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Dbp trasmesso all'Ue: ora banche possono spingere Pil di 0,1%…

Draft budgetary plan

Dbp trasmesso all'Ue: ora banche possono spingere Pil di 0,1% nel 2018

Il sistema bancario italiano sta meglio di qualche mese fa, e può contare in particolare su bassi costi di finanziamento e una maggiore disponibilità di credito. Due fattore che, «se traslati alla clientela, potrebbero incrementare il tasso di crescita del Pil in misura pari a 0,1 punti percentuali nel 2018 e a 0,2 punti nei due anni seguenti». Il Draft budgetary plan 2018 trasmesso ieri sera tardi dal Governo alla Commissione europea può essere considerato la risposta nero su bianco alla conferma dell'outlook negativo di Moody's sul sistema bancario italiano. Il documento evidenzia infatti che il sistema bancario è stato «liberato da una cappa d'incertezza», mentre gli ultimi dati evidenziano un ritorno alla crescita dei prestiti alle famiglie e alle imprese, anche se in minor misura.

Nel 2020 tasso occupazione record al 60,2%
Le previsioni di crescita del Pil all'1,5% nel 2018 e 2019 «sebbene al di sopra del consenso dei previsori di mercato, rimangono valutazioni prudenziali alla luce dei rischi al rialzo» che derivano dalla tendenza positiva dell'economia, dal risanamento del settore bancario, dalle riforme e dal consolidamento fiscale. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, il Dbp trasmesso da palazzo Chigi prevede un incremento del tasso di occupazione al 60,2% nel 2020, livello mai raggiunto in precedenza. Nel documento si ricorda che l'occupazione ad agosto risultava di un milione di unità superiore al punto minimo del 2013. Il tasso di disoccupazione, invece, «potrebbe richiedere molti altri anni per tornare al livello pre-crisi del 6,1 per cento del 2007. Infatti al 2020 è stimato al 9,8%. «Va però notato - si legge nel documento - che il tasso di partecipazione è salito ben al di sopra dei livelli pre-crisi».

Emergenza migranti: fino a 5 mld di spesa nel 2018
Uno dei capitoli del documento analizza i costi dell’emergenza migranti, un «evento eccezionale» che ha assicurato all’Italia una flessibilità di bilancio extra da parte dei Bruxelles. «Nonostante il rallentamento dei flussi, le presenze nelle strutture vedono un andamento crescente da 176mila persone nel 2016 a 193 mila a settembre 2017». Per l’accoglienza di questa massa di disperati la spesa stimata dal Governo supera i 4 miliardi di euro nel 2017, mentre per il 2018, se verrà confermato il calo degli arrivi resa èpossibile dalla politica degli accordi locali in Libia promossi dal Viminale , la previsione di spesa è compresa tra 4,7 e 5 miliardi di euro. «La diminuzione degli sbarchi non si riflette in una proporzionale riduzione della permanenza di persone con necessità di accoglienza. In attesa che si concretizza una politica europea comune, l'Italia continuera' a sostenere un onere di oltre lo 0,25 per cento del Pil per la gestione della frontiera esterna dell'Ue», si legge ancora nel documento.

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