copertura assicurativa dei beni immobili di case e imprese contro il rischio di catastrofi naturali non può essere lasciato, come ora, alla libera iniziativa delle famiglie o delle società più consapevoli e sensibili al tema ma deve compiere un salto di scala, per essere inquadrato in un sistema regolamentato a livello nazionale. A chiederlo è l'Ania, l'Associazione che riunisce le società di assicurazione, nella giornata internazionale dedicata alla riduzione dei «rischi catastrofali». Rischi che, come ha ricordato la presidente dell’Ania, Maria Bianca Farina, davanti a una folta rappresentanza di associati, vedono l’Italia nella singolare posizione di Paese tra i più colpiti in Europa e allo stesso tempo più indietro nella prevenzione.

«L’Italia è il sesto paese al mondo per danni causati da catastrofi naturali - ha sottolineato Farina - il cui costo è stato calcolato in 58 miliardi dollari negli ultimi 20 anni e grava sul bilancio pubblico per 3 miliardi di euro l’anno». Allo stesso tempo l’Italia si scopre essere la più sguarnita in Europa sul sistema per gestire il rischio: a parte noi e la Grecia, sistemi regolamentati ci sono in Romania, Belgio, Gran Bretagna, Spagna, Danimarca, Francia, Norvegia e Islanda. Da qui la proposta dell'Ania a governo, forze politiche e istituzioni per definire un sistema «regolamentato» nel solco di altri paesi anche meno esposti del nostro ai rischi legati a vulcani, fenomeni idrogeologici e terremoti.

«Crediamo - dice Farina - che sia arrivato il momento di metterci attorno a un tavolo e definire, insieme, un sistema regolamentato di gestione del rischio catastrofe che preveda un intervento strutturato e organico basato su una partnership tra Stato e settore privato». «Come sistema di imprese assicuratrici abbiamo una ricca expertise da condividere, conosciamo questi rischi, abbiamo le professionalità giuste per affrontare questo tema». Il sistema a cui ha fatto riferimento la presidente dell'Ania è tutto da definire e modulare, utilizzando dati e informazioni sulla pericolosità sismica dei territori e individuando le formule di adesione assicurativa più adatta tra gli estremi dell’obbligatorietà e quello della volontarietà. Come pure si deve individuare il ruolo dello Stato, che, come suggerisce Farina può ricoprire il ruolo di riassicuratore in ultima istanza del rischio. Nella definizione di questo sistema regolamentato e organico ci sono molte variabili in gioco, a cominciare dal ruolo delle imprese di costruzioni che possono intervenire per rendere l'immobile meno vulnerabile - anche grazie agli sgravi fiscali - e abbassare in tal modo il premio della polizza.

Che premio? «Il costo di una polizza anticatastrofi per una abitazione media di 100 metri quadrati può essere di 100 euro l'anno, con una diffusione nazionale dell'iniziativa», promette Farina. Altra domanda: chi abita in una zona notoriamente “calda” come la zona rossa del Vesuvio può assicurare la sua casa? «Noi stiamo parlando di abitazioni in zone a rischio ma sotto il Vesuvio non si può parlare di rischio: c'è la certezza di una catastrofe», se la cava Farina.
Per arrivare a questo sistema di regolamentazione c'è anche da abbattere il muro di incoscienza che - nonostante la serie di catastrofi degli ultimi anni - ancora c'è nella testa delle famiglie italiane. Incoscienza che induce a pensare di non essere mai nel mirino delle future tragedie.

Da un sondaggio Gfk Eurisko è emerso che l’83% delle famiglie italiane non crede o non sa di essere a rischio catastrofe. Un dato sconfortante se si guarda al fatto che il 35% delle abitazioni è esposto a un rischio sismico alto o medio alto; e che il 55% delle abitazioni è esposto a elevato rischio idrogeologico (dati Ispra). In compenso - dice sempre il sondaggio Eurisko - il 46% delle famiglie è propenso a sottoscrivere una polizza anticatastrofi (quota che sale al 76% dopo aver ascoltato i promessi vantaggi legati alla polizza: principalmente costo contenuto e liquidazione del danno con tempi più rapidi del soccorso pubblico).

Quanto alla situazione reale, uno studio Ania rivela che, anche se in meno di un decennio il numero delle coperture sulle catastrofi naturali è molto cresciuto (nel 2009 si stimavano 20mila polizze per circa 35mila abitazioni) è anche vero che in valore assoluto, solo il 2% delle abitazioni private è assicurato. «Una casa su 50 in Italia – sintetizza lo studio - è coperta da una polizza assicurativa contro i rischi di catastrofi naturali, il terremoto, un’alluvione o entrambi».

A stimolare la consapevolezza degli italiani rispetto al rischio catastrofi è stato anche il presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Carlo Doglioni, che intervenendo all'iniziativa dell'Ania ha sparso la giusta dose di panico ricordando che terremoti devastanti sono soliti presentarsi «a grappoli» nell’arco di un ristretto numero di anni, che nei territori classificati a rischio sismico medio basso (in base all'attuale mappa) possono avvenire in qualsiasi momento terremoti come nelle zone a massimo rischio e, infine, che nell'area vulcanica dei campi Flegrei, può avvenire una eruzione vulcanica con «400 km cubi di lava incandescente in un'area nel raggio di 70-80 km».

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