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Bankitalia, mozione Pd contro Visco. Il Colle:…

il governatore: agito in contatto con governo

Bankitalia, mozione Pd contro Visco. Il Colle: «Salvaguardare l’autonomia»

Foto Ansa
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Nel giorno in cui, secondo tutti i pronostici, l'Aula avrebbe dovuto bocciare la mozione M5S contro il rinnovo del mandato al Governatore della Banca d'Italia (in scadenza il 1° novembre), Ignazio Visco, a Montecitorio spunta a sorpresa un’altra mozione, targata Pd, anche questa “anti Visco”. Un vero e proprio blitz del segretario Renzi, messo in piedi all'insaputa del Governo, per smarcarsi dal Governatore. E non pagare in campagna elettorale e nelle urne per i passi falsi di Bankitalia nella vigilanza sulle crisi bancarie. Il Pd, si legge nel documento, impegna il Governo «ad adottare ogni iniziativa utile a rafforzare l'efficacia delle attività di vigilanza sul sistema bancario ai fini della tutela del risparmio e della promozione di un maggiore clima di fiducia dei cittadini individuando a tal fine, nell'ambito delle proprie prerogative, la figura più idonea a garantire nuova fiducia nell'Istituto».

Il via libera dell’Aula
Evidente, quindi, la sollecitazione al premier Gentiloni perché scelga un nome alternativo a quello di Visco, la cui riconferma dopo un mandato durato sette anni è ora a rischio. Pressing che trova l’Aula d’accordo: la mozione dem (riformulata e leggermente ammorbidita) viene infatti approvata con 213 voti favorevoli, 97 contrari, 99 astenuti. Ad astenersi sono stati i deputati di FI e di Mdp. Contro si sono invece espressi quelli di Sinistra Italiana, M5S e FdI. Respinte tutte le altre mozioni, a cominciare da quella pentastellata, che chiedevano sostanzialmente di non confermare l'attuale Governatore.

“La mia opinione sul passato è che nelle vicende delle banche tante responsabilità che hanno avuto anche i vertici di Banca d'Italia sono argomenti che devono essere valutati. Il Pd non è certo responsabile della crisi delle banche, spero che anche altri possano dire altrettanto”

Matteo Renzi, segretario Pd 

Renzi: nessun ruolo nella vicenda, Pd non è responsabile del passato
In serata, a fronte della marea montante delle polemiche, è lo stesso Renzi a respingere l’accusa di aver orchestrato una vendetta contro Visco delegittimandolo con una mozione in vista della riconferma a via Nazionale. «Non ho un ruolo in questa vicenda», ha spiegato il leader del Pd ai microfoni di Radio 105, sottolineando che non c’è stata «nessuna invasione di campo del Pd. Il compito è del premier, lui farà le considerazioni opportune, c'è un iter. Oggi Il Pd non ha messo in discussione il rispetto istituzionale. La mia opinione sul passato l'ho scritta nel libro». «La mia opinione sul passato - ha poi concluso - è che nelle vicende delle banche tante responsabilità che hanno avuto anche i vertici di Banca d'Italia sono argomenti che devono essere valutati. Il Pd non è certo responsabile della crisi delle banche, spero che anche altri possano dire altrettanto».

Mattarella, salvaguardare autonomia Bankitalia nell'interesse del Paese
L’autodifesa di Renzi anticipa di pochi minuti l’arrocco della presidenza della Repubblica e della Banca d’Italia, in pratica schierate a difesa del Governatore uscente contro quella che viene considerata una mossa impropria della politica. Del Pd, in particolare, la mozione irrita il Quirinale e porta ad un vero e proprio scontro tra palazzo Koch e il Partito democratico. Nella sua presa di posizione, non ufficiale ma fatta filtrare da fonti vicine al Colle, il capo dello Stato Sergio Mattarella fa sapere che il posizionamento dei partiti riguardanti Bankitalia dovrebbero «essere ispirate a esclusivi criteri di salvaguardia dell'autonomia e indipendenza dell'Istituto». Le medesime fonti aggiungono che le prese di posizione sul ricambio al vertice della nostra banca centrale dovrebbero tener conto «dell'interesse della situazione economica dell'Italia e della tutela del risparmio degli italiani». Principi cui «deve attenersi l'azione di tutti gli organi della Repubblica, ciascuno nel rispetto del proprio ruolo».

La difesa di Bankitalia: sempre agito in contatto con il Governo
«Nella sua azione l'Istituto ha agito in continuo contatto col Governo», riferiscono invece fonti vicine alla Banca d'Italia dopo la mozione presentata dal Pd in Parlamento, e l'istituto «fa interamente il suo dovere nelle diverse funzioni che svolge, applicandovi competenza e coscienza». Sul fronte del credito, quindi, pieno accordo con Palazzo Chigi: «In questi anni segnati dalla più grave crisi economica della storia moderna d'Italia», la Banca d’Italia «ha difeso il risparmio nazionale limitando i danni. Questi non potevano non esserci, data la gravissima condizione dell'economia». «Alcuni casi di gestione bancaria cattiva o criminale - sottolineano ancora le fonti vicine a via Nazionale - sono stati contrastati per quanto consentito dalla legge e, quando opportuno, segnalati alla magistratura». Di tutto questo, «vi è ampia evidenza anche pubblica».

Visco disponibile essere audito dalla Commissione Banche
Il Governatore della Banca d'Italia, ricordano infine le stesse fonti, «ha parlato col presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario» (Pier Ferdinando Casini, ndr), e la Banca d’Italia «sottometterà ogni documento rilevante per i lavori della stessa commissione, mentre il Governatore Visco «è pronto a essere ascoltato dalla Commissione quando essa vorrà».

“La scelta del governatore è particolarmente delicata in considerazione del fatto che l'efficacia dell'azione di vigilanza della Banca d'Italia è stata, in questi ultimi anni, messa in dubbio dall'emergere di ripetute e rilevanti situazioni di crisi o di dissesto di banche”

Mozione Fregolent ed altri n. 1-01731 

La mozione Pd: vigilanza messa in crisi da ripetute crisi bancarie
La nomina del Governatore, rileva il maggiore partito della maggioranza nella sua mozione, costituisce «una scelta particolarmente delicata in considerazione del fatto che l'efficacia dell'azione di vigilanza della Banca d'Italia è stata, in questi ultimi anni, messa in dubbio dall'emergere di ripetute e rilevanti situazioni di crisi o di dissesto di banche, che a prescindere dalle ragioni che le hanno originate - sulle quali si pronunceranno gli organi competenti, ivi compresa la Commissione d'inchiesta all'uopo istituita - avrebbero potuto essere mitigate nei loro effetti da una più incisiva e tempestiva attività di prevenzione e gestione delle crisi bancarie».

Gli effetti dei dissesti sulle casse pubbliche
Nel testo della mozione, prima firmataria Silvia Fregolent, si rileva inoltre che «le predette situazioni di crisi o di dissesto hanno costretto il governo e il Parlamento ad approvare interventi straordinari per tutelare, anche attraverso l'utilizzo di risorse pubbliche, i risparmiatori e salvaguardare la stabilità finanziaria, in assenza dei quali si sarebbero determinati effetti drammatici sull'intero sistema bancario, sul risparmio dei cittadini, sul credito al sistema produttivo e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali».

Il sì del Governo su parere riformulato
Che il clima politico sia cambiato rispetto alla vigilia del dibattito parlamentare, quando la bocciatura delle mozioni anti Visco era data per scontata, trova riflesso nella posizione del Governo, che in Aula ha dato parere favorevole alla mozione Pd chiedendo la riformulazione di un capoverso ed eliminando il passaggio nel quale si affermava che le crisi «avrebbero potuto essere mitigate nei loro effetti da una più incisiva e tempestiva attività di prevenzione e gestione delle crisi bancarie». Nella riformulazione, che il Pd ha accettato, si legge: «Si tratta di una scelta particolarmente delicata in considerazione del fatto che l'efficacia dell'azione di vigilanza della Banca d'Italia è stata, in questi ultimi anni, messa in dubbio dall'emergere di ripetute e rilevanti situazioni di crisi o di dissesto di banche, sulle cui ragioni si pronunceranno gli organi competenti, ivi compresa la Commissione di inchiesta».

Richetti: Pd non dà nome ma ora fase nuova
Il portavoce del Pd Matteo Richetti, a margine di una visita con Renzi a Narni, ha spiegato la mozione Pd sottolineando che sul nome del successore di Visco «il Pd non entra nel merito di una decisione che spetta al Governo e al presidente del Consiglio» ma chiede «una fase nuova» per Bankitalia: «Il ”con chi lo si fa” spetta al Governo».

“Quando vedo il partito di maggioranza fare una mozione così», spiega Bersani commentando gli ultimi sviluppi politici della giornata, «cominciamo a essere fuori come un balcone”

Pierluigi Bersani (Mdp-Articolo 1) 

Bersani contro: non si può gettare così in piazza Bankitalia
Tra gli effetti del via libera alla mozione del Pd, c’è la reazione critica del leader di Mdp-Articolo 1, Pierluigi Bersani, che considera il documento «fuori da ogni logica, non puoi buttare in piazza la Banca d'Italia così». «Quando vedo il partito di maggioranza fare una mozione così», spiega Bersani commentando gli ultimi sviluppi politici della giornata, «cominciamo a essere fuori come un balcone». Mdp, conclude, ha votato «in bianco» (astensione, ndr) perché «il Parlamento può e forse dovrebbe prevedere in meccanismo di nomina che coinvolga le commissioni magari con maggioranze qualificate», ma «finché c'è un'altra procedura, se c'è un minimo di senso delle istituzioni dobbiamo rispettarla».

Opposizioni scatenate: no al “gioco al massacro” del Pd
Oltre a Bersani, la mossa del Pd scatena un po’ tutte le opposizioni, che sui social attaccano l’ex premier e il Pd, accusati di aver causato una vera e propria crisi istituzionale. «Sfiducia parlamentare al Governatore di #Bankitalia atto inedito per storia repubblicana. Persino pericoloso. Altro che argine ai populismi», twitta ad esempio il deputato Mdp Arturo Scotto. «Il @pdnetwork di @matteorenzi irresponsabile come @Mov5Stelle... gioca contro governo, contro
istituzioni, contro il presidente Mattarella», ironizza sempre su Twitter Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

Le altre mozioni sul tavolo
La mozione Pd, approdata a sorpresa in Assemblea, si è aggiunta in extremis ad altre cinque mozioni la cui discussione in Aula è iniziata ieri: si tratta della già ricordata mozione pentastellata Alberti ed altri n. 1-01707, di quella promossa dalla Lega Nord Busin ed altri n. 1-01726, il cui contenuto è di censura per l'operato di Visco e quindi analogo a quello dei Cinque Stelle, e della mozione di Sinistra Italiana Paglia ed altri n. 1-01728 che invece chiedeva a Gentiloni di prorogare di un anno la scadenza del mandato dell'attuale Governatore rinviando la nomina al prossimo Parlamento. All’ordine del giorno anche la mozione di Fratelli d’Italia Rampelli ed altri n. 1-01730 e Zanetti ed altri n. 1-01729, anche queste respinte dall’Aula.

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