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Parte il tour di Renzi in treno. «Grande coalizione? Pd punta al…

OGGI in TRE REGIONI

Parte il tour di Renzi in treno. «Grande coalizione? Pd punta al 40%»

Convoglio di cinque vagoni, di lato raffigurati i paesaggi della penisola e a far da sfondo la scritta «Destinazione Italia» col logo del Pd. Parte dalla stazione Tiburtina di Roma il treno con il quale Matteo Renzi per due mesi attraverserà il Paese. «Pronto per il viaggio in treno di ascolto dell'Italia e degli italiani, buon viaggio a tutti noi», scrive il segretario democratico questa mattina su Instagram prima di giungere al binario 2 per il via. Assieme all’ex premier nella prima tappa del viaggio i ministri Graziano Delrio e Maurizio Martina, il capogruppo Ettore Rosato, il portavoce del partito Matteo Richetti, il tesoriere Francesco Bonifazi e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Oggi il treno toccherà tre Regioni: Lazio, Marche e Umbria. Le stazioni di sosta saranno Fara Sabina, Civita Castellana, Narni, Spoleto, Fano.

«Grande coalizione? Pd punta a 40% per escluderla»
«Con questa legge elettorale, se passerà al Senato e speriamo che accada, se una coalizione raggiunge più o meno il 40%, avrà la maggioranza e i numeri per governare da solo. Abbiamo preso il 40% alle europee ed è stato un bel risultato, il 40% al referendum e non lo è stato. Non c'è due senza tre. Lo scopriremo solo vivendo, se guardi i sondaggi io credo che ci possa essere». Renzi esclude gli scenari considerati altamente probabili dagli analisti. «Vorrei vincere le elezioni, vorremmo escludere la grande coalizione perché vinciamo noi». Alleanze con Pisapia ed Mdp? «Non abbiamo veti verso nessuno. Punto. Ci interessa capire di cosa si discute e come si discute».

«Via dal chiacchiericcio del mondo politico»
«Non ho molta voglia di parlare del continuo chiacchiericcio del mondo politico romano, un'immensa telenovela in cui i protagonisti - io compreso - rischiano di
apparire come impegnati solo a parlarsi addosso». Nella enews periodica inviata a iscritti e simpatizzanti Renzi riassume lo spirito della sua iniziativa avviata oggi e che toccherà tutte le province italiane. «Ascolteremo più che parlare. E ascolteremo sul serio, senza i soliti palchi che spesso hanno caratterizzato le nostre iniziative, ma andando nelle aziende, nei centri di accoglienza per minori, nelle realtà del volontariato, nei luoghi dell'associazionismo e della
cultura». Il treno « sarà aperto alle discussioni e accompagnerà esperienze diverse, a cominciare col viceministro Bellanova che si confronterà con gli operai della Perugina, in lotta per difendere il posto di lavoro. Toccheremo
i luoghi del terremoto, partendo dal Lazio, dall'Umbria, dalle Marche e dall'Abruzzo. E fino a sabato ci immergeremo in un viaggio vero, in mezzo alla gente vera.

Il segretario del Pd Matteo Renzi alla partenza del treno del Pd «Destinazione Italia»

«Costruire insieme i prossimi mille giorni»
«Porteremo le nostre idee alla verifica dei territori», spiega ancora il segretario del Pd. «Perché dopo che abbiamo raccolto l'Italia nel 2014 portandola fuori dalla crisi, adesso si tratta di costruire il futuro. Non di raccontarci ancora gli oggettivi risultati dei mille giorni, ma di costruire insieme i prossimi mille giorni, la prossima legislatura».

«Serve un ulteriore Jobs act e giù tasse»
Arrivato in una sala dell'abbazia di Farfa, parlando con i cittadini l’ex premier si sofferma sulle politiche del lavoro. «Nella prossima legislatura dovremo fare un ulteriore Jobs act, un ulteriore intervento». Per Renzi la parte normativa «è completa, dobbiamo ragionare di ulteriori incentivi» legati alla riforma. E «non è vero che l'Italia è solo passato ed è finita, in Italia si può fare industria. Serve una ulteriore deburocratizzazione e ulteriore riduzione delle tasse».

«Estendere 80 euro per abbassare tasse ceto medio»
«Abbiamo fatto gli 80 euro. Chi dice che è una mancia elettorale non si rende conto che mille euro in più all'anno hanno fatto la differenza. Ora dovremo studiare come far partecipare gli operai all'utile attraverso un meccanismo di detassazione. Così come dovrà essere studiato a tutti i costi il principio dell'estensione degli 80 euro». Così ai rappresentanti del distretto industriale di Civita Castellana, nell'azienda di sanitari Azzurra. «Vanno individuate nuove categorie non necessariamente per gli 80 euro ma per ridurre le tasse al ceto medio, perché non è accettabile che si allarghi la forbice tra chi sta bene e chi non sta».

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